lun 20 NOVEMBRE 2017 ore 21.49
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A seguito di alcune immagini apparse sulla stampa e sui social network, dalle quali sembrerebbe che un Tir abbia sversato rifiuti nelle acque del Mar Piccolo, il M5S ha depositato un’interrogazione al Senato della Repubblica indirizzata al Ministro Galletti per chiedere di intervenire con urgenza.
<< Non è ammissibile che il Governo ponga la sua attenzione su Taranto solo ed esclusivamente quando si deve approvare l’ennesimo decreto salva Riva, adesso il Governo pensi a risolvere i problemi legati al disastro ambientale, all’inquinamento e all’occupazione >> a dichiararlo è la portavoce del M5S al Senato Vilma Moronese, membro della Commissione Ambiente che aggiunge << Il Governo in sede di esame del Decreto salva Ilva 1/2015 aveva approvato diversi ODG con i quali si impegnava a coordinare con la Regione Puglia il progetto di risanamento ambientale e sviluppo economico sostenibile nel Mar Piccolo di Taranto, adesso è più che mai il momento di rispettare quegli impegni presi in Parlamento >>
Coinvolti nell’interrogazione anche i ministri Guidi e Martina in quanto il dramma dell’inquinamento coinvolge il territorio ed i settori produttivi, causando gravi problemi all’occupazione. In particolare i più colpiti sono i mitilicoltori che quest’anno hanno subito anche i danni derivati dall’ondata di calore che ha di fatto azzerato la produzione.

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE M5S

MORONESE , LEZZI , DONNO , BUCCARELLA , CIAMPOLILLO , NUGNES , PAGLINI , CAPPELLETTI , PUGLIA , ENDRIZZI , COTTI , BERTOROTTA , CASTALDI , SERRA , SANTANGELO , SCIBONA , BOTTICI , GIARRUSSO , GIROTTO , MANGILI , PETROCELLI

- Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle politiche agricole alimentari e forestali e dello sviluppo economico. -

Premesso che:

per anni nel mar Piccolo di Taranto si sono riversati gli effetti delle attività industriali, non solo dell’Ilva, ma anche della cantieristica navale e navalmeccanica con l’arsenale della Marina militare. Ad oggi sono stati rinvenuti anche ordigni bellici;
nell’ambito delle attività di studio ed approfondimento delle conoscenze ambientali del mar Piccolo è stata prevista una caratterizzazione geotecnica dei sedimenti superficiali, localizzati in una zona antistante l’area militare dell’arsenale;
dalle valutazioni ad oggi condotte il quadro ambientale emerso ha evidenziato la presenza di contaminanti organici e metalli pesanti su varie aree del bacino. In particolare, per l’area a sud del primo seno (“area 170 ha”), una contaminazione prevalente da PCB (policlorobifenili), arsenico e mercurio, e per il restante bacino una presenza cospicua di mercurio, rame, in misura minore zinco e piombo, nonché di PCB e idrocarburi totali, uniti a PCDD (policlorodibenzo-p-diossine), PCDF (policlorodibenzofurani) e PCB diossina simili (TE- equivalente tossico), soprattutto nel primo seno;

considerato che:

