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La cultura come Atto storico
di Giulia Di Nola

Dopo circa quattro mesi di silenzio estivo la scuola italiana, anche se in modo scaglionato, avrebbe dovuto riaprire i battenti.

Non è così per gli istituti secondari della Campania, quelli del casertano in particolare.

Afflitti da gravi disavanzi economici, non potendo usufruire, infatti, né di linee telefoniche, né di linee elettriche e non avendo ricevuto adeguate risposte dal governo attuale, essi prolungheranno, per la gioia dei discenti, le vacanze estive. Ancora una volta, tra il dire e il ridire dei politici inconcludenti, i nostri giovani, messi in cassa integrazione, aggiunti alla lunga lista dei senza lavoro, si renderanno conto del danno ricevuto tra qualche anno quando, terminati gli studi obbligatori e liceali, si troveranno di fronte a una scelta universitaria e poi lavorativa che penalizzerà il loro già non roseo futuro.

Ma noi sappiamo che la cultura non conosce soste, che si muove progressivamente tra i nostri polpastrelli sfogliando un testo di educazione civica, così come leggendo le rocambolesche gesta di un romanzo d’avventura o quelle d’uno d’amore.

La cultura si muove tra le pliche cerebrali innalzandoci a esseri intellettivi bisognosi di sapere. Insaziabili, le menti umane, dovrebbero sempre cibarsi di tutto quanto, oggi, non ha sempre a che fare coi siti web e con la scadente, a volte oscena, informazione.

In questa vita, diceva Eraclito, “tutto scorre”, in questa società attuale, poi, tutto viaggia a una velocità supersonica e niente resta.

Senonché la cultura è l’unico “atto storico a non passare mai”. Imperituro, esso è ciò che un giorno, abilitandoci alla riflessione, ci darà la reale possibilità d’avere un’autocoscienza, un pensiero autonomo, libero da fantomatiche impertinenze e al contempo un pensiero eclettico, d’avere un pensiero pensante.

Nonostante tutto, auguri, cari discenti!

Napoli, 19 settembre 2017

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