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dal Fatto Quotidiano

Il Senato commemora Silvio, tra falsità e ipocrisia. La Russa: “All’Angolo gli Odiatori”.

Dopo i funerali di Stato, il lutto nazionale, la beatificazione a reti unificate, oggi è toccato al Senato commemorare Berlusconi.

Non sono mancate menzogne e omissioni.

Ignazio La Russa si è lasciato andare alle celebrazioni senza troppo riguardo per la verità storica.

Su B. “le accuse più gravi, tranne quella per cui è stato condannato, sono scadute nel nulla”, ha detto il presidente di Palazzo Madama.

In realtà, in buona parte dei 36 procedimenti penali a cui è stato sottoposto, l’uomo di Arcore l’ha fatta franca grazie a cavilli, prescrizioni o depenalizzazioni ad personam.

Il Movimento 5 stelle, dopo l’assenza di Giuseppe Conte ai funerali nel Duomo di Milano, ha scelto di restare in silenzio durante le celebrazioni in Aula. Una decisione poco gradita per i corifei di Arcore.

“Oggi il Senato si ferma (nuovamente) per commemorare B. Come MoVimento 5 Stelle abbiamo scelto di non partecipare a questa che certamente sarà l’ennesima beatificazione di un uomo che ha piegato tutto a proprio vantaggio e utilizzo, dalla giustizia, all’informazione, dalle istituzioni, ai corpi delle donne” scrive su Facebook Alessandra Maiorino, capogruppo del M5S al Senato. “Passata la sbornia celebrativa cui siamo stati costretti ad assistere, e cui ci siamo categoricamente rifiutati di partecipare – continua Maiorino – continueremo a lottare per ristabilire etica pubblica e verità storica. Quello che la nostra comunità, nata anche per reazione al berlusconismo allora imperante nel nostro Paese, pensa del personaggio di Arcore, lo ha magistralmente detto il nostro presidente Conte nel corso della grande manifestazione di sabato scorso”.

“Mettiamo nell’angolo gli odiatori impenitenti ed emerge il giudizio sull’unicità dell’uomo”, ha rincarato La Russa.

Durante la commemorazione, resta il tabù della politica estera: non un accenno all’amicizia con lo Zar di Mosca e alle ultime sortite berlusconiane contro Zelensky e alla linea atlantica sulla guerra in Ucraina. Matteo Salvini (in passato prodigo di elogi verso Putin) ha solo rammentato come il Cavaliere fosse “un uomo di pace”.

20 giugno 2023