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EUROPA 2019. Insieme, diversi, plurali e consapevoli.

di Martina Tafuro

 Occorre essere consapevoli che, mentre abitiamo il locale della
nostra origine, del nostro ambiente, del nostro paese, gli orizzonti di riferimento
si sono ampliati. Non è sicuramente facile, per delle nazioni
rimaste così a lungo separate da sistemi valoriali e di governo diversi,
con tradizioni religiose e culturali differenti, giungere ad una unitarietà
totale di visione, ma i valori fondamentali del dialogo, della mediazione,
della valorizzazione delle diversità sono sicuramente alla base
del lungo cammino che la Comunità Europea allargata deve poter intraprendere.
Tuttavia, solo un’Europa capace di realizzare una democrazia
efficace e di valorizzare la partecipazione delle diversità in un
contesto di pace e di sviluppo può divenire soggetto autorevole a livello
internazionale e rappresentare quello spazio transnazionale nel quale
i cittadini dei paesi diversi possono discutere quelle che a loro parere
sono le grandi sfide dell’Unione.
(Commissione Europea, Libro bianco sulla Governance Europa)

 

LA NOSTRA STORIA

18 aprile 1951, con il Trattato di Parigi, Belgio, Francia, Repubblica Federale di Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi costituiscono la Comunità del carbone e dell’acciaio (Ceca).

1954 (Prima crisi). Jean Monnet e da Altiero Spinelli, promuovono il progetto per l’istituzione di una Comunità europea di Difesa (Ced) per la creazione di un esercito europeo in sei brigate e di una Comunità politica europea (Cpe) che avrebbe rappresentato il nucleo politico di un embrione di Stato federale. Le incertezze italiane e l’ostilità della Francia, hanno la meglio sulla visione lungimirante degli statisti europei.

1957, con il Trattato di Roma, viene istituita la Cee (Comunità economica europea) cui aderirono sei paesi (Belgio, Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi) con l’intento di collaborare insieme verso l’integrazione e la crescita economica, attraverso gli scambi commerciali. Dava vita ad un mercato comune basato sulla libera circolazione di: merci, persone, servizi, capitali. Fu sottoscritto parallelamente ad un secondo trattato che istituiva la Comunità europea dell’energia atomica (Euratom). Il trattato di Roma è stato modificato a più riprese e oggi si chiama trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

1965 (Seconda crisi). La Francia, guidata dal generale Charles De Gaulle, il 30 giugno boicotta le riunioni del Consiglio europeo per contrastare il ridimensionamento della politica agricola comune (Pac). La “politica della sedia vuota” si conclude con l’adozione della regola dell’unanimità, che introduce il potere di veto sulle politiche più importanti. Il carattere di sovranazionalità, promosso in quegli anni dalla Commissione europea e riconosciuto dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia, rimane bloccato.

1973. La crisi petrolifera induce ad adottare il primo sistema monetario europeo, con oscillazioni limitate dei cambi. Intanto Danimarca, Irlanda e Gran Bretagna, allettate dai progressi della Comunità europea, si aggiungono ai sei Paesi fondatori. Al contrario la Norvegia, che aveva sottoscritto il trattato per l’adesione alla Cee, per effetto di un referendum popolare respinge l’accordo e non ratifica il trattato.

1979, il Parlamento europeo viene eletto per la prima volta a suffragio universale diretto dagli elettori dei nove Stati membri. Ne deriva uno slancio di fiducia: sembrava si riaprisse il cammino verso un’unione federale. Sulla spinta di questo entusiasmo, a partire dal “Libro Bianco della Commissione europea”, presieduta allora da Jacques Delors, e da un gruppo organizzato da Altiero Spinelli nel nuovo Parlamento europeo, nel 1986 viene redatto l’Atto unico europeo.

L’Atto unico europeo (AUE) si è proponeva di riesaminare i trattati di Roma che istituiscono la Comunità economica europea (CEE) e la Comunità europea dell’energia atomica. Questo allo scopo di rilanciare l’integrazione europea e di completare il mercato interno (un’area senza confini interni e in cui vi sia libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali) entro il 1° gennaio 1993. L’AUE ha modificato le norme che disciplinano il funzionamento delle istituzioni europee e ha ampliato i poteri dell’allora Comunità europea in una serie di ambiti d’azione.

Creando nuove competenze comunitarie e riformando le istituzioni, l’AUE ha aperto la strada a un’ulteriore integrazione politica e all’unione economica e monetaria che sarebbe stata sancita dal trattato sull’Unione europea (Trattato di Maastricht).

 1987, l’Atto unico europeo entra in vigore: inizia il Mercato unico europeo, con unificazione dei sistemi regolamentari ed economici dei Paesi membri.

 1989, cade il Muro di Berlino

LO SCENARIO ESTERNO

 1945 – 1959. La pace in Europa.
L’Unione europea viene posta in essere allo scopo di mettere fine alle guerre frequenti e sanguinose tra paesi vicini, culminate nella seconda guerra mondiale. Negli anni Cinquanta la Comunità europea del carbone e dell’acciaio comincia ad unire i paesi europei sul piano economico e politico al fine di garantire una pace duratura. Gli anni Cinquanta sono caratterizzati dalla guerra fredda tra Est ed Ovest. Le proteste in Ungheria contro il regime comunista sono represse dai carri armati sovietici nel 1956.

