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L’impianto di Acerra e il suo funzionamento: l’abbattimento dei fumi

di Pasquale Falco

 

 

 

Lo sviluppo sostenibile è quello sviluppo che
consente alla generazione presente di soddisfare
i propri bisogni senza compromettere la possibilità
delle generazioni future di soddisfare i propri
Rapporto Brundtland

 

Uscendo dall’autostrada A1 e entrando nella zona industriale di Acerra, ciò che si scorge non è affatto quello che ci viene rappresentato mediaticamente.

Da lontano svettano tre camini, alti un centinaio di metri, li circonda una struttura metallica elicoidale color blu cobalto.

Ad occhio nudo non è visibile nessun fumo.

L’impianto è gestito attraverso:

1) la combustione dei rifiuti in forno a griglia mobile raffreddata ad acqua;

2) il recupero termico attraverso ciclo ad elevato rendimento;

3) la depurazione fumi ad alta efficienza.

Quest’ultima è ottenuta attraverso l’integrazione sinergica di particolari e specifici processi per l’abbattimento dei singoli inquinanti.

L’impianto applica le migliori tecnologie in grado di gestire una capacità di smaltimento pari a 600.000 t/anno di RSU pretrattato.

In questo articolo procederemo a descrivere il reattore di assorbimento a semisecco.

Esso è il primo dispositivo di abbattimento, che i fumi prodotti dalle caldaie dell’inceneritore di rifiuti di Acerra incontrano, prima di essere emessi in atmosfera attraverso i camini.

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Il suo funzionamento si basa su una specifica tecnologia, in grado di agire su una data famiglia di inquinanti.

Stiamo parlando di quella costituita dalle sostanze acide (acidi cloridrico e fluoridrico, anidridi solforosa e solforica), che si generano dalla combustione di rifiuti contenenti anche elementi chimici come il cloro, il fluoro, lo zolfo.

Si tratta di composti molto dannosi per l’ambiente e per la salute umana che ricadono a terra sia sotto forma di precipitazioni, che come particelle microscopiche o gas.

In entrambi i casi, l’azione degli acidi, che si formano direttamente in atmosfera oppure al suolo, provoca l’acidificazione di laghi e corsi d’acqua, danneggia la vegetazione e accelera il decadimento dei materiali da costruzione, delle vernici e delle sculture.

Inoltre, l’esposizione prolungata a livelli atmosferici elevati di gas acidi produce danni diretti all’organismo umano, quali soprattutto disturbi bronchiali e polmonari.

Il reattore di assorbimento a semisecco, garantisce un’efficienza di abbattimento, rispetto alle concentrazioni in ingresso, molto elevata.

I fumi (definiti grezzi) in uscita dalla caldaia sono convogliati alla sommità del reattore dove, in un regime di forte turbolenza grazie ad un iniettore rotante detto atomizzatore, vengono investiti da latte di calce diluito in acqua, sotto forma di minutissime gocce di reagente deacidificante.

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Il reagente, a contatto con i fumi caldi (temperatura tra 190 e 210 °C), perde per evaporazione l’acqua, contribuendo a raffreddare i fumi stessi, che raggiungono così la temperatura ottimale (circa 140°C) per le reazioni di assorbimento delle sostanze inquinanti.

Dalle reazioni si producono sali (cloruro di calcio, fluoruro di calcio, solfato di calcio), sotto forma di polveri, che si depositano sul fondo del reattore o vengono trasportati dalla corrente aerea e adeguatamente intercettati nella successiva sezione di filtrazione.

In entrambi i casi, una volta convogliati allo stoccaggio con un sistema di trasportatori a catena, vengono poi smaltiti come rifiuti speciali pericolosi.

Il reattore di assorbimento a semisecco di Acerra è in grado di ridurre le emissioni di acido cloridrico, di acido fluoridrico e di ossidi di zolfo rispettivamente del 51%, del 97% e del 90% rispetto ai limiti previsti dal D. Lgs.133/2005 e del 30%, del90% e di poco oltre l’80% rispetto ai limiti più restrittivi dell’AIA.

È evidente che non basta avere il reattore per avere i summenzionati abbattimenti di inquinanti, ma occorre una gestione ottimale non solo dell’apparecchiatura principale, ma anche di quelle ausiliarie e di controllo nonché effettuare, secondo le cadenze programmate, le manutenzioni e i settaggi previsti.

In particolare è necessario un controllo continuo di alcuni parametri di funzionamento quali:

a) l’analisi dei fumi grezzi in uscita dalla caldaia, la temperatura di uscita dal reattore;

b) i quantitativi di reagente iniettati;

c) il funzionamento del sistema di preparazione del reagente e del sistema di estrazione dei Sali precipitati.

A questo si aggiunge che la presenza dello S.M.E. (sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni) procura informazioni importanti sull’andamento del processo di abbattimento degli acidi, allertando tempestivamente gli operatori su eventuali malfunzionamenti o  criticità  che si dovessero verificare.

Approfondimenti:

Dati S.M.E. inceneritore Acerra: ARPAC

Dati emissioni termovalorizzatore: comune Acerra

Napoli, 6 aprile 2020