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Milan, fine di un’era.

di Raffaele Russo

8 scudetti, 5 Coppe dei Campioni/Champions League, 3 titoli intercontinentali, 6 supercoppe nazionali, 5 europee e una Coppa Italia; basta questa bacheca per dire cosa sia stato Silvio Berlusconi come Presidente del Milan.

Chiunque abbia lavorato con lui, da Sacchi a Capello, sino agli ultimi allenatori, lo ha definito come un visionario, un uomo che ha anticipato il futuro, un uomo che al successo ha sempre anteposto l’estetica e il “bel giuoco”, facendolo diventare un vero e proprio frame.

In questi 31 anni di presidenza, tanti gli uomini che sono stati lanciati da Berlusconi: innanzitutto, Adriano Galliani, braccio destro fidato del Presidente e dirigente che, nel corso di questi anni, ha saputo conquistarsi la stima e l’affetto di tutti, passando poi agli allenatori, tre più di tutti meritano di essere citati: Arrigo Sacchi, Fabio Capello e Carlo Ancellotti, i quali, hanno aperto dei veri e propri cicli vincenti sotto la gestione del Cavaliere e in particolare Sacchi che ha dato vita a quella che è stata definita la “squadra più forte del secolo”.

Numerosi sono stati i giocatori passati sotto la sua presidenza: dalle bandiere, Baresi F. e Maldini, ai vari Van Basten, Gullit, Weah, Nesta, Pirlo, Seedorf, Schevchenko, Kakà, Baggio (solo per citarne alcuni), hanno indossato la gloriosa maglia rossonera, onorandola in Italia ma soprattutto nel mondo.

Tuttavia, negli ultimi anni, il mondo del calcio è cambiato, mutando radicalmente, sempre più costretto a tener a posto i conti ed i bilanci, senza mai dimenticare di commercializzare il marchio e sempre alla ricerca dei giocatori di un certo rango per completare la rosa della squadra.

Ecco allora l’ingresso dei magnati russi, e poi dei cinesi, che si sono affacciati in Europa ed anche in Italia che hanno costretto la famiglia Berlusconi a disinteressarsi al mondo del calcio da tifoso vero, per optare al grande passo della vendita e cercare di portare ai fasti ed ai successi di un tempo.

Restano comunque i titoli che Berlusconi lascia da Presidente più vincente della storia del calcio, anche più degli spagnoli di Bernabeu, ed allora che dire: Fozza Mila.

Napoli, 27 aprile 2017

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