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Dal 1 gennaio 2019 si dirà addio al SISTRI

di Stefania Di Martino

Il 12 dicembre 2018 il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto Semplificazioni 2019, recante “Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e la Pubblica Amministrazione” ed in vigore dallo scorso 15 dicembre.

Il testo è suddiviso in 7 capi riguardanti le seguenti disposizioni/semplificazioni

1. Semplificazione e sostegno delle imprese
2. Semplificazione in materia di lavoro
3. Semplificazione in materia sanitaria
4. Disposizioni urgenti in materia di giustizia
5. Disposizioni urgenti in materia di infrastrutture e trasporti
6. Semplificazione in materia di agricoltura e ambiente
7. Semplificazione in materia di pubblica amministrazione

Si tratta di un decreto mediante cui è stata confermata la soppressione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI).

In particolare il provvedimento dispone che dal 1° gennaio 2019 il sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali sarà garantita dall’obbligo degli adempimenti ambientali che prevedono cioè un sistema di tracciabilità cartaceo costituito dal registro di carico e scarico, dal FIR (Formulario di Identificazione dei Rifiuti) e dal MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale).

Dunque il Decreto Semplificazioni 2019 da un lato farà decadere tutto ciò che è stato previsto dal Decreto Ministeriale 78/2016 (Regolamento recante disposizioni relative al funzionamento e ottimizzazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti in attuazione dell’articolo 188-bis, comma 4-bis, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.) e cioè per le imprese non saranno più tenute a versare i contributi dovuti per la costituzione e il funzionamento del SISTRI, dall’altro lato invece farà ritornare in vigore tutte le norme sulla tracciabilità dei rifiuti precedenti all’anno 2010.

Tale regime è provvisorio ovverosia è destinato a durare sino all’introduzione di un nuovo sistema di tracciabilità, gestito direttamente dal Ministero dell’Ambiente, prevista per la primavera del 2019 e costerà circa 3 milioni di euro l’anno.

Napoli, 29 dicembre 2018