dome 31 MAGGIO 2020 ore 05.03
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Mondo cane: perché il cane è il miglior amico dell’uomo

di Pasquale Falco

 

“Chi non ha avuto un cane non sa cosa significhi essere amato”
Arthur Schopenhauer

Il cane è l’amico dell’uomo per antonomasia.

Il cane, infatti, consente al suo proprietario/padrone di esprimere e manifestare affettività, bisogno di non essere solo, senza correre il rischio della non corrispondenza e quindi della delusione.

Il cane offre quel riconoscimento affettivo del padrone senza alcuna fatica per quest’ultimo, poiché il rapporto Io – cane si presenta come un circuito emotivo, con il quale l’Io può manifestarsi con quella tempestività espressiva che gli evita la fatica psicologica di descriversi al mondo.

L’amicizia, ominide dalle dita opponibili/canide carnivoro risale a circa 40.000 anni fa, fin dall’addomesticazione.

L’uomo preistorico ed il cane hanno convissuto in un rapporto di reciproco vantaggio, godendo il primo per millenni di un valido compagno di caccia e di un attento guardiano capace di avvisarlo con un certo anticipo di pericoli incombenti, ricevendo, invece, il secondo, lasciata la sua natura di lupo famelico, una dimora, cura ed alimentazione.

Simbolicamente l’importanza di questo rapporto è attestata dalla scoperta archeologica di una tomba di circa 12.000 anni fa, in cui sono sepolti accanto un uomo ed un cane.

Ancor più significativa è la circostanza che lo scheletro dell’uomo poggia la mano sulla testa del cane in una amorevole carezza finale.

Ai nostri giorni tale rapporto si è trasformato ma ancor più consolidato, in quanto, pur divenendo secondario il ruolo di guardiano, e marginale quello di compagno di caccia, per quei pochi che ancora praticano l’attività venatoria, grande importanza sociale hanno acquisito i ruoli attuali che i cani d’affezione o da compagnia ricoprono.

Esempio lampante, è la fedele e quotidiana compagnia che forniscono a grandi e piccini, alla valenza curativa nella pet terapy, al salvataggio durante catastrofi sismiche, valanghe, a mare, ai cani guida per i non vedenti, ai cani molecolari in grado di avvertire, come strumenti diagnostici, gravi malattie dell’uomo, o in grado di rilevare la presenza di esplosivi e droghe.

Tutte queste considerazioni, sono nell’ordine delle cose per coloro che, nella vita quotidiana condividono con il fratello a quattro zampe, il cibo, il letto, le coccole e la semplice routine .

Gli studiosi, hanno voluto vederci chiaro e in uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances, hanno inteso dimostrare la fedeltà dei cani ai loro compagni di vita ricercandola in una modificazione dei geni.

Il risultato è che sembra sia proprio il DNA dei nostri Pluto&Co. a renderli propensi alla domesticazione.

“La mutazione genetica che hanno subito nel corso dei millenni li ha portati ad avere una condotta sociale simile a quella di un bambino, estremamente aperta agli altri e in continua ricerca della nostra attenzione e approvazione”.

Questa ricerca, in fondo, è la prova che in qualche modo il tuo cane ti capisce, riconosce le situazioni che possono presentarsi ed è in grado di prevedere cosa può accadere.

Quindi saprà quasi sempre rispondere adeguatamente agli input che gli verranno forniti… e ti sarà fedele.

Napoli, 24 febbraio 2020