ven 28 APRILE 2017 ore 18.50

storia del giornale

La Voce del Quartiere

ANNUNCIO E DENUNCIA

di
Luigi Antonio Gambuti

Riprendere il colloquio con i lettori che, attraverso le pagine del periodico “La Voce del Quartiere” cartaceo temporaneamente messo da parte, ci gratificavano di una relazione accorta e condivisa. Costituisce sempre un momento di forte emotività. Ci risiamo, quindi, con una nuova versione online per riesporci al confronto con la gente, affidando alla cura dei lettori le nostre semplici, e riteniamo oneste considerazioni, sulle vicende che interessano la nostra città.

Con la speranza che la nuova versione online che si presenta sia davvero più nuova, non un vecchio rivestito o una recitazione delle stesse solite cose che mortificano, se non addirittura uccidono, gli slanci vitali di una comunità che non è seconda a nessuno in termini di creatività e di voglia di fare.

Noi, che con questo primo numero online usciamo in veste ancora provvisoria, cerchiamo compagni di viaggio, alias collaboratori, per darci una mano a pensare, confezionare e diffondere il sito.

Riteniamo che vi sia ancora spazio per dare voce alle domande della città e dei Quartieri, nella considerazione che ci sia ancora qualcuno ad ascoltarci e a dare seguito ad atti e procedure. Per soddisfare i bisogni e le esigenze, che delle domande costituiscono la sostanza.

Il nostro impegno, per quanto ci sarà possibile, ci porterà a stare davanti a coloro che chiedono e non ottengono, davanti a coloro che, malgrado le promesse e le speranze restano a margine della comunità organizzata, davanti a tutti coloro i quali reclamano la soddisfazione dei diritti e non solo sopportano la ineludibile costrizione dell’assolvimento dei doveri. Stare davanti per essere testimoni del tempo, interpreti della cronaca di tutti i giorni, possibilmente considerati interlocutori legittimati a rappresentare, attraverso internet, quanto di più vicino si trova ai problemi quotidiani.

Stare davanti per una posizione non di primato, ma come postazione di servizio, perché e nello spirito del “servizio” che questo periodico annuncia la crescita.

Annuncio e denuncia, quindi, annuncio vigilante e denuncia sollecita e costante, per coniugare i due termini in funzione della città e dei quartieri perché la città e i quartieri siano vissuti “in rete” nella gestione delle vicende dettate dalla buona e dalla cattiva sorte, dalla capacità o meno di interpretare e risolvere le questioni, dalla più o meno disponibilità a servire che chi detiene le chiavi del potere mette in campo a favore del bene comune.

Non sembri demagogica questa nostra “presunzione”. Se si tira alto nel tratteggio delle prospettive, pur nella coscienza della scarsità dei mezzi e delle opportunità di cui si dispone, lo si fa per non cadere nella morta gora dei luoghi comuni, del flaccido bla-bla che assopisce le menti e allenta i sentimenti.

Noi non saremo mai assopiti e mai assenti all’appello, nel registro della ferialità metropolitana. Non ci vestiremo a festa, non perché di poco panno disponiamo, ma perché riteniamo che è la ferialità che conta con le sue ferite e con le sue pur presenti gioiosità. Napoli è piena delle une e delle altre, come si conviene ad una città viva e che ha ancora tanto da dire e da reclamare. Registreremo le prime e le seconde nell’intento di alleviare le une e di esaltare le altre. Né ci raffrena la poca forza di cui oggi si dispone perché nutriamo la speranza di poter crescere assieme a voi, cari lettori, ed operare con voi e per voi diventare voce sempre più alta e diffusa.

Luglio 2001