gio 11 AGOSTO 2022 ore 16.27
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Urge educare alla bellezza … dell’imperfezione
di Martino Ariano

 

 

Siamo (purtroppo) quotidianamente bombardati da polemiche ed avvenimenti.

Giornali, notiziari, salotti televisivi, social network sono i campi di battaglia dove si originano, si dibattono e si disquisiscono. Fin qui tutto nella norma.

Ma ultimamente tali avvenimenti e polemiche, in origine non interconnessi tra loro, sono però collegabili ad un medesimo argomento: l’assenza di un’educazione alla bellezza e all’imperfezione. In altri termini: vandalismo, bodyshaming, bullismo.

Argomenti che dovrebbero essere bypassati nel XXI secolo, ma che l’uomo, pur essendo un animale senziente, continua con testardaggine e superficialità ad alimentarli.

Ma andiamo per gradi, o meglio per articoli, in quanto affronterò questi avvenimenti/polemiche singolarmente, associandone un’opera d’arte.

Solo principalmente 3:

  1. L’episodio che ha colpito e vandalizzato il cuore nevralgico del Louvre di Parigi: la Gioconda di Leonardo Da Vinci;
  2. L’azione dettata da una challenge nata tra le mura digitali del social network TikTok: la Summer Boiler Cup;
  3. La polemica innescata dalla pubblicazione di una foto in bikini dell’attrice Vanessa Incontrada su un settimanale. Polverone alzato già in precedenza all’indomani del MET Gala 2022, con il vestito di Marilyn Monroe indossato e “danneggiato” da Kim Kardashian, o in seguito all’Eurovision Song Contest dopo un commento infelice sul fisico della cantante Laura Pausini o, andando indentro nel tempo durante il Festival di Sanremo dove le gambe “troppo grosse” della cantante Emma Marrone sono state messe sotto accusa.

Per quanto riguarda il primo, avrete sicuramente sentito la notizia che un ragazzo, fingendosi una signora su una sedia a rotelle, ha tirato una torta sulla Gioconda, l’attrazione principale del Museo del Louvre.

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I video del momento sono diventati subito virali e seppure l’identità dell’uomo è sconosciuta, si sa il motivo del gesto, che sembra essere una causa ambientale.

Fortunatamente il dipinto, che già in passato su oggetto di atti vandalici, non ha subito danni, anche perché protetto da una teca di vetro.

Prima di continuare, mi sorgono alcune riflessioni: Com’è possibile che un turista entri in uno museo, con una serie di controlli standard all’entrata, e possa tentare di danneggiare un’opera? E se invece di tirarla alla Gioconda, protetta da una teca, l’avesse tirata ad un’opera esente di una tale protezione?Una distrazione da parte dello staff del museo o una trovata pubblicitaria?

Direste sicuramente che il Louvre non ha bisogno di pubblicità, essendo il museo più visitato al mondo, ma invece una pubblicità, uno scoop, un atto vandalico (forse pianificato), una visita da parte di influencers o persone dello spettacolo fanno parte delle nuove strategie di marketing. Quest’ultimo un’arma a doppio taglio.

Ma ritorniamo alla Gioconda.

Sapevate che quest’opera è ufficialmente la più vandalizzata di sempre?

Ebbene si, penalizzata dalla sua stessa fama, costantemente sotto i riflettori e dentro una teca.

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Dal furto e dalla scomparta avvenuto tra il 1911 e il 1913, ad opera dell’italiano Vincenzo Peruggia; passando al 1956 con due attentati, uno operato da una donna con il lancio dell’acido sul quadro, evitando di pochissimo e, pochi mesi dopo, con il lancio da parte di un uomo di un sasso, che ruppe la teca e danneggiò lievemente il dipinto; si passa poi al 1974 quando una donna spruzzò della vernice a spray rossa; e, infine, prima della torta in faccia, nel 2011 una donna lanciò contro l’opera una tazza da tè.

Le ragioni degli atti vandalici ovviamente sono di svariata natura, da una dimostrazione o intenzione sociale, ecologista e/o politica, all’instabilità mentale, senza escludere un fine artistico, le cosiddette performance.

La capitale italiana n’è l’esempio più lampante, essendo Roma un museo al cielo aperto e avendo opere d’arte ad ogni centimetro. Basti ricordare lo sfregio della Barcaccia in Piazza di Spagna operato da un gruppo di tifosi olandesi nel 2015; la Fontana di Trevi tinta di rosso dall’artista Graziano Cecchini, prima nel 2007 e poi nel 2017; o, infine, l’ultimo in ordine di tempo, in cui una coppia di turisti americani hanno lanciato dei monopattini giù per la Scalinata di Trinità dei Monti, causando danni per 60mila euro.

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La lista di atti vandalici operati contro i beni culturali è infinita e va oltre i confini nazionali.

Il vandalismo nei confronti dell’arte, oltre a nascere per i motivi citati sopra, nasce soprattutto dall’ignoranza, dal menefreghismo e dalla estrema maleducazione.

L’educare alla bellezza con il tempo è venuto meno, offuscato ingiustamente da altri argomenti o interessi. Lo si riscontra soprattutto nel tessuto dell’istruzione pubblica: la Storia dell’Arte o le carriere universitarie connesse a tale ambito sono state ridotte sempre più.

Avere una conoscenza anche minima di ciò che ci circonda è essenziale non solo per tutelarla, ma soprattutto per “sfruttarla” a nostro favore, sia in termini d’ispirazione, di creatività di intrattenimento sia termini economici.

Bisogna precisare che, tra i vari agenti psicologici che intervengo, c’è soprattutto la percezione del valore artistico di un bene culturale inserito nel tessuto urbano delle città. Stando eternamente esposte al pubblico, un bene culturale viene assimilato come un dettaglio urbanistico, rientrando per abitudine nella sfera quotidiana di ognuno di noi, ovviando così alla sua sacralità ed importanza. Quest’ultime sono accentuate ed evidenti quando un dato bene artistico si trova in un contesto diverso, più intimo, come può essere in un museo o in un locale culturale. Lì il dato “sacro”, estetico, storico e culturale è posto in evidenza e in netto contrato al “profano”, al pubblico, al quotidiano, Ed anche per questo che bisogna sensibilizzare alla bellezza, ma non solo alla bellezza “sacra”, canonica, emblematica da museo, ma anche a quella “profana”, quotidiana, presente tra le strade di una città.

 Siate sensibili alla bellezza.
Essa viene risiede in tutte le cose.
La bellezza è una forma d’amore.

Madrid, 16 giugno 2022