mer 21 AGOSTO 2019 ore 10.58
Home Riceviamo e pubblichiamo È venuto a mancare Amos Oz.

È VENUTO A MANCARE AMOS OZ. Autore di “Una storia di amore e di tenebra” è morto a Tel Aviv.

Maria Teresa Luongo

Un viso affascinante solcato dalle rughe e lo sguardo profondo di chi vuole raccontarti una storia, di chi ha trascorso la sua esistenza a farlo, tentando di renderti partecipe del suo passato, di quello della sua famiglia e di quello travagliato del suo popolo.

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Si è spento a Tel Aviv lo scrittore Amos Oz, considerato uno dei tre grandi della letteratura israeliana contemporanea assieme ad Abraham Yehoshua e a David Grossman. Ma sarà l’intera letteratura mondiale a risentire dell’assenza della sua forza*, della sua voce critica e riflessiva. Sostenitore da lungo tempo della necessità di due Stati per la soluzione del conflitto israelo-palestinese, consapevole dell’impossibilità di pacificare due popoli inimicati da troppo tempo e separati purtroppo da un odio così profondo da rendere utopica la possibilità di un unico Stato, fu intellettuale stimato e influente. Ma è la sua vicenda personale, segnata dolorosamente dal tragico suicidio della madre ed immortalata nel romanzo autobiografico “Una storia di amore e di tenebra”, considerato il suo capolavoro, ad aver conquistato definitivamente il grande pubblico (nel 2015 Natalie Portman ha scritto, diretto e interpretato l’adattamento cinematografico, “A Tale of Love and Darkness”).

Vorrei ricordarlo con uno dei suoi ultimi romanzi, “Giuda”, un’opera complessa che anche alla centesima rilettura offrirebbe nuovi spunti di riflessione e la sensazione di non aver colto ancora l’interpretazione giusta.

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Tre le storie che si intrecciano in questo flusso narrativo dove storia, politica e religione finiscono per sovrastare i sentimenti dei personaggi: quella dello studente universitario Shemuel Asch, costretto ad abbandonare gli studi e la sua promettente tesi sulla figura di Gesù così come vista dagli ebrei; quella dell’anziano disabile, Gershom Wald, che Shemuel assisterà per far fronte all’imprevisto dissesto economico che l’ha colpito, e della giovane e misteriosa donna che vive con lui e attraverso loro il dramma del conflitto israelo-palestinese; infine, quella di Giuda Iscariota, presentato non come il traditore ma come il più fedele dei seguaci di Gesù, al punto da spingerlo alla crocifissione in modo tale da poter manifestare a tutti la sua essenza divina.

Filo conduttore è il tradimento di cui tutta l’umanità si macchia. Ma un tradimento che sembrerebbe assumere vesti diverse a seconda delle circostanze, talvolta mascherandosi (o imponendosi realmente?) come necessità. Per quanto Amos Oz abbia dato delle direttive interpretative, nelle interviste successive alla pubblicazione del romanzo, come sempre a prevalere è l’opinione e la sensazione del singolo lettore. E l’unica certezza che si ha è di aver letto un romanzo indimenticabile.

*Oz, il nome adottato dallo scrittore, in ebraico significa appunto “forza”

Napoli, 31 dicembre 2018