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Cristiani uniti per il Creato. Camminare insieme e mai rassegnarsi!

di Martina Tafuro

Finché durerà la terra,
seme e messe,
freddo e caldo,
estate e inverno,
giorno e notte
non cesseranno.
Genesi vv. 8-22

La Chiesa Cattolica, ogni anno il 1 settembre, celebra la Giornata per la Custodia del Creato.

Coltivare l’alleanza con la terra è il tema di questa tredicesima Giornata. La comunità cattolica, attraverso la voce dei suoi vescovi, ci invita a disinvestire dalle fonti fossili e a promuovere un lavoro dignitoso in ottica ambientale. Occorre ritrovare il legame tra la cura dei territori e quella del popolo, anche per orientare a nuovi stili di vita e di consumo responsabile, così come a scelte lungimiranti da parte delle comunità.

Nel Messaggio si evidenzia di come oggi ci si senta talvolta “come se tale alleanza fosse intaccata”: dalle devastazioni dei fenomeni atmosferici, a causa del cambiamento climatico e all’inquinamento diffuso. Per questo “talvolta si fa strada un senso di impotenza e di disperazione, come fossimo di fronte ad un degrado inevitabile della nostra terra”.

Tuttavia, Papa Francesco già nell’enciclica Laudato si , aveva esortato “a non cedere alla rassegnazione”, perché come scritto nella Genesi: “Finché durerà la terra, seme e mèsse, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte, non cesseranno” e tutti noi siamo sicuri che: “Dio promette un futuro in cui l’umanità e gli altri viventi possano fiorire nella pace”. E’ importante, però, che tutti contribuiscano, perché la “gravità del mutamento climatico in atto”, al di là di quanto affermato da certe “forme di negazionismo antiscientifico”, è evidente che esso “sia legato in gran parte a comportamenti umani, che possiamo modificare”.

Per questo, è importante sottolineare, come scritto da Francesco, che: “la pace interiore delle persone è molto legata alla cura dell’ecologia e al bene comune, perché, autenticamente vissuta, si riflette in uno stile di vita equilibrato unito a una capacità di stupore che conduce alla profondità della vita”. Infatti nel secondo capitolo della Laudato sì sottolinea “come quel mondo creato, che ci è dato come dono buono, sia anche affidato alla cura delle nostre mani, per custodirne l’abitabilità preziosa”.

Ecco, allora, “che lo sguardo preoccupato per la devastazione del territorio a seguito del riscaldamento globale dovrà farsi attiva opera di prevenzione”, afferma la CEI.  Si tratterà di “proteggere città e campagne con serie misure di adattamento, in grado di favorire la resilienza di fronte ad eventi estremi” e “di promuovere un’azione di mitigazione, che contribuisca a contenere i fattori che li determinano”.

Per i vescovi italiani, particolare rilievo avrà in tal senso la Conferenza internazionale Cop 24, che si terrà a Katowicze in Polonia nel dicembre 2018: è un’occasione “per ripensare ed approfondire le iniziative contro il mutamento climatico avviate tre anni fa dalla precedente Cop 21 svoltasi a Parigi”. Sarà importante, “che l’Italia svolga un ruolo attivo e lungimirante in tale contesto, proponendo impegni realistici ed ambiziosi per l’azione della comunità internazionale. Il criterio sarà quello di un bene comune inteso in prospettiva ampia, ad includere le generazioni future e tutte le creature”.

L’essere umano nello svolgere la sua vocazione cristiana deve essere in grado di custodire la terra per farsi, “carico…delle fragilità ambientali di fronte agli impatti del mutamento, in una prospettiva di cura integrale”.

Da ultimo, un richiamo alla dimensione ecumenica, dal momento che si tratta di “una sfida che le Chiese cristiane stanno imparando ad affrontare assieme, riscoprendo in orizzonte ecumenico l’impegno comune per la cura della creazione di Dio. La celebrazione condivisa del Tempo del Creato è anche un segno importante nel cammino verso la comunione tra le Chiese: ne ha dato una testimonianza importante il messaggio inviato nel 2017 da Papa Francesco col Patriarca ecumenico Bartolomeo I di Costantinopoli.

Insomma, intraprendere un rinnovato stile di vita, dove la comunione con gli altri uomini è l’elemento determinante per le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti scaturisce da una grande attenzione nei confronti del creato, pensando che esiste una grande reciprocità tra noi, il prossimo, la creazione e Dio.

Nel prenderci cura del creato, noi constatiamo che Dio, tramite esso, si prende cura di noi, poiché l’approccio cristiano mette Dio creatore al primo posto, l’uomo come prima creatura e il creato come dono di Dio all’uomo affinché nel creato l’uomo, ogni uomo, tutto l’uomo si sviluppi e faccia sviluppare lo stesso in tutte le sue componenti: uomini, animali, piante.

La visione cristiana è il camminare insieme dell’uomo e dell’ambiente verso Dio. “La nostra celebrazione non può, però, dimenticare le ferite di cui soffre la nostra terra, che possono essere guarite solo da coscienze animate dalla giustizia e da mani solidali.

Guarire è voce del verbo amare, e chi desidera guarire sente che quel gesto ha in sé una valenza che lo vorrebbe perenne, come perenne e fedele è l’Amore che sgorga dal cuore di Dio e si manifesta nella bellezza nel creato, a noi affidato come dono e responsabilità.

Con esso, proprio perché gratuitamente donato, è necessario anche riconciliarsi quando ci accorgiamo di averlo violato”.

Napoli, 30 agosto 2018