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FIGC, e adesso?
di Raffaele Russo

Dopo sessant’anni, l’Italia non parteciperà ai mondiali; è stata definita come una “apocalisse”, come una “tragedia nazionale”, ed infatti i due concetti espressi rendono bene l’idea di ciò che sta accadendo ai vertici del pallone nazionale.

Il commissario tecnico di questa disfatta, Giampiero Ventura, non ha avuto neanche il buon senso di rassegnare le dimissioni, facendo di tutto per ottenere il rimanente del suo contratto, infischiandosene di tutto il contesto che chiedeva le dimissioni immediate già dopo la partita con la Svezia.

Ben diverso è stata la discussione sul Presidente Federale, Carlo Tavecchio; infatti, se all’inizio sembrava non voler rassegnare le dimissioni dopo la partita, a seguito dei due consigli federali tenuti a Roma, l’ormai ex presidente Tavecchio non ha potuto fare altro che rassegnare le dimissioni, spinto dalla sfiducia della Lega Nazionale Dilettanti, la quale nel consiglio ha un ruolo determinante.

La domanda che circola tra gli addetti ai lavori  è: “Adesso che succede?”

La Lega di Serie A e B si trovano senza un management ma con un commissario e adesso anche in FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) la carica più importante è scoperta.

L’ipotesi commissariamento da parte del Coni viene esclusa poiché sarebbe un grave danno d’immagine; quindi, al momento, serve uno sforzo da tutte le parti per trovare delle persone in grado di risollevare un movimento che, dopo il playoff qualificazione dopo la Svezia, ha certamente toccato il punto più basso.

Speriamo bene.

Napoli, 6 dicembre 2017

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