mer 27 OTTOBRE 2021 ore 15.10
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L’accordo reso noto da de Laurentiis non ferma la petizione dei Verdi per la realizzazione di un nuovo e moderno stadio a forma di tartaruga a Bagnoli.

Città della Scienza, dello Sport, della Musica, del Teatro, del Cinema , della Produzione Televisiva, del Tennis e della Vela.  Nuovo Stadio a Coroglio con i finanziamenti delle probabili Olimpiadi del 2024.

 

A Bagnoli la città della Musica, della Cultura e dello Sport per programmare la realizzazione di un nuovo stadio. A spingere, in tal senso, la mancanza di strutture per fare concerti ed eventi sportivi di livello mondiale: è quanto hanno affermato gli esponenti Verdi Carmine Attanasio, Francesco Borrelli e Vincenzo Peretti. I tre esponenti ambientalisti di recente avevano redatto e illustrato alla stampa una proposta che a loro parere scongiurerebbe l’avverarsi di speculazioni nell’area dismessa di Coroglio attraverso l’utilizzazione delle cubature esistenti nel parco (archeologia industriale), in “cubature per lo sviluppo dell’area Metropolitana di Napoli”, riducendo “la memoria di quello che fu” attraverso il mantenimento del solo altoforno e delle ciminiera grande. Per Francesco Borrelli e Vincenzo Peretti la rivisitazione del piano regolatore non vedrebbe ostacoli, da parte dei Verdi, solo davanti alla certezza di un vero e concreto piano di sviluppo che conferisca la consapevolezza di aver realizzato qualcosa di positivo per la salvaguardia dell’area e la produzione di posti di lavoro per i nostri concittadini. Riteniamo che, hanno detto i tre esponenti Verdi, a prescindere dall’accordo di questi ultimi giorni tra de Laurentiis e de Magistris, che all’interno dell’area destinata a parco si possa realizzare il nuovo stadio della città di Napoli, a forma di tartaruga con le quattro zampe e la testa in cui si realizzerebbero strutture polifunzionali per la musica, per il teatro, per grandi convegni, per la produzione televisiva e cinematografica e per gli sport cosiddetti minori: basket, pallavolo, nuoto, pallanuoto etc. Senza dimenticare i musei della musica, del teatro, dello sport e strutture commerciali e di ristorazione come avviene in tutti i più moderni stadi del mondo. Abbiamo proposto d’ intitolare l’Auditorium allo scomparso Pino Daniele e chiamarlo “Napul’è” oppure “Mille Culure”, considerato che grandi artisti come lui hanno sempre trovato incomprensibile il fatto che non sia mai stato realizzato o pensato un impianto ad hoc per fare concerti al coperto nella nostra città. Le strutture di contorno allo stadio, le “zampe della tartaruga”, avrebbero ognuna la capienza di circa diecimila spettatori. Strutture realizzabili sia con l’utilizzo di fondi statali per le ormai quasi certe Olimpiadi Italiane del 2024 e sia con finanziamenti privati. Sulla base di questa articolata idea, hanno continuato i tre, abbiamo redatto una petizione popolare a sostegno della stessa che già raccolto migliaia di firme ed abbiamo in programma una serie di riunioni con una decina di architetti vicini al nostro movimento, che ci aiuteranno a redigere una proposta progettuale che contenga tutte le nostre indicazioni. Un grande attrattore intrecciato in un’area verde con migliaia di nuovi alberi che ospiti anche un parco a tema per il divertimento e il trattenimento con a tema sport, cinema, cultura, produzione televisiva, teatrale e cinematografica. I collegamenti nell’area di Coroglio dovrebbero essere assicurati solo dal trasporto pubblico, preferibilmente linee terminali di metropolitana, tram, piste ciclabili, taxi, da svilupparsi tutte lungo via Cattolica; niente nuove strade e parcheggi, hanno detto Attanasio, Borrelli e Peretti, ma solo interscambio su ferro con l’area di piazzale Tecchio che dispone già di vasti spazi per la sosta a raso e che potrebbero essere ampliati utilizzando il sottosuolo, pensando inoltre anche alle “vie del mare” alle quali già stiamo lavorando. Considerato che per realizzare tutto questo in attesa di nuovi e piani e bonifiche occorrerebbero almeno sette anni comprendiamo l’accordo tra de Laurentiis e de Magistris che mette una pezza all’emergenza e risolve i problemi dei due ex contendenti ma non produce quella nuova pianificazione del territorio che crei ricchezza, sviluppo, lavoro e tutela dell’ambiente di cui questa città ha dannatamente bisogno.

Napoli, 24 gennaio 2015