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Università di Cassino, interrogazione parlamentare M5S

Roma 19 Novembre 2015, il M5S ha depositato presso il Senato della Repubblica un’interrogazione a risposta orale in commissione indirizzata ai Ministri dell’istruzione, dell’università e della ricerca e dell’economia e delle finanze.

L’università di Cassino per diverse vicende è stata oggetto di numerose critiche sulla gestione amministrativa per licenziamenti dichiarati illegittimi, incarichi conferiti a dirigenti in pensione, aumento dei gettoni di presenza, eccessivo aumento delle spese legali.

Il M5S chiede che il Ministero dell’istruzione e dell’economia delle finanze facciano luce su questo caso, considerato che entrambi nominano rispettivamente due rappresentanti per il Collegio dei revisori dei conti presso l’Ateneo.

“Rispettiamo l’autonomia organizzativa e gestionale delle Università ma se sussistono i presupposti per un danno erariale con spese eccessive dovute ad una presunta cattiva gestione e se questi poi si ripercuotano sul personale e sugli studenti, crediamo vadano chiariti ed i dubbi fugati.” a dichiararlo è la senatrice Vilma Moronese portavoce in Senato per il M5S.

MORONESE , SERRA , BERTOROTTA , BOTTICI , BUCCARELLA , CAPPELLETTI , CASTALDI , CATALFO , DONNO , GIARRUSSO,  MORRA , PAGLINI , PUGLIA , SANTANGELO , TAVERNA – Ai Ministri dell’istruzione, dell’università e della ricerca e dell’economia e delle finanze. 

Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

in data 28 maggio 2012, l’università di Cassino (Frosinone) ha avviato la procedura di mobilità collettiva, in ragione della chiusura del centro linguistico di ateneo (CLA), a seguito della decisione assunta dal consiglio di ateneo il 28 novembre 2011;

in data 17 ottobre, l’università ha proceduto al licenziamento di personale tra ex lettori in lingua e collaboratori esperti linguistici (CEL);

in data 11 giugno 2013, il Tribunale di Cassino, sezione lavoro, ha dichiarato l’illegittimità di alcuni licenziamenti ed ha disposto il reintegro nel posto di lavoro, con corresponsione della relativa indennità risarcitoria commisurata all’ultima retribuzione percepita, dal giorno del licenziamento a quello dell’effettivo reintegro;

dalla motivazione dell’ordinanza si evince che manca il nesso di causalità tra esigenze di chiusura del CLA e i licenziamenti; tra l’altro, si deduce la mancata osservanza da parte dell’ateneo dell’articolo 4 della legge n. 223 del 1991, che impone la comunicazione dei motivi alle organizzazioni sindacali;

dal verbale del consiglio di amministrazione dell’università del 18 giugno 2013, punto 27 all’ordine del giorno denominato “varie, eventuali e sopraggiunte”, si apprende che l’ateneo deve sostenere una spesa pari a 281.371,01 euro, per gli effetti dell’ordinanza citata, e tale somma trova copertura mediante trasferimento della somma dal fondo di riserva al capitolo di spesa “spese legali” del bilancio unico di previsione 2013, con il parere favorevole del collegio dei revisori dei conti;

nel rendiconto finanziario 2013 dell’università si evince che la variazione di bilancio di importo pari a 281.371,01 euro è riportata nel capitolo “spese per la didattica”. A giudizio degli interroganti, è evidente la discrasia tra il dispositivo di delibera e il dato riportato nel conto consuntivo ed è altrettanto evidente che le risorse da impegnare conseguenti all’ordinanza di reintegro non sono spese per la didattica;

il consiglio di amministrazione del 18 giugno 2013 dell’università di Cassino ha, inoltre, deliberato di ricorrere in appello contro le sentenze di primo grado del giudice del lavoro in merito ad altri contenziosi di lavoro con ex lettori e CEL che riguardano il loro trattamento economico;