il giorno 26 luglio 2012 la Regione Puglia, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero per la coesione territoriale, la Provincia, il Comune di Taranto ed il commissario straordinario del porto di Taranto hanno sottoscritto un protocollo di intesa per interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto;
nella parte inerente agli interventi di bonifica è previsto l’intervento di bonifica e/o messa in sicurezza di emergenza dei sedimenti contaminati del mar Piccolo di Taranto, con particolare riferimento al primo seno;
l’oggetto dell’intervento prevede la progettazione ed esecuzione degli interventi di bonifica e/o messa in sicurezza di emergenza dei sedimenti risultati maggiormente contaminati all’interno di alcune aree del primo seno del mar Piccolo, in considerazione del complesso quadro ecologico ed ambientale del sito, ulteriormente approfondito dall’elaborazione di un modello concettuale sito-specifico che evidenzi le interazioni tra il sistema ambientale ed i flussi di contaminanti (fonti primarie e secondarie) degli interventi medesimi;
l’area denominata “170 ha – Mar Piccolo”, che occupa la fascia a sud del primo seno del mar Piccolo, tra il ponte Punta Penna ed il canale navigabile, prospiciente l’arsenale, estesa verso il largo per circa 900 metri, l’11 giugno 2004 fu oggetto di un accordo di programma quadro dal titolo “Progetto di risanamento ambientale e sviluppo economico sostenibile nel Mar Piccolo di Taranto” sottoscritto dai Ministeri dell’ambiente e dell’economia e delle finanze, Regione Puglia e commissario delegato per l’emergenza ambientale nella Regione, la cui copertura finanziaria era assicurata dal CIPE con la delibera n. 17/2003 (26M);
il progetto redatto su tale area riguarda la bonifica dei sedimenti inquinati presenti e si articola in 3 interventi: verifica tipologia dell’inquinamento; sperimentazione delle tecnologie di intervento e progettazione interventi di bonifica; realizzazione degli interventi di bonifica;
considerato, altresì, che:
in sede d’esame del disegno di legge recante “Conversione in legge del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, recante disposizioni urgenti per l’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale in crisi e per lo sviluppo della città e dell’area di Taranto” (AS 1733), il Governo si è impegnato, tra l’altro con l’ordine del giorno G1733/12/10 e 13 (testo 2), a promuovere, tramite il Ministero della difesa, ed in particolare la Marina militare, una concertazione con il commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, al fine di mettere a sistema una rete di monitoraggio; ad individuare, in coordinamento con la Regione Puglia, gli interventi da ammettere a finanziamento per dare attuazione all’accordo di programma quadro “Progetto di risanamento ambientale e sviluppo economico sostenibile nel Mar Piccolo di Taranto” dell’11 giugno 2004;
da recentissime notizie stampa si apprende che sarebbero state avviate delle indagini dopo che è stato fotografato un compattatore mentre scarica nel mare scarti di genere indefinito;
tra l’altro, grazie ad un finanziamento del programma operativo nazionale Sicurezza pari a 500.000 euro, il Comune di Taranto ha installato 10 postazioni con 19 telecamere, al fine di prevenire e contrastare tutti i reati ambientali: pesca di frodo, manomissione dell’habitat marino, sversamento in mare di sostanze inquinanti, prelievo di prodotti ittici contaminati. Tutte le immagini sono trasmesse alla sala operativa allestita nel comando della Polizia municipale di Taranto, come emerge da un articolo de “Il Sole-24 ore” del 27 novembre 2014;
l’esigenza di procedere alla bonifica ambientale del mar Piccolo è stata inoltre di recente ribadita dal commissario Vera Corbelli, come si apprende dallo stesso quotidiano il 19 settembre 2015: “la priorità è ora il mar Piccolo, dove è partito il campionamento dell’area occupata dalla Marina Militare, anch’essa fonte di inquinamento negli anni”;
considerato infine che la mancata bonifica ha prodotto e continua a produrre danni gravissimi alla secolare mitilicoltura tarantina soprattutto nel primo seno del mar Piccolo, al punto che i mitili posti in allevamento accumulano sostanze altamente cancerogene come diossine e PCB in concentrazioni tali da vietarne il consumo alimentare,

si chiede di sapere:

quali misure in concreto siano state attuate dai Ministri in indirizzo, nell’ambito delle proprie competenze, anche in attuazione degli impegni assunti con l’accoglimento degli ordini del giorno, per garantire un effettivo coordinamento degli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione del mar Piccolo;
se, considerata la pericolosità dell’inquinamento, siano state predisposte misure volte a monitorare gli sversamenti nel mar Piccolo, oltre a quelle previste con il PON Sicurezza;
quali iniziative, nei limiti delle rispettive attribuzioni, intendano adottare a sostegno dei lavoratori del settore della mitilicoltura tarantina, già colpito dalla crisi economica e dai cambiamenti climatici, che probabilmente produrranno effetti negativi nel settore anche nel 2016.

ROMA, 27 settembre 2015