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Domenico Savio: “A Forio lucrare sui morti e’ un atto di disumanita’ e incivilta’!”
di Gennaro Savio

Incredibile ma vero. A Forio il Comune pur di far cassa lucra anche sui morti. Infatti per l’imminente commemorazione dei Defunti nei giorni 1 e 2 novembre l’Amministrazione comunale ha affidato ad una ditta privata il servizio per la fornitura, installazione, accessori e smontaggio delle lampade votive occasionali presso i Cimiteri comunali. E la cosa più angosciante è che il 55% dell’incasso andrà a rimpinguare le disastrate casse comunali, svuotate da decenni di malgoverno e di politiche amministrative improntate al clientelismo politico ed elettorale. Ma la circostanza ancora più grave, che serve a garantire un incasso quanto più cospicuo possibile al Comune, è che tutti i Foriani sono costretti ad avvalersi della prestazione della ditta appaltatrice, in quanto ad essi è fatto divieto di depositare sulle tombe e loculi qualsiasi dispositivo alimentato a pile o batteria: è stata una scelta amministrativa chiaramente antipopolare. Sulla triste vicenda è prontamente intervenuto il Consigliere comunale di Forio del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista Domenico Savio. “Lucrare sui morti è un atto di disumanità e inciviltà” ha tuonato Savio, che ha immediatamente protocollato una proposta di delibera per il Consiglio comunale con la quale si propone di consentire ai Foriani la possibilità di illuminare il riposo dei propri Cari con dispositivi alimentati a pile, batteria o piccoli pannelli solari, alternativamente all’allaccio alla rete elettrica comunale.

“Ritenuta politicamente e amministrativamente irriconoscente e irrispettosa verso i nostri Antenati, che hanno fatto la storia di Forio – si legge tra l’altro nella proposta di delibera avanzata da Domenico Savio -, la disdicevole scelta amministrativa che consente al Comune di guadagnare ovvero commerciare sulla commemorazione dei propri Morti vietando persino ai Foriani di ‘depositare qualsiasi dispositivo alimentato a batteria ai piedi dei loculi’. Ritenuto ancora che lucrare sui Morti è un atto di disumanità e di inciviltà, ancor più grave ed odioso se effettuato da un ente pubblico e ciò quando anche i costi per la sepoltura, la riesumazione o la cremazione delle salme, per la conservazione dei resti mortali e per tutto quanto necessario a tale adempimento di devozione e rispetto verso i Morti dovrebbero essere a carico della fiscalità generale dello Stato e, dunque, dei Comuni.

Il Consiglio comunale delibera il seguente indirizzo politico-amministrativo a cui devono conformarsi, nella loro attività amministrativa, la Giunta municipale, i Responsabili di Settore e gli Uffici del Comune:

1. l’affidamento del servizio per la fornitura, installazione, accessori e smontaggio lampade votive in occasione della commemorazione dei Morti dovrà svolgersi al prezzo di costo reale delle prestazioni lavorative e dell’utilizzo del materiale occorrenti senza guadagno alcuno né per l’Ente affidante né per l’Affidatario trattandosi di una manifestazione d’affetto e riconoscenza verso la vita vissuta dei propri cari. Il Comune valuterà la possibilità di una gestione in proprio e in economia del servizio;

2. è consentita la libera scelta dei Cittadini di illuminare le tombe e i loculi dei propri Cari con lumini o lampade votive a pile o batterie o con i più ecologici piccoli pannelli solari e ciò alternativamente all’allaccio alla rete elettrica comunale”.

Sin qui la proposta di grande civiltà sociale avanzata da Domenico Savio. L’augurio è che almeno questa volta la faccia propria l’Amministrazione comunale guidata da Francesco Del Deo, fosse altro come forma di rispetto verso i morti e i loro congiunti.

Forio d’Ischia, 30 ottobre 2016