ven 24 NOVEMBRE 2017 ore 19.35
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Ecosistema lago di Bracciano: nasce un comitato a tutela
Il territorio si mobilita a difesa del proprio bacino lacustre.
Preoccupanti le evidenti variazioni di livello.

Tutelare l’ecosistema lago di Bracciano adottando un sistema di partecipazione democratica. Questo l’obiettivo del comitato che si è costituito sabato 29 ottobre presso il circolo velico Il Gabbiano di Vigna di Valle al termine di un incontro del gruppo di lavoro che riunisce studiosi, operatori turistici, giuristi, pescatori, comunicatori, cittadini dei tre paesi rivieraschi di Anguillara, Bracciano e Trevignano Romano.

Il Comitato intende promuovere, completamente a titolo gratuito, azioni di studio, consulenza e eventualmente coordinamento sulla gestione del lago, da tutti i punti di vista.

Il dato di fondo da cui si è partiti sono i potenziali impatti che le escursioni del livello dell’acqua e la completa scomparsa della vegetazione ripariale determinano per l’ecosistema. Studi scientifici condotti sul campo dimostrano che anche per il lago di Bracciano intervengono sofferenze a causa delle variazioni del livello. E’ infatti nella fascia riparia che il lago concentra le proprie capacità di rigenerazione e molti km2 di fondale possono rimanere esposti all’aria. Negli ultimi anni le variazioni del livello del lago di Bracciano, in particolare per ragioni antropiche che si sono aggiunte agli effetti dei cambiamenti climatici, ha subito repentini cambiamenti. Tutto ciò costituisce un grave rischio per il mantenimento dell’ecosistema lago.

Il Comitato ritiene prioritaria e si adopererà per aiutare l’adozione di procedure democratiche e trasparenti che pongano fine al sistema di delega degli ultimi decenni, consapevole che l’acqua costituisce un bene comune e che il lago, se dovesse perdere le proprie capacità autodepurative, rischia di divenire un semplice invaso privo di funzionalità naturali.

Il Comitato, che inizia ora a lavorare, si propone in primo luogo di sensibilizzare la popolazione e di promuovere un coordinamento che, anche con il coinvolgimento delle istituzioni interessate, conduca ad una più consapevole gestione del bacino lacustre.

“Con la perdita delle funzionalità ecosistemiche – spiegano gli esperti presenti – si avrà anche la perdita dell’attuale qualità dell’acqua, compreso l’uso potabile, a causa della crisi dei sistemi autodepurativi. Importanti variazioni di livello possono anche essere fisiologiche, ma l’intervento antropico moderno aumenta la frequenza senza concedere all’ecosistema tempi di adattamento indispensabili per il suo equilibrio”.

USO SOSTENIBILE DELLE ACQUE DEL LAGO DI BRACCIANO

Gli ambienti lacustri sono di estremo interesse per il paesaggio e per la vita umana perche’ scrigni di una parte essenziale della biodiversita’ e specchi delle attività umane svolte nel loro bacino. Quest’ultime influenzano lo stato di salute dell’ecosistema e quindi la fruibilita’ dei servizi gratuiti che esso svolge (acqua potabile, depurazione dell’acqua e dell’aria, attivita’ produttive legate alla pesca, turismo, svago) come mirabilmente ricordato anche nella più recente Enciclica Papale. il naturalmente alto valore dei laghi cresce, quando sono inseriti in aree protette perche’ il loro ruolo di servizio ecologico viene esaltato dal controllato impatto antropico e la loro fruibilità dovrebbe essere ottimizzata verso uno sviluppo sostenibile del turismo. Le buone condizioni di un lago lo rendono molto attrattivo per il turismo e l’educazione oltre che molto redditivo per la pesca e l’uso potabile delle acque, assegnando quindi un valore aggiunto, di tipo economico immediato, ad una risorsa naturale (il solo lago di Bracciano fornisce acqua potabile per molti milioni di euro ogni anno).

Il cambiamento climatico in atto, con tendenziale innalzamento delle temperature e modificazioni del regime pluviale, influenza significativamente la stabilita’ delle riserve idriche e degli ecosistemi acquatici che le mantengono. D’altra parte lo sfruttamento per usi irrigui e potabili degli ecosistemi acquatici produce lo stesso tipo di effetti riducendo il volume d’acqua disponibile negli invasi. Il sinergismo della pressione climatica ed antropica puo’, quindi, produrre effetti devastanti sulla disponibilita’ di acqua.

La riduzione del volume d’acqua disponibile agli ecosistemi lacustri e’ un tipo di stress “subdolo” perche’ ad apparenti e temporanei vantaggi per il suo sfruttamento turistico (es.: spiagge piu’ estese) conseguono eventi fortemente negativi. Questi si esplicitano  sia per il turismo (es.: cattivi odori ed abbassamento della percezione ambientale positiva da parte delle popolazioni) e per l’educazione (perdita di esempi di naturalita’), sia per lo stato di funzionamento dell’ecosistema e per l’ecologia delle specie lacustri (riduzione delle capacita’ autodepurative del sistema lacustre, sostituzione e scomparsa di specie, riduzione della biodiversita’, variazioni delle concentrazioni di nutrienti ed inquinanti, variazioni dell’idrodinamica costiera con accentuazione dei fenomeni erosivi, riduzione del valore frattale della linea di costa, scomparsa della vegetazione infralitorale, scomparsa dei siti di riproduzione dei pesci foraggio, riduzione della pressione idrostatica sulla falda, frane).

