mar 16 OTTOBRE 2018 ore 05.20
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Fahrenheit 451
di Maria Teresa Luongo

Ramin Bahrani, regista statunitense di origini iraniane, ha tentato l’impossibile: realizzare una nuova versione cinematografica, dopo il capolavoro di François Truffaut, del classico fantascientifico di Ray Bradbury “Fahrenheit 451”.

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Il film, presentato anche al Festival di Cannes, è deludente e confusionario al punto tale da rendere poco fluida la visione anche a chi già conosce bene la storia.

Ambientato in un futuro distopico dove leggere o possedere libri, ma anche ebook, è proibito e dove i pompieri non spengono incendi ma li appiccano (451 Fahrenheit è la temperatura di accensione della carta), il giovane pompiere Guy Montag, interpretato da un non molto convincente Micheal B. Jordan, inizia una lenta ed inesorabile ribellione accesa dagli interrogativi “quale oscurità c’è nella conoscenza? Quale il male celato nelle parole scritte?”. Insomma in linea generale tutto come da canovaccio. Ma la trama, che dovrebbe essere abbastanza lineare, è accidentata da analessi poco chiare e da un ritmo a tratti lento e noioso con cui sono narrati gli eventi presenti. A peggiorare il tutto l’oscurità, quella totalizzante cromìa cupa, che in teoria dovrebbe essere adeguata ad un thriller e che invece fa rimpiangere quei bei colori accesi della versione di Truffaut che in ogni caso, possiamo dire, seppe meglio cogliere e trasmettere il senso profondo del messaggio di Bradbury.

Bahrani non era privo di idee perché in definitiva questa sua versione di Fahrenheit 451 presenta slanci di originalità, ma questi slanci come frecce restano relegate nella faretra non riuscendo a colpire lo spettatore che resta imbrigliato in una narrazione visiva che pone interrogativi senza stimolare in chi la segue il desiderio di cercare risposte.

Nota positiva resta la recitazione di Micheal Shannon, nel film interpreta il Capitano John Beatty, che dimostra ancora una volta di essere un grande attore anche se comunque siamo lontani dall’intensa interpretazione di “Revolutionary Road” per la quale fu candidato all’Oscar come miglior attore non protagonista.

Napoli, 14 agosto 2018