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U N (D) I C I !

Azzurri Belli e Possibili, Abbattono l’Udinese e Salutano il 2022 primi a + 8 sul Milan.

di Carlo Gimmelli

Napoli senza fine, nella ultima giornata di campionato del 2022 prima della lunghissima sosta per lasciare spazio ai controversi Mondiali del Qatar, orfani della Nazionale Italiana, gli azzurri “matano” anche la coriacea Udinese, rivelazione delle prime giornate del campionato.

I partenopei giocano un altro campionato e restano a + 8 su un Milan brutto e “fortunato” per qualche svista arbitrale e per un autorete viola che li salva al 92°, ma sul piano del gioco il divario tra Napoli e Milan pare abissale, almeno in questo momento.

Gli Spallettiani, con un Osimhen ancora una volta protagonista selvaggio, disegnano calcio per 80 minuti, stordendo, come sempre, l’avversario di turno con una partenza al fulmicotone!

Con i friulani stesso copione di noiosa perfezione: gli azzurri li addentano dal primo minuto e la gara è virtualmente chiusa già alla mezz’ora con il gol spacca partita del solito Re Vicktor (8, sette gol nelle ultime 6 partite, media stellare!) che capitalizza con una incornata da terzo tempo un cross cadeaux dello straripante Elmas (7,5) che ha sostituito degnamente la stella Kvara, segnando anche il gol del 3 a 0 su invito illuminante del solito Anguissa (6.5) sterzando sul difensore in area, con la finezza di spostare la sfera con la suola e fulminando il portiere in uscita; Zelinsky, restituito da Spalletti ai livelli di eccellenza, smarriti negli ultimi anni, aveva chiuso la gara dopo 30 minuti con un tiraggiro da cineteca dopo una fulminea ripartenza innescata da Re Vicktor e perfezionata dall’imbucata di Lozano (imprendibile, 7) per il polacco che arrivava da dietro.

Ancora una volta oltre al mai troppo lodato Lobotka (dopo Anguissa rinnovo a vita fino al 2028) ancora una volta da applausi l’interpretazione della gara di Osimhen che Spalletti sta plasmando e trasformando in top player, sabato oltre al gol e alla ripartenza del due a zero non ha sprecato una sola palla, oltre ad essere andato più volte vicino al raddoppio, ripiegamenti difensivi, assist, possesso palla, insomma non solo un cavallo pazzo ma un terminale offensivo che fa gola a tutti i top club.

Insomma i 55.000 del Maradona (tantissimi bambini) accorsi per il gala di fine anno si sono spellati le mani per 80 minuti dove, oltre ai gol, hanno assistito alla grande bellezza applicata al calcio, passaggi ad occhi chiusi, trame perfette, ripartenze fameliche, imbucate di centrocampisti affamati che sbucavano da ogni dove, una squadra mai sazia sospinta dai cori no limits degli astanti, poi il finale col brivido: l’incoscienza vanesia dei cannibali azzurri bramosi del 4 a 0 ha fatto dimenticare che in campo c’era anche l’Udinese e nel finale la difesa, fino a quel momento ermetica, ha apparecchiato due gol evitabilissimi ai friulani.

Semitragico il secondo causato dal primo errore del monumentale Kim o’ Koreano (5.5) che in fase di possesso palla, in un eccesso di confidenza si è incartato sulla sfera e l’ha regalata allo scaltro Samardziç che con un bel tiraggiro di sinistro batteva l’incolpevole Meret e riapriva l’incontro.

Finale al cardiopalma con gli azzurri improvvisamente sulle gambe e l’Udinese che si riversava con rabbia in area e lo stadio in campo ad assordare i timpani con incessanti fischi di paura, ma ormai non c’era più tempo, senza ulteriori sussulti si arrivava al 94° e la festa poteva cominciare.

Beninteso che i due evitabili gol subiti nel finale che hanno fatto impazzire Spalletti non sono nati da un calo fisico ma da una squadra che si bea, a volte troppo, della propria bellezza e cerca, specie in casa, la goleada come se non ci fosse un domani, magari il tecnico dovrà lavorare sulla testa dei leaders e ridurre i giri motore e amministrare anche il minimo vantaggio quando serve.

Ora l’assurda e anomala sosta invernale, gli azzurri di nuovo in campo il 4 gennaio 2023 a Milano contro l’Inter ora a – 11 , un altro crocevia decisivo per la volata finale, si è discusso a lungo, con le solite considerazioni agli antipodi, se la maxisosta possa aiutare o danneggiare la corsa di Spalletti che potrebbe ricalibrare le energie dei suoi (il Napoli ha cinque giocatori impegnati al mondiale) e ripartire per la seconda parte evitando il solito calo primaverile, noi, andando al solito controcorrente, riteniamo che una macchina da guerra che ha macinato 41 punti su 45 disponibili, unanimemente considerata la squadra più bella d’Europa, non possa che maledire lo stop del magic moment.

Subito dopo la gara contro i friulani il rompete le righe, cinque giorni di riposo poi il rientro a Castelvolturno, programmata una tournee in Turchia ad Antalya tra fine novembre e metà dicembre con tre\quattro amichevoli poi il rientro a Napoli per una ultima partita al Maradona prima di Natale.

Nella notte di Sabato un raggiante Spalletti è stato avvistato e festeggiato sobriamente nei vicoli di Chiaja da numerosi tifosi azzurri, anche la città sembra matura per un approccio meno invadente con i propri beniamini, entusiasmo si, ma non l’abbraccio letale e asfissiante dei tempi passati.

Forse proprio da qui parte la mentalità vincente.

Si riparte da Milano il 4 gennaio con mezza Italia a tifare contro nella speranza di riaprire il campionato, atmosfera non natalizia per gli azzurri ma così ci sarà più sfizio.

Napoli, 14 novembre 2022

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