ven 26 FEBBRAIO 2021 ore 07.06
Home Cultura #IOMIVACCINO con l’arte

#IOMIVACCINO con l’arte
di Martino Ariano

TVBOYIn questi ultimi tempi, la speranza e il cambiamento si concretizzano in una sola parola: VACCINO.

Dinanzi alle malattie, alle pandemie causate da virus o batteri, la ricerca scientifica e la medicina giocano la carta più importante, quella della scoperta e della messa appunto di vaccini. Senza trascurare la sperimentazione e la scoperta di cure e medicinali.

Ovviamente non voglio addentrarmi nei meandri né di una disquisizione di natura strettamente scientifica né in una prettamente storica.

Sarebbe complesso e particolarmente articolato.

Sappiamo benissimo che stiamo ancora nell’era Covid e il 2021 è iniziato con le vaccinazioni già a pieno regime, che hanno avuto inizio in maniera simultanea e simbolica in tutta Europa il 27 Dicembre 2020, definito Vax Day, il Giorno Europeo per la Vaccinazione.

Per meglio comprendere alcuni aspetti e tematiche, vi lascio alcuni collegamenti esterni (cliccare sul testo):
Panoramica storica delle pandemie;
Cos’è una pandemia oggi?
-  Cosa ne sappiamo dei vaccini contro il Coronavirus e qual è la reale efficacia di questi vaccini?
Il calendario e le fasi delle vaccinazioni anti-Covid in Italia;
Report vaccinazioni anti Covid in Italia;
Domande e risposte sui vaccini anti Covid;
Report vaccinazioni anti Covid nel mondo;
Ma, datovi qualche spunto di approfondimento e di aggiornamento, voglio presentarvi tre proposte artistiche.

La prima proposta è un progetto basato sul remake in chiave contemporanea di un’opera dell’800.

L’opera in questione è La vaccinazione nelle campagne (1894) dell’artista piemontese Demetrio Cosola.

Il tema rappresentato è un frame della prima campagna vaccinale di massa da parte dell’Italia, reduce dalla sua unificazione (1861), contro il vaiolo.
Demetrio Cosola, La Vaccinazione nelle campagne, 1894, Pastello su carta, 240 x 145 cm
Demetrio Cosola, La Vaccinazione nelle campagne, 1894, Pastello su carta, 240 x 145 cm

Il remake, ideato da Emanuele Cigliuti in collaborazione con il giornale “La Nuova Periferia” e la Croce Rossa di Chivasso, vede un aggiornamento in chiave contemporanea dell’opera ottocentesca mediante una fotografia del piemontese Massimiliano Modena.

Vaiolo ieri, Coronavirus oggi.

Epoche diverse, analoga situazione.

VACCINAZIONE
La seconda proposta è il progetto Perftoran, dell’artista russo Petr Davydtchenko.

Il progetto vede la presentazione di un vaccino, il vaccino BAT, che mira a criticare le speculazioni capitalistiche e politiche connesse alla produzione e diffusione dei vaccini. “[…] l’artista impegna concetti medici nell’arte contemporanea – suggerendo che la fonte di un vero vaccino SARS-CoV 2 (Covid) è da dove è venuto – un pipistrello. […] I dati in suo possesso sono stati acquisiti da grandi società farmaceutiche con mezzi illeciti […].

Perftoran sostiene di avere testato il vaccino BAT non solo su sé stesso ma anche su volontari […]. Tutti i soggetti hanno ottenuto risposte immunitarie […].

Parole di Rustcity D’Amptuille, pseudonimo di un autore e hacker canadese.

Inoltre, la provocazione dell’artista, continua perché invia un vaccino al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
CONTE
Petr Davydtchenko – Perftoran – 2020
CONTE2
La terza proposta è l’opera The Three Vaccines dello street artist Tvboy.

Realizzata con la tecnica del paste-up, è una chiara rivisitazione dell’opera di Raffaello, Tre Grazie, della quale riproduce fedelmente sia le tre donne, con stesse pose e siluettes, sia lo sfondo.

Le differenze, come sempre, risiedono nei dettagli: mentre le Tre Grazie di Raffaello sono nude, quelle di Tvboy indossano le mascherine, i guanti e le tute mediche di protezione recanti le tre marche dei vaccini attualmente più in uso in Europa, quelli di Moderna, Pfizer e AstraZeneca.

Mentre quelle di Raffaello recano in mano il pomo d’oro, simbolo d’immortalità, quelle di Tvboy, recano in mano i flaconcini dei vaccini con le siringhe, simbolo di speranza e rinascita.
Raffaello Sanzio, Tre Grazie,  1503-1504, olio su tavola, 17x17 cm Museo Condé, Chantilly (Francia)	Tvboy, The Three Vaccines, 2021, Barcellona

Raffaello Sanzio, Tre Grazie,
1503-1504, olio su tavola, 17×17 cm
Museo Condé, Chantilly (Francia)

Tvboy, The Three Vaccines,
2021, Barcellona

index70La quarta iniziativa è del giovane grafico Samuele Lorenzo.

Sul suo profilo Instagram (@lorenzographics_) ha pubblicato 5 illustrazioni recanti in alto la scritta Vaccino? No, chissà cosa c’è dentro e al centro di ognuna ha posto rispettivamente una lattina di Coca Cola, delle caramelle gommose, una sigaretta, due wurstel e un burger.

La provocazione è sottile, inizia dalla scritta e si materializza presentandoci dei prodotti industriali, i cui ingredienti o sono segreti o sono industriali/chimici.

L’artista ha voluto dire, in maniera educata ma pungente, che siamo soliti mangiare, bere e consumare prodotti, dei quali spesso ne facciamo anche abuso, senza mai domandarci come o con che cosa siano fatti.

Mentre ora, dinanzi ad un vaccino, ad un prodotto farmaceutico, frutto di ricerche e test, ci poniamo mille interrogativi e dubbi, che oscillano tra il moralismo, lo scetticismo, l’ignoranza e il ridicolo.

La ricerca scientifica e la medicina hanno dato le loro risposte.

L’arte ha dato le sue.

Bisogna fidarsi della medicina e dell’arte.
La prima cura il corpo, l’altra cura l’anima.

Ad ognuno di noi è dato decidere se, come e quando curare il nostro corpo e la nostra anima.

Nessuno ce lo obbliga.

Non siamo obbligati a vaccinarci.

Ma credo che, in certe situazioni, come in quella che stiamo vivendo attualmente, siamo chiamati maggiormente a decidere, non solo per noi stessi, ma anche per gli altri.

Siamo chiamati ad essere meno egoisti.

Siamo chiamati alla collettività.

Marzano di Nola, 25 gennaio 2021

Similar articles