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Rapporto Ecomafia 2018: il fatturato vale oltre 14 miliardi.

di Martina Tafuro

“L’inquinamento è un delitto contro i giovani”
Sergio Mattarella

Nel 2017 sono stati consumati 84 reati al giorno. Sono state sequestrate 4,4 le tonnellate di rifiuti. La Biodiversità è stata messa in grave pericolo.
Sono i dati che emergono dal rapporto Ecomafia 2018 presentato ieri 9 luglio alla Camera.

La fotografia dell’Italia
Diciassettemila costruzioni illegali. Quasi 31 mila (30.692) illeciti: In altre parole sono stati compiuti più di 84 reati al giorno, 3,5 ogni ora. Vero e proprio business che in un anno è cresciuto del 9,4% arrivando a quota 14,1 miliardi. Ma anche boom di arresti per crimini contro l’ambiente e di inchieste sui traffici illegali di rifiuti.

Campania record di illeciti
Nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso è stato verbalizzato il 44% del totale nazionale di infrazioni. La Campania è la regione in cui si registra il maggior numero di illeciti ambientali (4.382 che rappresentano il 14,6% del totale nazionale), seguita dalla Sicilia (3.178), dalla Puglia (3.119), dalla Calabria (2.809) e dal Lazio (2.684).

Cresce il malaffare nella monnezza
Nel 2017 la percentuale più alta di illeciti, il 24%, ha riguardato il traffico di rifiuti. I reati contro gli animali e la fauna selvatica rappresentano il 22,8%, gli incendi boschivi il 21,3%, il ciclo del cemento, il 12,7%. Sono aumentate anche le tonnellate di rifiuti sequestrati: dal primo gennaio al 31 maggio 2018 sono state più di 4,5 milioni di tonnellate: una fila ininterrotta di 181.287 tir lunga 2.500 chilometri. Tra le tipologie di rifiuti maggiormente trafficate i fanghi industriali, le polveri di abbattimento fumi, i Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), i materiali plastici, gli scarti metallici (ferrosi e non), carta e cartone. I dati del ministero della Giustizia ci dicono che i procedimenti totali avviati dalle procure sono stati 614. La fattispecie più applicata è stata l’inquinamento ambientale con 361 casi, poi l’omessa bonifica (81), i delitti colposi contro l’ambiente (64), il disastro ambientale (55), l’impedimento al controllo (29) e il traffico di materiale ad alta radioattività (7). Il balzo in avanti nell’applicazione della Legge 68/2015 è certificato anche considerando l’attività di tutte le forze dell’ordine, dove gli ecoreati contestati passano da 173 (anno 2016) a 303, con una impennata netta del 75%.

Boom di arresti per crimini ambientali
Nel 2017 si è raggiunto il numero più alto di persone arrestate per crimini contro l’ambiente, con 538 provvedimenti solo per quanto riguarda la custodia cautelare (+ 140% rispetto al 2016). In aumento anche le persone denunciate (39.211, +36%) e i sequestri effettuati (11.027, +52%).
I clan censiti da Legambiente finora e attivi nelle varie forme di crimine ambientale sono 331. Un dato che va incrociato con le amministrazioni sciolte per mafia: 16 Comuni da gennaio 2018, 20 nel 2017. Secondo i dati elaborati di Avviso Pubblico e riportati da Legambiente nel 2017 si sono registrate 537 le intimidazioni a sindaci e amministratori, 2.182 negli ultimi cinque anni.

Edilizia abusiva a tutta forza
Sul ciclo illegale del cemento nel corso del 2017 sono emerse 3.908 infrazioni, una media di 10,7 ogni 24 ore. Le persone denunciate sono state 4.977 persone.
Il 46,2% dei reati si concentra nelle quattro cosiddette regioni a tradizionale presenza mafiosa, ossia Campania, Sicilia, Puglia e Calabria. Secondo le stime del Cresme, nel 2017 in Italia sarebbero state costruite circa 17 mila nuove case abusive.

Agroalimentare, animali e arte a rischio
Crescono i reati nell’agroalimentare, con 37mila reati e sequestri per oltre un miliardo di euro. I numeri parlano di 22mila persone denunciate o diffidate e 196 arresti. Continua anche la violazione del patrimonio italiano di biodiversità, sulla pelle di lupi, aquile, pettirossi, tonni rossi, pesci spada. I reati contro la natura, primo tra tutti il bracconaggio, si concentrano per il 43 per cento nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa, anche se la Liguria arriva in quarta posizione con 565 illeciti. Nel 2017 sono state 7mila le infrazioni accertate, il 18% in più rispetto al 2016. non va meglio per il patrimonio artistico e culturale italiano: nel 2017 ci sono state 1.136 denunce, 11 arresti e 851 sequestri effettuati in attività di tutela. La stima economica sul fatturato incassato dai furti d’arte è di circa 340 milioni di euro.

Biodiversità sotto assedio
Nel 2017 più di 6 mila persone sono state denunciate per reati contro la biodiversità, quasi 17 al giorno; 7 mila le infrazioni (19 al giorno +18% rispetto al 2016). L’aggressione al patrimonio di biodiversità continua sulla pelle di lupi, aquile, pettirossi, tonni rossi, pesci spada e non solo. Le regioni a tradizionale presenza mafiosa totalizzano il 43% dei reati. La Sicilia è in testa per numero di illeciti (1.177 pari al 16,8% del totale nazionale), seguita dalla Puglia (946 reati), dal Lazio (727) e dalla Liguria per la prima volta in quarta posizione (569), prima della Calabria (496) e della Campania (430).

Shopper fuori legge
Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Assobioplastiche, in media 60 buste su 100 in circolazione sono fuori norma. Nel mirino soprattutto i mercati rionali di ortofrutta e i negozi al dettaglio. Nel 2017 sono state comminate sanzioni per 5 milioni di euro. Solo due esempi, il Nucleo speciale tutela proprietà intellettuale della Guardia di finanza ha sequestrato circa 2 milioni di sacchetti di plastica illegali e 2,3 tonnellate di materia prima usata per produrli. A Napoli, nel 2017 la Polizia locale ha provveduto al sequestro di 1,6 milioni di sacchetti, mentre nei primi 5 mesi del 2018 ne ha già sequestrato più di 122 mila.

 ECOMAFIA 2018, Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, Edizioni Ambiente

Napoli, 10 luglio 2018