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Quale didattica?
di Giulia Di Nola

In ogni scuola d’ordine e grado, l’organizzazione didattica risponde sia alle esigenze sociali, oggi sempre più complesse, sia ai bisogni dei ragazzi spesso bombardati oltremisura da leggi di mercato invasive e fin troppo persuasive.

Ecco perché le programmazioni, adeguandosi ai tempi, dovrebbero prevedere precisi ma flessibili itinerari per le attività disciplinari, per gli obbiettivi che esse si prefiggono e per gli strumenti utili al loro conseguimento.

Il sussidio concreto porto agli allievi, già in parte presente nelle scuole come nelle famiglie e costituito da pc, televisori, registratori e dal’’uso di internet, è senz’altro l’aiuto materiale più idoneo e più adeguato ai tempi moderni. Naturalmente il valore della tecnologia dipende dall’uso che se ne fa; ma un discorso a parte va fatto per i cellulari: sono da considerarsi sussidi didattici oppure no?

In effetti non vi è nessuna normativa governativa, né regolamenti specifici a favore o a sfavore degli stessi: tutto dipende dai dirigenti d’istituto.

C’è perciò, a riguardo, una diversità di opinioni nell’intero Stivale; alcune scuole sembrano essere favorevoli e ne ammettono l’utilizzo giustificando la presenza della telefonia mobile per l’immediatezza del messaggio e per il riscontro dello stesso, in quanto chiarificatore di quello del docente.

Altri capi d’istituto risultano, invece, essere contrari all’utilizzo in classe dei nuovi mezzi di comunicazione: generando una spessa dipendenza, sono, infatti, fonte di distrazione.

E’ necessario, quindi, che al più presto si prendano delle decisioni universali e compatte onde evitare destabilizzazioni varie nella relazione che intercorre tra genitori e figli, nonché in quella tra famiglia e scuola.

Napoli, 11 ottobre 2017

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