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Il tarallo napoletano
di Pio Gargano

Oggi vi parlo di un tipico “spuntino” napoletano, molto amato come abbiamo visto e che ben si sposa con una birra bella fredda.

Il tarallo nasce nel lontano ’700, nelle zone più povere di Napoli, dove purtroppo tante erano le persone in gravi difficoltà economiche.

Così i fornai, per far fronte alla miseria, riutilizzavano sovente gli avanzi della pasta da pane, aggiungevano solo un po’ di sugna, ovvero lo strutto e del pepe e mettevano in forno queste ciambelle, economicamente accessibili a tutta la popolazione, denutrita e affamata, dei ”fondaci”, ovvero le zone popolari nelle vicinanze del porto.

Negli anni successivi furono poi arricchiti anche dall’aggiunta delle mandorle, che, con la loro dolcezza mitigano il sapore forte del pepe.

Caratteristico personaggio legato a questo prodotto, era ed è ancora oggi, il “tarallaro” che, percorreva, con in spalla la sua cesta di taralli ricoperti da un panno di lana per mantenerli sempre caldi e fragranti, tutta la città in lungo e in largo vedendoli così, ai passanti.

Oggi, il “tarallaro”, a volte, ancora lo si scorge sulle spiagge campane, intento a vendere le sue prelibatezze.

Caldi sono una vera e propria goduria!

Vi auguro una buona Napoli!

Napoli, 19 novembre 2019

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