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Identificare i rifiuti, dove e come? Con un’anagrafe e una carta d’identità!
di Pasquale Falco

 

La caratterizzazione di un rifiuto (seconda parte): codici EER  

Smaltimento-rifiuti

Un rifiuto per poter essere trasportato su strada, ferrovia, nave con le modalità più adeguate, per essere stoccato in un deposito in condizioni di sicurezza appropriate, per poter essere sottoposto a trattamento nell’impianto di recupero più adatto, per essere termorecuperato in un inceneritore o smaltito nella discarica deputata, deve essere preliminarmente identificato con un opportuno codice e con una descrizione, prelevati all’interno di uno speciale elenco di rifiuti. Questa operazione obbligatoria risulta molto delicata e va svolta dal produttore/detentore del rifiuto, sul quale, in modo esclusivo, ricadono le responsabilità in caso di errori di codifica.

L’EER è formato da sei colonne, individuate con numero progressivo (da 1 a 6) che vanno raggruppate a tre a tre.

Le prime tre colonne afferiscono ai rifiuti pericolosi (colonne 1, 2 e 3), mentre le restanti (4, 5 e 6) ai rifiuti non pericolosi.

Le colonne 1, 2 e 3, ed ovviamente anche le colonne 4, 5, e 6, si riferiscono rispettivamente al codice, alla descrizione e al tipo di voce (di pericolosità o di non pericolosità) del rifiuto.

figura1

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L’Elenco inoltre presenta una suddivisione, che può definirsi di primo livello, in 20 classi, numerate in progressione dal 01 al 12 e dal 17 al 20.

Ciascuna delle quali corrisponde ad una determinata categoria industriale e/o settore produttivo dal quale si originano i rifiuti.

Le restanti classi, da 13 a 16, invece, indicano ciascuna un ben definito gruppo di rifiuti.

La coppia di cifre caratteristica di ciascuna classe rappresenta la prima coppia di cifre di cui è costituito il codice di un rifiuto.

figura 2

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Proseguendo nella descrizione, ogni singola classe è a sua volta suddivisa in sotto-classi, ciascuna contraddistinta con una doppia coppia di cifre, indicativa di un sub-processo produttivo dal quale proviene quel certo tipo di rifiuto.

figura 3

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Questa ulteriore suddivisione in sotto-classi costituisce un secondo livello di raggruppamento.

In analogia con la precedente circostanza, le quattro cifre di ciascuna sotto-classe costituiscono le prime due coppie di cifre che si ritrovano nel codice di un rifiuto.

Infine, all’interno delle sotto-categorie sono elencati i vari rifiuti, individuati dal codice completo, comprensivo anche dell’ultima coppia di cifre e specifico del rifiuto.

rifiuti 2021Ciascun codice EER, pertanto, è composto da tre distinte coppie di cifre: un esempio è quello riportato di seguito:

codice EER 01 01 01 – Rifiuti da estrazione di minerali metalliferi, dove:

01 = categoria industriale dalla quale si genera il rifiuto (Rifiuti derivanti da prospezione, estrazione da miniera o cava, nonché dal trattamento fisico o chimico di minerali);

01 01 = sub-processo specifico all’interno della categoria industriale (Rifiuti prodotti dall’estrazione di minerali);

 01 01 01 = singola tipologia di rifiuto (Rifiuti da estrazione di minerali metalliferi, che è la corrispondente descrizione del rifiuto con codice EER 01 01 01).

Nella terza parte, sarà analizzata la sequenza di passaggi da compiere per effettuare la procedura di caratterizzazione.

Napoli, 9 gennaio 2021