Vergara-De Bruyne bis, ma di Di Bello… ce n’è davvero poco! Giovanni Della Pietra. Nola
Vergara-De Bruyne bis, ma di Di Bello… ce n’è davvero poco!
di Giovanni Della Pietra
Il conto alla rovescia è finalmente terminato: è tempo di Serie A 2026/27! Il nuovo Napoli di Massimiliano Allegri comincia il suo percorso contro il Grifone: allo stadio Luigi Ferraris, è Genoa-Napoli, in programma come anticipo del sabato sera della 1^ giornata. La gara termina con il risultato di 0-2 grazie alle reti di De Bruyne e Vergara nella seconda frazione di gioco.
Highlights
In una gara povera di emozioni, soprattutto nella prima parte, il Genoa prova dopo appena sei minuti a sfruttare un errore in impostazione di Meret. Vitinha ne approfitta e calcia, con il pallone che sibila a lato della porta azzurra. Poche altre occasioni nel primo tempo.
Al 62’, McTominay cerca l’effetto flashback: stesso stop, stessa zolla della rete dello scorso anno a Marassi. Cambiano, però, il tiro e soprattutto il risultato: Bijlow blocca senza particolari patemi.
Al 78’, il Genoa ha un’occasione in transizione: Messias conduce palla, serve Sow, che da posizione defilata dà solo l’illusione ottica del gol.
Il punteggio si muove al minuto 81: triangolazione nello stretto tra Vergara e De Bruyne, con il belga che vince il – dubbio – duello con Vasquez e trova la rete che porta in vantaggio il Napoli. Cinque minuti dopo, gli azzurri raddoppiano in contropiede: De Bruyne restituisce il passaggio vincente a Vergara, nonostante il vano tentativo di Otoa di impedire la rete.
Il punto Della Pietra
L’amore per il calcio raggiunge uno dei suoi picchi massimi in un casuale weekend di agosto. A giungo, si è sazi, forse persino saturi, di questo ingombrante pallone che rotola. Senza sapere il perché, si comincia a percepirne il vuoto, che le amichevoli estive, giustamente saltate a piè pari, non riescono a colmare. Il calcio d’inizio della nuova stagione
è un po’ il primo giorno di scuola: in attesa di vedere i vecchi amici con cui hai condiviso tutto l’anno, e l’attesa della prima carezza al pallone che sarà fonte di gioie, arrabbiature e forse anche pianti. Alla fine, ci si ricorda che siamo la Serie A, e i sessanta e passa minuti di 0-0 prolungato condito di calcio scialbo, con la consolatoria giustificazione delle gambe pesanti, si finisce per rimpiangere i fine settimana sotto l’ombrellone. Basterebbe questo per riassumere Genoa-Napoli, ma andiamo per gradi.
Nel 4-3-3 scelto come vestito dal nuovo allenatore dei partenopei Massimiliano Allegri, le indicazioni principali arrivano dal centrocampo: Anguissa inizialmente preferito a De Bruyne, in grado di garantire attualmente maggiore equilibrio. Per il resto, Meret ritrova il suo posto tra i pali. Rafa Marin è la spalla di Rrhamani al centro della difesa, con capitan Di Lorenzo e Spinazzola sulle corsie esterne. La regia di Lobotka è scortata dalle mezzale Anguissa, appunto, e McTominay, con licenza di inserirsi. Non si può immaginare un Napoli allegriano, senza l’equilibratore Politano sulla destra, mentre sulla corsia mancina parte titolare Alisson Santos. Davanti, il riferimento centrale resta Rasmus Højlund.
Il Genoa di Daniele De Rossi, invece, si presenta con il rinnovato 3-4-2-1: le novità sono in mediana con Amorim accanto a Frendrup e Baldanzi libero di muoversi tra le linee.
La partita prende presto le sembianze di una sfida intensa, fatta di contrasti duri e di un arbitraggio che lascia correre, con il Grifone che sembra avere in mano le redini della gara. Nella ripresa, Max Allegri rivoluzione la formazione iniziale: gli innesti confezionano il vantaggio. De Bruyne, Vergara con il tacco, poi ancora De Bruyne per concludere. Sul gol, però, pesa una dubbia – per essere eufemistici – spinta di KDB su Vasquez. Polemiche arbitrali già conosciute, ma letture che non potremo più sapere: vecchie abitudini. Bentornata Serie A!
Un orgoglioso Grifone si getta all’attacco alla ricerca del pareggio, esponendosi al contropiede. Stessa coppia, ruoli opposti: De Bruyne per Vergara e il Napoli fa il bis.
Il Genoa ottiene ottime indicazioni da una sconfitta, con tutta probabilità immeritata, che sul cammino potrebbe pesare poco vista la portata teorica dell’avversario.
Il Napoli conquista tre punti fondamentali per iniziare il cammino e proseguire il lavoro con il giusto ottimismo. Diceva l’antico adagio: “Amma faticà”
Pagelle

Vergara 7: Il suo ingresso è la luce che smorza una penombra tenue, destinata a spegnersi nel buio profondo. La posizione da esterno è deprimente ed intrigante allo stesso tempo: da guardare con attenzione. Il colpo di tacco è una pennellata di leggiadria tecnica nell’unico secondo per eludere la marcatura. In quel momento, si alza la calura nella fresca serata genovese. Antò, ffa caldo.
De Rossi 7: Il suo Genoa resta una delle squadre più interessanti del nostro campionato. Esprime un bel gioco ed è in grado di mettere in difficoltà qualunque avversario, soprattutto con la spinta di Marassi. Fuori dal campo non sbaglia nemmeno stavolta: comprensibilmente valuta come ingiusta la decisione arbitrale sulla spinta di De Bruyne. Il richiamo allo spirito patriottico è un po’ esagerato. Credo davvero possa sottolineare un errore a suo favore, ma chi sembrava orientato sulla stessa strada prima di lui ha poi disatteso le aspettative.
Attenzione, lo stimometro potrebbe raggiungere vette mai viste prima!
Arbitro
Di Bello 4.5 con riserva: Alla prima del nuovo corso arbitrale, la direzione generale del fischietto di Brindisi è buona: ottimo ritmo e asticella del fallo molto alta. L’errore sul gol di De Bruyne, però, pesa troppo sul risultato finale. Sul colpo di tacco di Vergara, Vasquez si interpone tra KDB e il pallone: il belga lo spinge con il gomito. Per Di Bello è tutto regolare!
Due le letture possibili: per il Genoa è una spinta irregolare che permette all’ex City di recuperare il pallone; per il Napoli, Vasquez attende e accentua il contatto. Adesso la linea arbitrale è settata. Non si torna più indietro. Chi ben comincia….
Nola, 24 agosto 2026