I laghi vulcanici laziali e in particolare quello sabatino (lago di Bracciano) stanno subendo una drastica e preoccupantissima riduzione del loro abituale livello.  Solo negli ultimi 12 mesi la riduzione ha superato un metro (similmente al 2003) e le conseguenze sia per l’ecosistema lacustre sia per l’uomo che ne fa uso sono evidenti. Gia’ tutta la vegetazione circumlacuale e’ scomparsa e con lei le aree di riproduzione dei pesci foraggio (indispensabili alla nutrizione dei pesci di valore commerciale) e gran parte delle potenzialita’ autodepurative dovute alle macrofite emergenti. Con elevata probabilita’ la tendenza portera’ al depauperamento della risorsa idrica e destabilizzera’ l’ecosistema fino al collasso. Con la perdita delle funzionalita’ ecosistemiche si avra’ anche la perdita dell’attuale qualita’ dell’acqua (compreso l’uso potabile) a causa della crisi dei servizi autodepurativi, costringendo a costosi trattamenti prima dell’immissione in rete.

Provvedimenti di sospensione dei prelievi sono da valutare molto positivamente, ma il ritorno alla situazione “originale” potra’ dar luogo a fenomeni eutroficanti metastabili, mentre la stabilizzazione della situazione attuale richiedera’ interventi di restauro delle parti emerse (vedi diagramma a fine testo).

Il bilancio idrico del lago di Bracciano ((Fabio Musmeci, Angelo Correnti – ENEA, LIFE02 ENV/IT/000111 New Tuscia)  non è affatto consolante dato che viene osservato un quasi-bilanciamento tra entrate e uscite con un minimo di possibilità di prelievo ulteriore, oltre quello fisiologico da pozzi (che tuttavia possono aumentare indiscriminatamente e abusivamente) di appena 0.2 m3/secondo per anno. Se i prelievi non per usi locali sono concentrati nel periodo estivo si potrebbe arrivare a prelievi dell’ordine di 0.8 m3/secondo per anno.

Le variazioni del livello lacustre  che si osservano oggigiorno fanno seguito a quelle già accadute nel corso della storia del lago a partire da 40000 anni fa con l’esaurimento delle attività vulcaniche. Basti pensare al villaggio neolitico (presso La Marmotta) e dei siti dell’età del bronzo un tempo all’asciutto e ora sommersi sotto alcuni metri d’acqua. Ulteriori notizie delle variazioni di livello risalgono al XVII e il XIX secolo per le attività di regimentazione dei nobili dell’epoca (vedi Elena Felluca in http://www.lagosabatino.com/2015/le-fluttuazioni-del-livello-delle-acque-del-lago-di-bracciano-il-ruolo-degli-emissari-e-degli-immissari/).

Va notato che importanti variazioni possono essere fisiologiche dei bacini lacustri ma l’intervento antropico moderno ne aumenta la frequenza senza concedere all’ecosistema tempi di adattamento indispensabili per il suo equilibrio.

 Descrizione dell’habitat

Il lago di Bracciano e’ inserito nel Parco Regionale del complesso lacuale di Bracciano Martignano. Un vasto parco di 16000 ettari, istituito nel 1999 al confine tra le province di Roma e di Viterbo (Centro Italia).

Il lago giace in un antico sistema vulcanico tra i monti della Tolfa ed il complesso Cerite-Manziate a nord-ovest di Roma. Il crollo vulcano-tettonico causato dallo svuotamento della camera del magma ha formato l’invaso fondamentale dell’odierno lago. La linea spartiacque del bacino e’ caratterizzata da alcuni modesti rilievi verso nord (Rocca Romana di 609 metri e Monte Termine di 590 metri). Il livello di sfioro e’ ad Est del lago, a 164 metri s.l.m., dove si origina l’emissario del lago: il fiume Arrone.

Un clima tipicamente meso-mediterraneo caratterezza l’area, ma abbondanti sono le precipitazioni piovose, per lo piu’ concentrate nel periodo autunnale e distribuite a “macchie di leopardo” producendo precipitazioni differenziate nei territori dei tre comuni circumlacuali. Morfologicamente l’invaso sommerso si presenta conico ma con dolce acclivio fino alla profondita’ di 12-16 metri (acclivio maggiore nel lato NW rispetto a E SE), fortissimo è invece l’acclivio nella parte centrale del cono vulcanico. La corona poco profonda e’ piuttosto ampia e ricca di vegetazione sommersa ben dominata da poche specie algali. Questa area di acque poco profonde svolge un ruolo ecologico cruciale per la vita del lago (attivita’ autodepurative, habitat per flora e fauna, zone di frega della fauna ittica). Il cono centrale scende invece fino a –1 metro sotto il livello del mare, conferendo al lago una discreta profondita’ (164 m), un enorme volume d’acqua ipolimnica che puo’ tamponare occasionali fenomeni asfittici estivi. Purtroppo il lago di Bracciano e’ caratterizzato da un lunghissimo tempo di ricambio delle acque (stimato intorno ai 170 anni) che lo mette a rischio in caso di inquinamento da sostanza non biodegradabili.

 La Fauna

Rilevanti sono le presenze dell’avifauna acquatica che si arricchisce di anno in anno. E’ possibile osservare gruppi di anatre e folaghe lungo tutto il perimetro lacustre. Nel biennio 2000-2002 sono stati censiti più di 10.000 uccelli acquatici, ed il lago e’ stato ricompreso nell’elenco delle zone umide di importanza internazionale. Per la presenza di uccelli acquatici il complesso dei due laghi risulta nel Lazio inferiore solo al Parco Nazionale del Circeo.

Bracciano, 31 ottobre 2016