sab 28 MAGGIO 2022 ore 10.51
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Danza del Ventre: Stili Particolari.

di Cristina Iavazzo

La danza del ventre, come già abbiamo visto, possiede una enorme varietà di stili. Esistono anche modi diversi di interpretarla a seconda dell’accessorio utilizzato dalle ballerine  nella danza, che è a sua volta imprescindibilmente legato ad un particolare genere musicale e ad un ritmo. Anche l’abito della danzatrice varierà a seconda della danza che si vuole interpretare.

Danza con il candelabro

Caratteristica dell’Egitto, la danza con il candelabro viene eseguita tenendo in equilibrio sulla testa un candelabro con tanto di candele accese. In Egitto, fin dall’antichità si usava accendere il candelabro intorno ad una statuina di terracotta per celebrare il settimo giorno dalla nascita. Si pensa che le danzatrici imitino il candelabro stesso, indossando vestiti dotati di intelaiature metalliche, necessarie a fissare l’oggetto alla testa. Oggi, in Egitto, la danza con il candelabro viene eseguita in occasione dei matrimoni: la danzatrice precede il corteo nuziale illuminando il cammino degli sposi.

Danza con la Melaya

La danza con la melaya (scialle nero) nasce in Egitto, in particolare nella regione di Alessandria. Tipica danza folkloristica egiziana, si esegue indossando un abito lungo, la gallabiyya, completato da un foulard con pon pon sulla testa e dalla melaya, scialle che la danzatrice muove con grande abilità coprendo e scoprendo parti del corpo e avvolgendosi in esso.

Danza con la spada

La danza con spada trae origine nei palazzi degli antichi signori ai tempi in cui le donne venivano rapite e rese schiave. Di queste una parte veniva destinata ai lavori domestici, mentre l’altra si esibiva in danze e canti per i signori del palazzo. Durante le esibizioni esse usavano sottrarre la spada ai signori e con grande abilità eseguire danze con movimenti sinuosi dopo essersela sistemata in equilibrio sul capo. Con questo gesto esse intendevano ribadire ai loro padroni che con la minaccia della spada che pendeva sulle loro teste, essi potevano controllare la loro vita ma giammai possedere la loro anima. L’abbigliamento è costituito da un pantalone ampio con spacchi laterali stile guerriero, fascia sui fianchi e una camicia annodata in vita.

Napoli, 25 ottobre 2014