lun 20 NOVEMBRE 2017 ore 22.08
Home Cultura Il Principio di non identità e contraddizione

Il Principio di non identità e contraddizione

di Giulia Di Nola

In questi ultimi decenni abbiamo assistito a un energico fiorire, per poi affermarsi, di scienze quali l’antropologia, la sociologia, la psicologia che sono andate, in un primo momento, a supportare quella filosofica e in un secondo momento, nostro malgrado, quasi a sostituirla, sino a prenderne il posto nel terzo millennio.

Insomma sembra proprio che la Filosofia stia “anoressizzandosi” e nel medesimo tempo cedendo il passo a nuovi e più empirici filoni culturali. E’ un fatto, questo, abbastanza tangibile come lo è quello che oggi la situazione economica mostri di più cenni di esautoramento, spossatezza e invecchiamento; tant’è vero che ampi settori della produttività industriale, turistica e agraria, pilastri dell’economia italiana, sono stati colpiti, chi più chi meno, da una crisi severa e dilagante mentre resta ancora fruttuoso il settore ingegneristico.

In un tale e chiaro contesto, un giovane prossimo al diploma e “costretto” di lì a poco a dover fare una scelta universitaria, quali garanzie può avere di inserirsi nel mondo lavorativo in genere e scolastico nella fattispecie, iscrivendosi alla facoltà di Filosofia? Forse nessuna! E per me neppure una smodata passione può motivarlo verso quel tipo di laurea: sarebbe catastrofico!

La stessa traballante situazione è vissuta dagli insegnanti precari che, dopo estenuanti ricerche e mediocri conquiste, giungono, esanimi e brizzolati, al sospirato posto. Quanta grinta o amore potrà impiegare un docente di filosofia nell’impartire la sua lezione? E quanta empatia tra lui e il discente si stabilirà? Quanto squallore, inoltre, quando si sente dire proprio da certuni docenti: “vado a scuola per riposare”!

Ma c’è un fatto ancora più eclatante e che a me sembra abbia avuto un peso maggiore e determinante nello scadere della Filosofia. Se prima, infatti, la sua ricerca poggiava sulla universalità e sulla indissolubilità di principi morali, epistemologici ed etici, oggi la super veloce bizzarria sociale ritiene quei principi superati ed obsoleti. Così facendo essa non ha saputo far altro che stuprare la nobiltà di quegli assiomi sostituendoli con Verità Artistiche prepotentemente personali ed inevitabilmente individualistiche e poco ortodosse. Come dire, usufruendo dell’hegeliano PRINCIPIO DI NON IDENTITA’ E CONTRADDIZIONE, ad ognuno il triangolo con più o meno 3 lati, ad ognuno la propria morale, la propria etica etc…

Questo principio governa molti ambiti della società contemporanea andando ad interessare pure quello politico e, peggio, quello linguistico; mi riferisco al nostro comune parlare, il più delle volte fatto di antinomie e paranoica motilità concettuale. Siamo capaci, insomma, di argomentare con convinzione su A, ma un nanosecondo più tardi, ne affermiamo l’esatto opposto ed infine all’occorrenza che A è B: siamo bugiardi o labili di memoria?

Direi improduttivamente caotici, spavaldamente frenetici e un tantino ebefrenici!

Napoli, 9 novembre 2017