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Pavillon Monaco nel segno della solidarietà

di Harry di Prisco

È l’architetto vicentino, Enrico Pollini, che ha progettato il Padiglione multipiano del Principato di Monaco che metterà in mostra a Milano per l’Expo 2015 il turismo, l’enogastronomia e la cultura del Principato di Monaco, che porterà una ricaduta positiva anche per il settore turistico della Costa Azzurra e della Riviera dei Fiori.
Il padiglione – è stato spiegato nella conferenza stampa organizzata presso l’Ambasciata del Principato a Roma su invito dell’Ambasciatore S.E.M. Robert Fillon e per l’organizzazione dell’Atout France (www.rendezvousenfrance.com) – è concepito attorno a tre simboli: i container, con cui è composta la struttura, pronti a contenere anche le idee da portare per il mondo; la tenda, copertura dell’edificio e riparo per l’uomo; il giardino sospeso, una copertura vegetale di 500 metri quadri simbolo della terra madre. L’idea è che la prosperità guadagnata nel corso del tempo possa essere messa al servizio della solidarietà, della salvaguardia ambientale e di una crescita sostenibile. I temi della cooperazione, della ricerca, della sostenibilità, dell’educazione all’alimentazione saranno sviluppati all’interno del padiglione attraverso un percorso che, attraverso undici stazioni, porterà il visitatore ad approfondire temi come la deforestazione, la pesca sostenibile, i programmi di cooperazione in in Burkina Faso. Il Principato, visto da sempre come tempio del lusso si presenterà agli occhi del mondo sensibile ai temi sociali e a quell’idea di ”economia circolare” cara al principe Alberto II che nel 2006 ha deciso di creare una Fondazione con otto sedi nel mondo, di cui una in Italia, per sostenere la protezione dell’ambiente in tre aree specifiche: i cambiamenti climatici e le energie rinnovabili, la biodiversità, l’acqua e la lotta alla desertificazione. A tutt’ oggi i progetti sostenuti dalla Fondazione sono stati 293 con un investimento di circa 26 milioni. La Fondazione sarà presente all’Expo dove organizzerà eventi di carattere scientifico anche destinati alla raccolta dei fondi. A Roma ne ha parlato Guilloume Rose, direttore dell’Ufficio del Turismo di Monaco, che ha messo in evidenza i temi cari all’Expo, legati all’ambiente e alla nutrizione del pianeta e non a caso il padiglione di Montecarlo è stato ideato con criteri ecologici in linea con i dettami seguiti dal Principato. Consapevole delle minacce che incombono sulle generazioni future in seguito ai cambiamenti climatici e tenendo fede agli accordi presi nel contesto del Protocollo di Kyoto, il Principato di Monaco è fermamente deciso ad attuare una politica energetica, che si possa integrare con gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Per quanto concerne il Protocollo di Kyoto, il Principato si è impegnato in prima persona con il Principe Alberto a far ridurre le emissioni in loco del 30% entro il 2020 rispetto al 1990 e dell’80% entro il 2050, così da raggiungere l’obiettivo della “neutralità delle emissioni di carbonio”. Nel Piano Energia Clima sono previsti tre assi: il Controllo del fabbisogno energetico con miglioramento dell’efficacia energetica e limitazione del consumo; il Controllo della Produzione di Energia locale: valorizzazione energetica dei residui urbani, sviluppo delle energie rinnovabili; la diminuzione delle emissioni dei gas ad effetto serra. Per ogni asse, nei vari ambiti vengono realizzate delle azioni tecniche, normative, finanziarie e di sensibilizzazione: pianificazione territoriale, immobili del demanio (edifici nuovi e vecchi), edifici privati (nuovi e vecchi) e approvvigionamento energetico. Al fine di prevenire un disagio o un rischio per la salute e per l’ambiente, nel Principato di Monaco, da quasi 20 anni, è stata creata una rete automatizzata di sei stazioni di sorveglianza della qualità dell’aria.
Questa rete esegue misurazioni in continuità, e consente l’elaborazione di “allarmi inquinamento”, oltre che l’analisi a lungo termine dell’evoluzione della qualità dell’aria. I valori rilevati sono confrontati ai valori limite stabiliti dalle direttive europee in materia, e sono accessibili al grande pubblico.