1960 – 1969. La crescita economica.
Gli anni sessanta sono un buon periodo per l’economia, grazie anche al fatto che i paesi dell’UE non applicano più dazi doganali agli scambi reciproci. Essi convengono inoltre il controllo comune della produzione alimentare, garantendo così il sufficiente approvvigionamento di tutta la popolazione, e ben presto si comincia addirittura a registrare un surplus di produzione agricola. Il maggio 1968 è famoso in tutto il mondo per i moti studenteschi di Parigi, molti cambiamenti nella società e nel costume sono associati alla cosiddetta “generazione del Sessantotto”.

1970 – 1979. Il primo allargamento.
Con l’adesione della Danimarca, dell’Irlanda e del Regno Unito il 1° gennaio 1973, il numero degli Stati membri dell’Unione europea sale a nove. Il breve ma cruento conflitto arabo-israeliano dell’ottobre 1973 scatena una crisi energetica e problemi economici in Europa. La caduta del regime di Salazar in Portogallo nel 1974 e la morte del generale Franco in Spagna nel 1975 decretano la fine delle ultime dittature di destra al potere in Europa. La politica regionale comunitaria comincia a destinare ingenti somme di denaro alla creazione di nuovi posti di lavoro e di infrastrutture nelle aree più povere. Il Parlamento europeo accresce la propria influenza nelle attività dell’UE e, nel 1979, viene eletto per la prima volta a suffragio universale. Negli anni ’70 si intensifica la lotta contro l’inquinamento. L’UE adotta le leggi a tutela dell’ambiente, introducendo per la prima volta il concetto “chi inquina paga”.

1980 – 1989. La caduta del muro di Berlino
In seguito agli scioperi dei cantieri navali di Danzica, nell’estate del 1980, il sindacato polacco Solidarność ed il leader Lech Walesa diventano famosi in Europa e nel mondo. Nel 1981 la Grecia diventa il decimo Stato membro dell’UE, mentre il Portogallo e la Spagna aderiscono all’UE cinque anni dopo. Nel 1986 viene firmato l’Atto unico europeo, che pone le basi per un ampio programma di sei anni finalizzato a risolvere i problemi che ancora ostacolano la fluidità degli scambi tra gli Stati membri dell’UE e crea così il Mercato unico. Si produce un grande sconvolgimento politico quando, il 9 novembre 1989, viene abbattuto il muro di Berlino e, per la prima volta dopo 28 anni, si aprono le frontiere tra Germania Est e Germania Ovest. Ciò porta alla riunificazione della Germania orientale e occidentale nell’ottobre 1990.

1990 – 1999. Un’Europa senza frontiere.
Con il crollo del comunismo nell’Europa centrale ed orientale i cittadini europei si sentono più vicini. Nel 1993 viene completato il mercato unico in virtù delle quattro libertà di circolazione di beni, servizi, persone e capitali. Gli anni Novanta sono inoltre il decennio di due importanti trattati: il trattato di Maastricht sull’Unione europea (1993) e il trattato di Amsterdam (1999). I cittadini europei si preoccupano di come proteggere l’ambiente e di come i paesi europei possano collaborare in materia di difesa e sicurezza. Nel 1995 aderiscono all’UE tre nuovi Stati membri: Austria, Finlandia e Svezia. Una piccola località del Lussemburgo dà il nome agli accordi di ‘Schengen’ che, gradualmente, consentono ai cittadini di viaggiare liberamente senza controllo dei passaporti alle frontiere. Milioni di giovani studiano all’estero con il sostegno finanziario dell’UE. Viene semplificata anche la comunicazione, in quanto sempre più cittadini utilizzano il telefono cellulare ed Internet.

2000 – 2009. Ulteriore espansione.
L’euro è ora la nuova moneta per molti europei, e nel corso del decennio viene adottata da un sempre maggior numero di paesi. L’11 settembre 2001 diventa sinonimo di guerra al terrore in seguito al dirottamento di aerei di linea che vengono fatti schiantare su alcuni edifici di New York e Washington. I paesi dell’UE intraprendono una più stretta collaborazione per combattere la criminalità. Con l’adesione all’UE di ben 10 nuovi Stati membri nel 2004, seguiti da Bulgaria e Romania nel 2007, si ritengono definitivamente sanate le divisioni politiche tra Europa orientale e occidentale. Una crisi finanziaria colpisce l’economia mondiale nel settembre 2008. Il trattato di Lisbona viene ratificato da tutti i paesi membri prima di entrare in vigore nel 2009. Con esso l’Unione europea si dota di istituzioni moderne e metodi di lavoro più efficienti.

Dal 2010 ad oggi. Gli anni delle difficoltà.
La crisi economica globale colpisce duramente l’Europa. L’UE aiuta numerosi paesi ad affrontare le loro difficoltà e istituisce l’Unione bancaria, allo scopo di rendere il settore bancario più sicuro e affidabile. Nel 2012 l’Unione europea riceve il premio Nobel per la pace. Nel 2013 la Croazia diventa il 28º Stato membro dell’UE. I cambiamenti climatici restano in cima all’agenda e i leader concordano di ridurre le emissioni nocive. Le elezioni europee del 2014 vedono crescere il numero degli euroscettici eletti al Parlamento europeo. Si inaugura una nuova politica di sicurezza a seguito dell’annessione della Crimea da parte della Russia. L’estremismo religioso aumenta in Medio Oriente e in diversi paesi e regioni del mondo, provocando instabilità e guerre che spingono molti a fuggire dalle loro case e a cercare rifugio in Europa. L’UE, oltre al dilemma di come prendersi cura di loro, diventa anche l’obiettivo di diversi attacchi terroristici.

Napoli, 2 maggio 2019