mar 19 MARZO 2019 ore 18.08
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#Globalstrikeforfuture: gli studenti scendono in piazza, vogliono salvare il Pianeta!

 di Martina Tafuro

Domani  15 marzo si svolgerà lo sciopero mondiale globale per chiedere che vengano applicate le norme approvate dall’ONU sul clima per salvare il pianeta. Ben 98 paesi hanno aderito alla mobilitazione che arriva dopo mesi di manifestazioni sorte dall’iniziativa di Greta Thunberg (vedi:La voce del Quartiere, 2 gennaio 2019), combattiva sedicenne svedese.

L’inquinamento generato dalle attività dell’uomo, provoca il 25 per cento delle malattie nel mondo.

E’ quanto emerge dall’allarme lanciato dall’Onu nel Rapporto Global Environment Outlook (GEO), sullo stato del pianeta. Il Global Environment Outlook è il frutto del contributo di 250 scienziati sparsi in 70 paesi che hanno lavorato al progetto per sei anni.

I ricercatori hanno messo in risalto come l’eccesso di consumi, i prodotti inquinanti e lo spreco al Nord del mondo,  portano fame, povertà e malattie al Sud. Dall’altro lato le emissioni di gas serra aumentano, il cambiamento climatico porta con se siccità e tempeste, rischiando di danneggiare le vite di miliardi di persone.

“Nel 2015, i nostri governi si sono impegnati a Parigi per proteggere il nostro futuro fornendo un percorso sicuro ben al di sotto dei 2 °C con giustizia sociale e climatica”, si legge sulla pagina Facebook di Global Climate Strike For Future. “Sono passati tre anni e il nostro futuro sembra più cupo che mai”.

Oggi l’ipotesi più plausibile è che, con gli impegni attuali, il riscaldamento arrivi a più 3°C, quando gli scienziati del clima hanno affermato che anche solo due gradi in più saranno la causa siccità, cicloni, inondazioni e un alto numero di vittime.“Tutto perché gli adulti di oggi non si preoccupano del domani. Stanno rubando il nostro futuro proprio davanti ai nostri occhi”.

In Italia sono stati organizzati oltre 115 eventi in 108 località, dimostrandosi così tra le nazioni più attive sul fronte della protesta, insieme a Stati Uniti con 117 eventi) e Germania con 141. Scenderanno in piazza anche gli studenti di Paesi come l’Uruguay, la Cina, Tanzania, Vanuatu, Cuba e Pakistan.

 

La mappa delle manifestazioni

I dati ci rimandano alla cruda realtà: la concentrazione di anidride carbonica ha superato la media di 410 parti per milione (ppm) il livello più alto in almeno 800.000 anni. Gli scienziati ritengono che il mondo non abbia mai vissuto un aumento dei livelli di CO2 così veloce e intenso come questo, e che restano 12 anni prima di superare 1,5 gradi, con cambiamenti in tutto l’ecosistema totalmente irreversibili. Gli studenti condividono il messaggio che è ora di affrontare la crisi climatica, alla stessa stregua di una crisi: “Abbiamo il diritto di poter vivere i nostri sogni e le nostre speranze”.

In Italia un ampio gruppo di associazioni, giornalisti, attivisti, sostengono la protesta. Prendiamoci in mano i destini della Terra e obblighiamo i governi a seguirci, recita l’appello comparso su Change.org.

“Sarà un evento storico, un evento per studenti e professori, un evento per famiglie, un evento pacifico e non violento. Saremo tutti uniti per il clima, si legge sulla pagina Facebook Fridays for Future Italia. Tutti uniti per garantire un futuro”.

Napoli, 14 marzo 2019