il 25 giugno 2013, a seguito dell’ordinanza del Tribunale di Cassino, l’università ha comunicato al personale CEL il ripristino del rapporto di lavoro, informandolo altresì dell’oggettiva impossibilità della ripresa in servizio, considerato che non sussistono mansioni equivalenti vacanti;

dalla lettura del verbale del consiglio di amministrazione dell’università del 19 novembre 2013, si apprende che, in seguito alle sentenze emesse dal Tribunale di Cassino, sezione lavoro, in merito ai contenziosi tra l’università stessa e il personale CEL e ex lettori, all’ateneo sono stati notificati 13 atti di precetto che preannunciano l’intenzione dei ricorrenti di porre in esecuzione i pagamenti delle somme per un importo complessivo pari a 2.620.074,9 euro;

in data 18 dicembre 2014, il consiglio di amministrazione ha preso atto dei provvedimenti di scioglimento di riserva del Tribunale di Cassino, con i quali sono stati respinti i reclami proposti dai legali incaricati dall’ateneo avverso le ordinanze di assegnazione presso l’istituto cassiere terzo pignorato, per un importo complessivamente pari a 1.456.287,63 euro di cui 1.422.535,15 assegnati ai vincitori del contenzioso, 17.652,48 per gli avvocati e 16.100 euro per le spese di lite, e ha deliberato di autorizzare il servizio bilancio a provvedere alla copertura degli oneri, scaturenti dall’esecuzione di provvedimenti giurisdizionali riguardanti il personale ex lettori e CEL, anche accedendo a forme di finanziamento presso l’istituto cassiere dell’ateneo;

considerato che, per quanto risulta agli interroganti:

le esigenze di razionalizzazione delle spese a supporto della decisione di chiusura del CLA e del conseguente licenziamento non troverebbero, ad avviso degli interroganti, riscontro nelle successive delibere adottate dal medesimo consiglio di ateneo in altri ambiti;

risulterebbe, ad esempio, che, con la delibera di consiglio di amministrazione 26 aprile 2012, siano stati incrementati i gettoni di presenza per i componenti del consiglio di amministrazione e Senato accademico; in particolare, i gettoni il 1° gennaio 2012 risultavano essere pari a 175,65 euro, ma con la delibera sono stati aumentati fino a 600 euro per i membri del consiglio di amministrazione e 250 euro per i componenti del Senato accademico; parimenti per il presidente del collegio dei revisori dei conti da circa 8.762 euro si passa ad oltre 13.000 e per i componenti del medesimo organo da 7 a 10.000 euro;

sembrerebbe, inoltre, che siano attualmente pendenti numerosi ricorsi relativamente a presunte procedure concorsuali anomale e presunte condotte di demansionamento e mobbing, ciò con ulteriori oneri in termini di spese legali per l’ateneo: in particolare come risulta dal bilancio unico di previsione esercizio finanziario del 2014, le spese legali sono state pari ad 1.170.761. euro;

considerato infine che, ai sensi dell’articolo II.8 dello statuto dell’università, dei 5 membri che compongono il collegio dei revisori dei conti, 4 sono di nomina ministeriale, di cui un componente effettivo ed uno supplente designati dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ed un componente effettivo ed uno supplente designati dal Ministero dell’economia e finanze,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;

di quali elementi dispongano per il tramite dei propri rappresentanti presso il collegio dei revisori dei conti e, in particolare, quali orientamenti siano stati espressi dai propri rappresentanti circa la possibilità di ascrivere le somme dovute ai lavoratori illegittimamente licenziati nel capitolo di “spesa del personale”, piuttosto che nel capitolo di “spese per la didattica”;

quali iniziative, nei limiti delle rispettive competenze e nel rispetto dell’autonomia delle università, intendano intraprendere al fine di interrompere le condotte che, di fatto, possono cagionare un danno erariale.

Roma, 21 novembre 2015

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