mar 21 MAGGIO 2024 ore 13.50
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Vincono le difese
di Giovanni Della Pietra

 


Lazio e Napoli si fermano sullo 0-0

 

1La Lazio guidata da Maurizio Sarri ospita il Napoli allenato da Walter Mazzarri allo Stadio Olimpico di Roma: in una partita dai tratti soporiferi, le due contendenti impattano sullo 0-0. La Lazio continua il suo trend positivo con un ulteriore risultato utile; il Napoli interrompe una striscia di 3 sconfitte in trasferta, ma non riesce più a trovare reti lontano dal Maradona.

La partita
La Lazio si avvicina al match dell’Olimpico con un ruolino di marcia immacolato nelle ultime 4 partite, in cui ha trovato altrettante vittorie. Mai la squadra allenata da Maurizio Sarri, con il tecnico toscano alla guida, è riuscita ad arrivare a 5 successi consecutivi in Serie A. L’ultimo inciampo dei biancocelesti nel nostro massimo campionato risale alla sfida contro l’Inter del 17 dicembre 2023, in cui gli attuali supercampioni di Italia si imposero per 0-2.

Il Napoli, dal canto suo, arriva alla trasferta di Roma con il 4° rendimento esterno nel campionato, seppur nelle ultime 3 partite lontano dall’ex2 San Paolo non ha trovato né reti né punti. L’ultima rete in trasferta è stata firmata da Eljif Elmas nella vittoria del Gewiss Stadium contro l’Atalanta per 1-2, nella prima del neo-tecnico Walter Mazzarri. Gli azzurri, quindi, potrebbero registrare la quarta sconfitta consecutiva in trasferta per la prima volta dal periodo tra febbraio e aprile del 2015 con Rafa Benitez.

I precedenti negli scontri diretti sorridono agli azzurri che nelle ultime 14 partite sono autori di 10 vittorie, 4 vittorie laziali, di conseguenza, il “segno X” manca dal 5 novembre 2016 quando firmarono il risultato di 1-1 le reti di Marek Hamsik e Keita Balde. Il precedente più prossimo, però, è in favore della Lazio, che, nel settembre del 2023, si è imposta per 2-1 al Maradona, evidenziando tutti i limiti difensivi della squadra allora guidata da Rudi Garcia.

3In casa Lazio, Maurizio Sarri è costretto a fare a meno degli squalificati Mattia Zaccagni e Ciro Immobile, migliore marcatore della storia biancoceleste, autore di 203 reti con la maglia della Lazio; e dell’infortunato Patric. Ritorna tra i titolari Luis Alberto, dopo la panchina in Supercoppa contro l’Inter, mentre Lazzari e Isaksen vincono i ballottaggi per comporre la fascia di destra nell’ormai tipico 4-3-3 sarriano.
Tra le file partenopee, Walter Mazzarri si trova a far fronte ad una vera e propria emergenza che gli ha dimezzato i giocatori a disposizione: ben 9 gli assenti. Il tecnico di San Vincenzo non potrà contare sugli squalificati Cajuste, Simeone, ma soprattutto Khvicha Kvaratskhelia; degli infortunati Alex Meret, portiere titolare, Natan e di Oliveira, alle prese con un infortunio di lunga durata. Ad essi si aggiungono il neo-acquisto Hamed Junior Traoré, apparso fuori forma dopo la lontananza dal campo dovuta alla malaria; e i convocati in nazionale Victor Osimhen e Frank Zambo Anguissa, pronto al ritorno dopo la sconfitta del suo Camerun proprio con la Nigeria del suo compagno di club. Costretto a ridisegnare di nuovo il Napoli, Mazzarri trova rifugio nel suo canonico 3-4-2-1, con Zielinski e Politano alle spalle di Raspadori.

In una partita avara di emozioni, lo scorrere del primo tempo è scandito dallo sterile palleggio del Napoli, che ottiene il 62% di possesso palla,. ma senza creare un’azione concreta, e dalle incursioni che portano al tiro il giovane laziale Gustav Isaksen che, al 13’ e 42’, prova a spaventare i tifosi azzurri.

Nella seconda frazione di partita, la Lazio alza il baricentro come richiesto più volte dal suo allenatore per aggredire la costruzione di gioco di un Napoli, che tiene palla ma non riesce a trovare i giocatori tra le linee o Raspadori oltre la linea difensiva azzurra.

