mar 6 DICEMBRE 2022 ore 22.35
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Il Mammasantissima…..
di Carlo Gimmelli

Alla fine è arrivato…

Poche ore fa la procura di Napoli ha consegnato al Presidente della Regione Campania De Luca un avviso di garanzia, ipotesi di reato: corruzione!

Doveroso chiarire che giuridicamente un cittadino sottoposto ad indagini è innocente fino a prova contraria e succede che complesse ipotesi di reato si concludano con archiviazioni prima di arrivare ad un rinvio a giudizio.

Tuttavia nel caso specifico il “nostro” rappresenta un caso politico quasi unico nel deprimente teatrino dei nostri eletti.

Innanzitutto i fatti: con sorprendente cura dei tempi, appena tre giorni dopo le elezioni amministrative del 4 ottobre scorso che hanno visto il trionfo del centrosinistra e il crollo verticale dei pentastellati e della destra sovranista, un vero terremoto giudiziario squassa la Campania.

Vengono arrestati il braccio destro del presidente, Nino Savastano, consigliere regionale e potente serbatoio di voti nel Salernitano e Vittorio Zoccola (!), ras delle cooperative sociali salernitane che si spartiscono i generosi finanziamenti della Regione, che sarebbe di casa a Palazzo di città di Salerno e “amico di De Luca fin dal 1989”, inoltre sono agli arresti altri ex presidenti di cooperative e dirigenti comunali che operano nel sottobosco dei capibastone portatori di voti.

Nella piccola città- stato deluchiana dove lo sceriffo, nato in Lucania, gestisce il potere ininterrottamente da trenta anni, in prima o in terza persona, si parla controvoglia di questa storiaccia che ripropone gli scenari di Mafia-capitale in salsa picentina: un intreccio di cooperative, galoppini, mogli candidate, consiglieri comunali di riferimento per ogni coop., voti estorti con fritture di pesce e una montagna di soldi.

Bocche cucite quindi, c’è poca voglia di parlare, del resto i De Lucas’s qui in trenta anni hanno rivoltato la città come un guanto, lavori pubblici e quattrini, luci d’artista e quattrini, riqualificazione del lungomare (Crescent) e quattrini, e da quando nel 2015 è salito a palazzo S. Lucia a Napoli un occhio di riguardo per la “sua” Salerno non è mai mancato, soprattutto con alcuni fedelissimi, promossi d’imperio da dipendenti del Comune di Salerno alla regione, almeno finché la Corte dei Conti non se ne è accorta e ha condannato il nostro a risarcire oltre 400mila euro di danno erariale.

Intanto il neo confermato sindaco deluchiano Enzo Napoli , indagato nella stessa inchiesta per turbativa d’asta, ha alzato il ponte levatoio di Palazzo di città e vietato l’accesso ai cronisti e imposto il divieto di rilasciare dichiarazioni. Una vera fatwa contro il diritto di cronaca, insomma.

Tutti si dichiarano sereni e fiduciosi che verrà chiarito tutto, ma intanto il dominus delle cooperative Vittorio Zoccola, intercettato per mesi dagli inquirenti, sta consegnando ai magistrati decine di ore di ammissioni e approfondimenti, secretati, che confermerebbero l’impianto accusatorio e che descriverebbero un vero sistema di intercettazione del consenso e che metterebbero in imbarazzo il presidentissimo per le sue pressioni sulle cooperative circa le indicazioni di voto.

Insomma, Zoccola sarebbe l’equilibrista che faceva da tramite tra De Luca, i suoi fedelissimi e il sistema delle cooperative, dando le indicazioni di voto, in cambio di gare d’appalto che venivano cucite su misura per cui se le accaparravano sempre le stesse coop. Secondo le intercettazioni il canovaccio era sempre lo stesso: in prossimità delle elezioni si procedeva a sistematiche pressioni e minacce di licenziamento verso i dipendenti per garantire i voti dei candidati indicati.

L’impressione è che siamo solo all’inizio di una lunga burrasca giudiziaria su un sistema De Luca che da anni sembra orientare il voto nel suo feudo.

Resta il problema politico irrisolto di un PD ostaggio di un governatore mai troppo amato ai piani alti, pittoresco, folkloristico, dal linguaggio urticante, spesso offensivo, spesso in conflitto con il partito ma indispensabile portatore di consenso in una regione strategica.

Il nostro è passato indenne attraverso le forche caudine di numerosi segretari di partito e nemici interni e ha sempre vinto su tutta la linea, riuscendo a garantirsi la successione politica imponendo la candidatura del figlio Piero alle politiche del 2018 dove, pur sconfitto nel collegio uninominale, riesce a conquistare lo scranno grazie ad un complicato calcolo nel sistema proporzionale.

Letta è avvisato: la Royal dinasty continua….

“Che piaccia o no, Salerno sono io” (ipse dixit).

Napoli, 5 novembre 2021