mar 28 SETTEMBRE 2021 ore 18.07
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Questione Energetica, a che punto siamo?
di Pasquale Falco

 

1L’energia è un motore indispensabile di crescita e un prerequisito per l’espansione dell’attività umana. L’energia di per sé non può essere distrutta, ma, le sue fonti sono estremamente limitate. 

Gli scienziati prevedono che le risorse più comunemente utilizzate si esauriranno nei prossimi decenni. Tutte le riserve di combustibili fossili scompariranno: il carbone dovrebbe esaurirsi in 114 anni, il gas naturale in circa 53 anni e il petrolio in soli 51 anni.

Se all’inizio del 1900 la popolazione mondiale aveva un consumo totale di energia di 12.128 terawatt-ora, nel 2018 abbiamo più che decuplicato raggiungendo i 171.240.

Poiché la domanda di energia aumenta in modo esponenziale e le riserve di combustibili fossili diminuiscono velocemente, in un mondo paralizzato dal cambiamento climatico dobbiamo renderci conto che il nostro pianeta ha una data di scadenza.

Il passaggio dalle tradizionali fonti di energia ad alte emissioni di CO2 a nuove fonti di energia più efficiente è inevitabile ed improcrastinabile. 

Nel 2019 il consumo globale di energia primaria era così suddiviso: l’84,3% erano combustibili fossili e solo il 15,7% erano fonti energetiche a basse emissioni di carbonio, di cui l’11,4% rinnovabili e il 4,3% nucleare.2

Il trend in miglioramento delle rinnovabili mostra prospettive promettenti per una futura sostituzione delle risorse fossili; tuttavia, la loro diffusione ha impiegato più di 50 anni per passare dal 6% nel 1970 al 15,7% nel 2019! 

Si è lenti, nonostante i grandi sforzi per tagliare i prezzi dell’energia eolica e solare attraverso maggiori investimenti nelle energie rinnovabili verso infrastrutture appropriate e una tecnologia migliore come già attuato negli USA, Germania, Cina, Francia e Spagna.

Vi è poi il problema dell’eccesso di domanda. L’aumento della popolazione non farà che accelerare il processo di esaurimento delle risorse.

Non è solo una corsa contro il tempo per produrre energia pulita e salvare il pianeta, è anche riuscire a soddisfare il crescente bisogno di energia proporzionale all’aumento della richiesta.17-intAltro fattore preoccupante da considerare è che oggi ben il 40% della popolazione mondiale non ha accesso a combustibili adeguati a cucinare (si è così costretti a utilizzare il legno, il carbone, e spesso e volentieri anche la spazzatura), mentre nel 2016 ben 940 milioni di persone nel mondo non avevano nemmeno accesso all’elettricità!

La mancanza di accesso all’elettricità per quasi un miliardo di persone segnala che gli standard di vita di oltre un ottavo della popolazione mondiale sono gli stessi dell’era preindustriale, e, riguardano le aree più problematiche del pianeta: l’Africa sub-sahariana, il sud-est asiatico, l’Asia meridionale e l’America Latina.

Per promuovere un’equa distribuzione dell’elettricità e salvaguardare l’ambiente dai gas dannosi, bisogna necessariamente investire in energia pulita.

3I governi di tutto il mondo devono sollecitare gli investimenti nelle fonti energetiche rinnovabili. Senza accordi bilaterali tra il settore pubblico e il privato non ci saranno mai progressi considerevoli per salvare il pianeta e migliorare lo standard di vita internazionale.

C’è una speranza: l’emergere di nuove tecnologie nelle industrie rinnovabili.

In soli 10 anni, dal 2009 al 2019, i prezzi dell’energia eolica e solare sono stati tagliati, raggiungendo livelli inferiori a quelli del carbone, del gas e dell’energia nucleare.

Nel 2009, l’eolico e il solare erano rispettivamente il 22% e il 223% più costosi del carbone.

Tuttavia l’innovazione tecnologica, le economie di scala, la ricerca e sviluppo e gli investimenti nei mercati emergenti hanno portato i prezzi dell’energia eolica e solare fotovoltaica a scendere a soli 41 e 40 dollari per7 megawattora.

Attualmente, sui mercati i prezzi dell’energia idroelettrica sono molto più alti, come nella regione dei Balcani, dove l’energia idroelettrica viene scambiata a 60 dollari.

Le nuove tecnologie rinnovabili stanno certamente facendo apparire opzionali anche le fonti di energia pulita ampiamente adottate, come l’energia idroelettrica. Poiché le principali multinazionali del settore energetico investono di più nell’energia solare in Paesi con molti giorni di sole annui (come Enel Green Power nell’Africa subsahariana) c’è motivo di ritenere che questa, insieme all’eolico, diventerà ancora più economica nel prossimo decennio, favorendo la conversione da fonti di energia non rinnovabili a fonti rinnovabili.

Possiamo ben sperare, non tutto è perduto.

Napoli, 26 luglio 2021

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