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Parma Capitale italiana della cultura 2020
di Mario Mormile

E’ di pochi giorni fa l’annuncio dato dal Mibact dell’elezione di Parma come capitale italiana della cultura per il 2020, la città emiliana era in finale con altre dieci città e tra queste, due proprio dall’Emilia-Romagna ovvero Piacenza e Reggio Emilia. Questo a conferma che gli sforzi compiuti da tutta la regione nei confronti della cultura sono stati cospicui e che hanno dato dei risultati, in particolare con la campagna “Energie Diffuse”. In finale vi erano anche altre città italiane tra cui Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro e Treviso.

Il riconoscimento, che per l’anno in corso aveva premiato Palermo, è stato ideato alcuni anni fa sulla falsariga delle capitali europee della cultura, che tra l’altro vedranno nel 2019 una città italiana protagonista ovvero Matera.
Per quel che riguarda l’ambito italiano, il processo di selezione avviene attraverso una commissione di 7 esperti nominata dal ministero, che valuta diversi parametri. L’elezione ha come obiettivo valorizzare i beni culturali e paesaggistici offerti da un determinato territorio e migliorarne la fruibilità da parte dei turisti.

Alla luce della vicinanza con le altre città Piacenza e Reggio Emilia, la Regione ha deciso inoltre di dare il suo sostegno non solo ai programmi di Parma, ma anche finanziando progetti degli altri due centri in modo da creare delle sinergie in tutta la parte occidentale della regione.

Pesano sulla decisione l’ottimo lavoro svolto negli ultimi anni dalla giunta del sindaco Pizzarotti, che hanno portato ad esempio al riconoscimento del capoluogo emiliano come città creativa Unesco per la gastronomia e alla bontà dei progetti presentati per il futuro in particolare nel campo della Musica. Ricordiamo che Parma è famosa nel mondo per aver portato alla luce alcuni dei più importanti protagonisti di tutti i tempi in diverse specialità: nella composizione con Giuseppe Verdi, per i libretti con Arrigo Boito e nella direzione con Arturo Toscanini.

Proprio a questi personaggi sono legati alcune delle manifestazioni, a partire dalla fondazione Toscanini che sarà tra i finanziatori dei programmi, il conservatorio “Arrigo Boito” che porterà in futuro la musica nelle periferie, il prestigioso Teatro Regio con il suo Festival Verdi che avrà una stagione speciale.
Senza dimenticare che la città è anche il luogo ideale dove ammirare l’opera di due dei più grandi pittori di tutti i tempi come il Parmigianino e Correggio che tanto hanno animato le stagioni artistiche della penisola circa 500 anni fa e che ancora fanno ampiamente parlare di loro.

Bologna, 23 febbraio 2018