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NO WAR, YES LOVE. Vis a vis con l’arte contemporanea.
di Martino Ariano

 

 

 

Il mondo, l’Europa, l’Ucraina dal 24 Febbraio è ripiombata nel passato, nella Guerra.

Ma tale situazione affonda le sue radici nel 2014.

Non mi addentro sul terreno, pericoloso, delle argomentazioni di natura storica, politica o militare, che lascio ad altri canali d’informazione.

Questo articolo vuole, brevemente, soffermarsi attraverso un’ottica puramente artistica su due punti caratterizzanti questa devastante situazione:

Il primo riguarda un aspetto della guerra.

Quando inizia una guerra, un’invasione, ad essere minacciato, attaccato, bombardato, distrutto c’è anche il Patrimonio Culturale del popolo, della Nazione invasa.

Una guerra rischia di cancellare la storia di un popolo.

Perdere pezzi culturali (un quadro, una scultura, un monumento, una chiesa, un edificio) in qualsiasi parte del mondo crea crepe, lacune nel mosaico storico-culturale dell’intera umanità.

La storia è piena di esempi, di saccheggi, di devastazioni, di distruzioni storico-culturali.

Il secondo punto vuole presentare una serie di opere d’arte contemporanea che rispondono, criticano ed urlano contro questo assurdo capitolo della storia.

Le immagini attuali dei bombardamenti sulle varie città ucraine sono strazianti e devastanti. Intere città rase al suolo … intere storie cancellate. 

Bisogna premettere che ci sono adeguati protocolli per la messa in sicurezza dei Beni Culturali dinanzi alle varie situazioni, incluso quello estremo di una guerra.

In ogni caso, ad essere ovviamente maggiormente esposti sono i monumenti e gli edifici pubblici.

Sono già stati colpiti e/o distrutti: il memoriale dell’Olocausto di Babyn Yar; il Museo di Storia Locale di Ivankiv (che raccoglieva le opere della pittrice Maria Prymachenko); l’Università, l’Accademia di Cultura e il Museo d’Arte Contemporanea Yermilov Centre a Kharkiv.

A rischio, oltre alle numerose chiese ortodosse dalle iconiche cupole dorate, la Cattedrale di Santa Sofia, a Kiev; il centro storico di Leopoli; lArco geodetico di Struve; la Residenza dei metropoliti bucovini e dalmati a Černivci; l’antica città di Chersoneso Taurica a Sebastopoli; le Tserkvas in legno della regione dei Carpazi; la scalinata Potemkin e il Teatro Nazionale di Odessa.

Ogni città del mondo ha monumenti, edifici, chiese e luoghi insiti di un valore artistico-culturale.

Di seguito vi presento alcune opere d’arte contemporanea utilizzate come manifesto contro questa guerra:

TvBoy, A fire to extinguish, 2022

TvBoy, A fire to extinguish, 2022

 

PANTONE, Freedom Blue / Energizing Yellow.

PANTONE, Freedom Blue / Energizing Yellow.

Javier Jaén, Man Up, 2022

Javier Jaén, Man Up, 2022

Mimmo Palladino, 2022 (copertina del Corriere della Sera)

Mimmo Palladino, 2022 (copertina del Corriere della Sera)

Madrid, 7 marzo 2023