Dopo appena 30” di gioco del secondo tempo, Cataldi trova alle spalle della difesa azzurra “Taty” Castellanos, che in rovesciata trova il gol del vantaggio, annullato poi dal guardalinee che aveva ravvisato una posizione di fuorigioco dell’attaccante argentino. Al 64’, Cataldi prova a prendersi il tiro dal limite dell’area che si spegne sul fondo al lato della porta protetta da Gollini. Primo e unico squillo della partita del Napoli avviene al 66° minuto, quando su un corner respinto, Gianluca Gaetano colpisce al volo mancando di poco il bersaglio. L’occasione più ghiotta per la Lazio si ha al 74’, che rappresenta l’unico tiro nello specchio dell’intero match: Guendouzi imbuca in profondità per Isaksen, che prova a servire il Taty Castellanos al centro dell’area, il quale prova a deviare, con il tacco, la palla sul palo più lontano, dove c’è appostato Ostigard pronto al rinvio. L’ultimo pericolo corso dal Napoli si presenta all’87’, con un cross di Luis Alberto proveniente dalla trequarti campo per la testa di Vecino posizionato in area di rigore, ma Gollini blocca facilmente. La partita termina con uno scialbo, scialbissimo 0-0 che però sembra accontentare entrambe le compagini.

Il punto Della Pietra
5Punto delizioso messo in cascina da entrambe le squadre per muovere la classifica in vista della Champions. Ognuno trova i lati positivi di questo pareggio in casa propria: la Lazio, vede una prestazione per certi versi dominante, soprattutto dal punto di vista territoriale, senza rischiare nulla in questo scontro diretto per la qualificazione alla SuperChampions del prossimo anno. Il Napoli, in casa sua, ritrova finalmente un clean sheet in campionato, con la consapevolezza di aver registrato una fase difensiva nuova, e si prende volentieri questo punto con una squadra decimata. L’altra faccia della medaglia è la stessa per le due squadre: entrambe le compagini devono fare i conti con una scarsa verve realizzativa, la Lazio non riesce a pungere, il Napoli non riesce proprio a costruire azioni pericolose (solamente 1 tiro verso lo specchio della porta tra Lazio e Inter).

La classifica
La Lazio fallisce l’aggancio al quarto posto occupato momentaneamente dall’Atalanta, vittoriosa contro l’Udinese, ma mette comunque a referto6 un punto contro un avversario per lo stesso obiettivo. Si stabilisce per ora al 6° posto a -2 punti dall’ambita meta. Lo stesso obiettivo che ha davanti gli occhi il Napoli, che per i partenopei dista solamente 4 punti. La squadra azzurra occupa la nona piazza, al momento fuori da ogni competizione europea. Su entrambe le classifiche pesa l’asterisco della partita rinviata, a causa della Supercoppa Italiana disputata in quel di Riyadh.

Pagelle
Lazio: Provedel 6; Lazzari 5.5 (71’ Pellegrini), Gila 6, Romagnoli 6, Marusic 6; Guendouzi 6 (77’ Vecino 6), Cataldi 5.5 (84’ Rovella s.v.), Luis Alberto 5.5; Isaksen 6 (84’ Pedro s.v.), Castellanos 5.5, Felipe Anderson 5.5. All: Sarri 5.5

Napoli: Gollini 6; Ostigard 6, Rrhamani 6.5, Juan Jesus 6; Di Lorenzo 6, Demme 6 (60’ Gaetano 6), Lobotka 6.5, Mario Rui 5.5 (79’ Mazzocchi s.v.); Politano 6 (84’ Lindstrom s.v.), Zielisnki 5.5 (84’ Dendocker s.v.); Raspadori 5 (79’ Ngonge s.v.). All: Mazzarri 6

I migliori
7Lobotka 6.5: Robotka is back! Motore e testa della squadra. Combatte e aiuta nel recupero palla, mentre in fase di costruzione riesce ben poco con una squadra poco protesa all’attacco.

Rrhamani 6.5: Ingloba Castellanos nella sua zona di pertinenza e non lo perde mai. Ritorna ai suoi livelli.

Mazzarri 6: Gioca bene a scacchi, prepara bene la difesa, ma in fase offensiva è poco propositivo. Risultato che fa morale, ma non fa classifica. Il voto sufficiente è favorito dalle assenze, ma nella prossima gara ci si aspetta una fase offensiva migliore.

Isaksen 6: L’unico ad uscire dal torpore della partita, prova ad accendere il match con qualche accelerata e giocata in profondità.

I peggiori
Raspadori 5: Ectoplasmatico, ma non è tutta colpa sua: servirlo con i lanci lunghi non è il modo migliore per evidenziare le sue caratteristiche positive. Luis Alberto 5.5: Dovrebbe accendere la luce in casa Lazio: all’inizio sembra riuscirci, via via si spegne.

Arbitro
Orsato 6.5: Gestisce la partita con personalità e la mantiene sui binari giusti. Nega un rigore alla Lazio, su una trattenuta davvero troppo leggera di Ostigard su Castellanos.

Nola, 29 gennaio 2024

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