Per la qualità delle acque litoranee il Principato garantisce una sorveglianza della sua qualità fisica e chimica, basata su misurazioni ripetute di tutte le componenti dell’ambiente marino, ma anche sulla conoscenza delle attività o degli apporti naturali e antropici che potrebbero influire sulla qualità dell’ambiente. Oltre a questa sorveglianza a carattere locale, la Direzione dell’Ambiente partecipa anche alla campagna Rete di Integratori Biologici, organizzata ogni 3 anni dall’Agenzia dell’Acqua Rodano Mediterraneo Corsica e dall’IFREMER (Institut Français pour la Recherche et l’Exploitation de la Mer, Istituto Francese per la Ricerca e lo Sfruttamento del Mare). Ritornando al grande evento milanese la struttura sarà donata al Burkina Faso come sede della Croce Rossa. Nell’occasione della presentazione a Roma sono state anche proposte le prossime iniziative del Principato di Monaco, tese alla migliore accoglienza del turista che trova qui servizi di prim’ordine che aldilà del prezzo offrono una qualità indescrivibile. «La gente di Napoli è nel nostro cuore – ha detto qualche anno fa Guillaume Rose, allora Ministro del Turismo del Principato di Monaco, intervenendo a Napoli per presenziare al meeting sulle “Opportunità nel Principato” – perché sa apprezzare Montecarlo, un paese ed un sogno allo stesso tempo, dove è racchiusa l’arte di vivere». Da non dimenticare che i monegaschi si sentono italiani di origine e francesi di cultura per i continui rapporti di stima e amicizia, consolidati nel tempo, quali popoli del bacino del Mediterraneo.
La presentazione dell’offerta turistica monegasca, in un quadro più ampio di incontri tra eccellenze e scambi di investimenti è stato foriero di un aumento del turismo già di per sé affezionato e legato a queste zone. Sono tanti i luoghi comuni che identificano questo minuscolo Stato noto in tutto il mondo, come capitale del lusso, paradiso fiscale, regno del gioco d’azzardo…eppure Monaco è anche molto altro, un insieme di tesori tutti-da-scoprire.
Il Principato è composto da quattro zone: Monaco città, che comprende la rocca e la città vecchia; Montecarlo, famosa per gli hotel faraonici e il casinò; La Condamine, l’area pianeggiante; Fontvieille, a sud-ovest, il quartiere industriale.
L’aeroporto di Napoli, collegato a quello di Nizza – Costa Azzurra con voli diretti, permette di raggiungere dopo una ventina di chilometri Monaco, grazie a bus, taxi e ad un servizio di auto che ne garantiscono un collegamento regolare. Per quanto riguarda l’offerta alberghiera Monaco è ricca di alberghi in grado di soddisfare anche i clienti più esigenti. Vi sono hotel a 4 e 5 stelle, raccolti intorno al casinò e al quartiere balneare. Alberghi meno lussuosi sono invece ubicati nei quartieri di Fontvieille, La Condamine e Montecarlo. Monaco può contare su 15 alberghi da 2 a 5 stelle che accolgono più di 300.000 visitatori l’anno. L’Hotel de Paris, l’Hermitage e il Metropole sono palazzi preziosi nella storia di Monaco e concorrono alla fama del Principato come luogo di lusso e di eleganza. Ma tutte le strutture offrono sempre un’accoglienza adeguata, diversificandosi in funzione della domanda di una clientela che non è solo di nicchia. In più c’è da aggiungere che la promozione della cultura rappresenta una delle attività più dinamiche della vita del Principato: moltissimi eventi e manifestazioni artistiche di respiro internazionale e la programmazione dell’orchestra filarmonica dell’Opera e del balletto di Montecarlo contribuiscono alla sua vivacità culturale. A Monaco, dove è un piacere vivere, ci sono mille e uno motivi per visitarla e allora non lasciatevi scappare l’occasione per un lungo week end al mare, ma facendo una capatina all’imponente Casinò anche se solo per una visita al suo “atrio” lastricato in marmo, circondato da 28 colonne ioniche in onice da cui si accede alla sala dell’Opera, detta “Salle Garnier”, decorata interamente in rosso e oro, dove spiccano bassorilievi, affreschi e sculture.

29 luglio 2014