mar 22 OTTOBRE 2019 ore 08.25
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La cruda realtà del mare al mattino

di Stefania Di Martino

Triste e sentimentale, il romanzo di Margaret Mazzantini “Mare al mattino”, narra con durezza l’attualità dei nostri giorni.

Risultati immagini per foto Margaret Mazzantini “Mare al mattino”

Il romanzo riesce a fare ciò raccontando le storie di due ragazzi e delle loro famiglie.

I due, Farid e Vito, sembrano all’apparenza molto diversi, così come le loro famiglie, in realtà, però, le due storie si intrecciano. Da un lato Farid, un bambino libico che, a causa della guerra, è costretto a scappare in cerca di tranquillità con sua madre Jamila, rimasta vedova in seguito all’omicidio del marito, vicenda che ha scolpito nel cuore di Farid un’immensa tristezza ed un profondo smarrimento, anche dovuti al fatto che il ragazzo lo ha visto morire davanti a suoi occhi. Dall’altro lato Vito, un ragazzo siciliano che ha da poco terminato i suoi studi, ma si sente smarrito perché non sa realmente cosa fare della sua vita. Quest’ultimo è il figlio di Angelina, un’insegnante che ha vissuto a Tripoli per i primi 11 anni della sua vita, quando questa era una colonia italiana.
Con l’arrivo di Gheddafi, Angelina fu costretta a scappare dalla sua terra insieme ai suoi genitori, Antonio e Santa, fabbricanti di candele, lasciando amicizie, scuola, lavoro, amore. Insomma, una vita intera. Arrivati in Italia però, Angelina e la sua famiglia, sono stati trattati come degli stranieri, dei clandestini, e questo ha tormentato i loro pensieri.

Perciò i due ragazzi condividono lo stesso sentimento di smarrimento e in più le loro madri hanno provato il medesimo dolore, quello di essere state costrette a lasciare le proprie terre.

Mentre la storia di Vito e la sua famiglia è caratterizzata da una sorta di lieto fine dovuto al viaggio di Angelina a Tripoli, l’incontro con il suo amore perduto Alì e la morte di Gheddafi e quindi una conquista di libertà, d’altro canto la storia di Farid e sua madre Jamila non si conclude bene. Infatti madre e figlio, in seguito alla loro fuga verso l’Italia, si ritrovano in mare a bordo di un barcone occupato da molte altre persone nelle loro stesse condizioni ad affrontare l’acqua malvagia e la notte scura. In questo scenario di amarezza infinita Jamila accarezza suo figlio quasi privo di vita, tenta con ogni sua forza di tenerlo in vita e spera, soprattutto, di non morire prima di lui e lasciarlo solo al suo destino. Il ragazzo però non riesce a toccare il suolo italiano.

Il finale scelto dall’autrice dona al racconto una vena drammatica ed una nota compassionevole.
L’elemento portante di questo romanzo è sicuramente il mare, che crea quasi una connessione tra i due ragazzi e quindi le due storie. Infatti mentre da una parte Vito passa gran parte del suo tempo a contemplare il mare della sua Sicilia, dall’altra parte Farid attraversa lo stesso mare, ma perdendo la vita.
I protagonisti principali, dunque, sono Farid e sua madre Jamila e Vito e sua madre Angelina. Farid è un ragazzino dolce, ma soprattutto ingenuo, questa sua ingenuità viene captata dalla gazzella che brucava sempre nei dintorni del suo giardino e che sembrava fidarsi ciecamente di lui. Sua madre Jamila è una donna forte e determinata disposta a tutto per salvare suo figlio.

Vito invece è un ragazzo semplice, moderno, all’apparenza superficiale, ma molto intelligente. Sua madre Angelina è una donna che ha sopportato tanto proprio per questo è molto simile a Jamila. Sono, dunque, queste le personalità che hanno dato vita a questo romanzo.

Napoli, 21 novembre 2018