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Roma 2024, un no che pesa.
di Raffaele Russo

In questi giorni, ha fatto molto discutere l’intero Paese la vicenda della candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024, lanciata negli anni scorsi dalla giunta Marino, coadiuvato dal Presidente del Coni, Giovanni Malagò, ma fermamente opposta dai 5 Stelle, che vedono in questa manifestazione un ulteriore evento per far arricchire i “soliti noti” e rafforzare quella rete di corruzione e illegalità, già fortemente esistente nella Capitale italiana (basti vedere l’inchiesta “Mafia Capitale”).

E’ bene precisare che già nel ballottaggio tra i candidati Raggi e Giachetti questo tema è stato fortemente dibattuto; a dire il vero, è stato uno dei temi principali, con il candidato Pd che vedeva nelle Olimpiadi “una vera opportunità per Roma e i suoi cittadini”, mentre l’esponente grillina affermava tutt’ altro, dicendo che le esigenze di Roma e dei romani sono ben altre e ben diverse.

Vedendo l’esito del duello, non è sbagliato pensare che i cittadini in una qualche maniera si siano espressi anche su questa tematica, visto e considerato che sono ancora scottati dallo spreco di denaro pubblico che c’è stato nell’ultimo grande evento planetario nella città,  le Olimpiadi di nuoto del 2009.

E non è neanche la prima volta che una compagine politica arresta sul nascere una candidatura; basti andare un po’  indietro nel tempo, a Monti e al “governo dei tecnici”, che, arrestarono sul nascere la candidatura sempre di Roma per il 2020, poiché le esigenze degli Italiani erano ben altre (si era in piena recessione).

Il dato oggettivo che fa male è la consapevolezza che le autorità politiche, con questi rifiuti, di fatto si dichiarano incapaci e non in grado di controllare quelli che sono i flussi di denaro e la “legalità” del loro utilizzo; il sistema di corruzione presente nel nostro Paese è così tanto forte da arrestare sul nascere quelle che si possono rivelare delle fantastiche opportunità, sia in termini di posti di lavoro, sia in termini di indotto per la stessa città.

Non ci resta che sperare e confidare in tempi migliori.

Napoli, 27 settembre 2016