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Cercasi disperatamente volontari per sostituire neon fulminati ad Afràgola

di O’ndleò

 

Nell’autunno del 2016, ti eri appena iscritta all’Università e con tutto l’entusiasmo del mondo, iniziasti a frequentare il complesso universitario di Monte Sant’Angelo e conoscesti quella parte di città.

Passando per l’entrata della cittadella universitaria notai che stavano realizzando lo scavo per la costruzione di una fermata della metropolitana.

Ti dissi: “Forse quando preparerai la tesi, verremo sin qui in metro”.

Ovviamente ti sei laureata e lo scavo è ancora lì.

In un’intervista a “Io Donna”, del 5 Dicembre 2010, Amanda Levete, archistar di fama internazionale, stima l’inaugurazione della fermata della metropolitana a Monte Sant’Angelo per maggio 2012. …”.

“Monte Sant’Angelo i cantieri del metrò riaprono dopo 4 anni” 06 giugno 2015, Repubblica Napoli

“Napoli, ecco la stazione della metropolitana a monte Sant’Angelo. De Luca:” Investiamo 250 milioni”, 9 ottobre 2017, Mattino Napoli

Ad accogliermi, in questi tre anni, è stata la Grande Vulva di Anish Kapoor, con la voluttà delle sue Piccole Labbra che, al mio sguardo sembravano allargarsi e risucchiarmi per collegarmi con la Grande Bellezza.

Eccola, la meravigliosa pudendo muliebre, distesa e senza veli nell’inconsolabile pena per l’attesa di essere penetrata dallo studente e dal pendolare…con impeto e passione.

Quante e quante volte ho visto politici di alto lignaggio presentarsi a dibattiti, convegni e monologhi televisivi. Lo vedo è lì davanti a me, alla sua destra, poggiato sul tavolo c’è un bicchiere d’acqua. Si umetta le labbra e parte concelebrando con tutta la fuffa di cui è capace e mi trastulla con la favoletta quotidiana della prossima apertura della stazione.

Tutti questi banditori, si caratterizzano perché sono gagliardamente umettanti.

L’essenza umettante gli deriva dall’avere, in forma ormai stabile che faccia caldo o faccia freddo, piova o ci sia il sole, una certa occlusione delle vie respiratorie superiori che risolvono tirando su con il naso per assorbire tutto quel ben di dio: preziosi elementi nutritivi che li fortificano.

Quindi cosa c’è di meglio che un bel trattamento succoso h24 per farsi passare l'ansia da prestazione politica?

Ecco con chi ho a che fare, io cittadino campano.

Superato lo scoglio Monte Sant’Angelo, optasti per la Magistrale.

Dopo varie e approfondite indagini scegliesti di andare al Nordde.

Tutto perfetto! Tutto ok! Iscrizione fatta.

Arriva il giorno della partenza, da effettuare solo e orgogliosamente con trasporto pubblico.

Partenza da Afràgola, altrimenti detta Napoli/Afragola, prima delle 07:00.

Sveglia alle 04:30, si esce da casa alle 05:00.

Il percorso stradale è da vero esploratore al buio e sullo sterrato, tra cumuli di rifiuti, erba che arriva al secondo piano della reggia di Caserta.

Dopo varie peripezie e calamità superate, ecco spuntare nel buio il gioiello, la cattedrale, il simbolo del sol dell’avvenire campano, costato decine di milioni di euro, progettato da Zaha Hadid.

Qualcuno ha contato che la stazione di Napoli Afragola ha avuto ben cinque inaugurazioni.

Urca!

Nessuno all’orizzonte, solo molta vigilanza.

Una parola va spesa per la vigilanza. Il mio antennista di fiducia è stato assunto nella vigilanza. Ad Afragola da poche parole scambiate, nelle righe successive il resoconto, ad occhio e croce sono, onesti lavoratori, che prima svolgevano attività varie, tipo: il cucuzzaro, il rigattiere, il ferraiolo, il verduraio e…

Per Afràgola il primo appello che faccio è: “Cercasi disperatamente volontari per sostituire neon fulminati”.

Infatti, la cattedrale a forma di utero è gigantesca, colossale, mastodontica e sovradimensionata…e con i neon fulminati.

Scusate, mocciolosi, ma dove sono i passeggeri in un posto situato in inculonia e non collegato, se non dalla munnezza, al resto dell’universo mondo?

Uuusc (tirata su di naso):”Vedrete a regime sarà la porta del sud”, mi avete dato da bere.

Poco distante un’altra archistar, Renzo Piano, ha realizzato un centro commerciale, il Vulcano Buono, a forma di cono/vaso da notte, con un’enorme piazza centrale che avrebbe dovuto fare da polis, circondata da negozi. Il centro è aperto da anni, ha sempre subìto la concorrenza degli altri centri commerciali costruiti nelle vicinanze.

E’ un’altra porta del sud che si è sgarrupata!

Pensiamo al viaggio, piuttosto.

Arrivati in stazione parcheggiamo, prendiamo il bagaglio dal baule dell’auto e ci avviamo verso i binari. Saliamo la lunga lunga scala mobile, 0 persone 4 vigilanti, arriviamo in cima, desolazione completa.

Percorriamo un lungo percorso, che si divide poi in due (le trombe di Falloppio?) è lungo queste salpingi che dovrebbe nascere una ipotetica galleria commerciale, riusciamo a decifrare i cartelli, intanto o’ Cucuzzaro&Co. manco ci notano.

Ecco il nostro binario: è il numero 1. La prima impressione è essere sul binario 21 di Milano centrale, tanta è la desolazione che avverto.

Piccola digressione, la studentessa porta 2 valigie, zeppe di cose e pesantissime, la più grande è superata in altezza dalla studentessa di soli 10 cm, tanto è grande.

Trovato il binario 1/21, per accedere ai treni c’è da scendere l’ennesima barriera: la scala mobile.

Alla luce della questione peso/altezza chiedo al Cucuzza di poter scendere la scala santa e aiutare a salire la super valigia sul treno.

Il Cucu mi fa:”Ai sensi dell’Estratto del Regolamento per l’accesso alle banchine, non sono ammessi accompagnatori all’interno dell’area di servizio”.

Scusi capo (perché anche il parcheggiatore abusivo appena ha un cappello in testa è u capo), ma ci siamo solo noi qui, vista la reale e tangibile necessità…

Niente da fare!

Un altro vigilante si offre di accompagnarla sul treno.

Vabbè, saluto veloce e fugace. Vai per la tua strada e non dimenticare la Vulva, Falloppio, l’Utero e le salpingi.

Rassegnato ritorno al parcheggio, per prendere l’auto (a ritroso riattraverso la tromba sinistra, ridiscendo dal monte servendomi della scala mobile), pago alla cassa automatica e mi avvio all’uscita, mi fermo di fronte alla barriera, introduco il biglietto e attendo.

Niente, nada de nada, schiaccio il pulsante di soccorso, dopo un tempo interminabile mi risponde una donna con la voce impastata di sonno: “ Cosa desidera?”. Mi scusi volevo invitarla a cena…Non capisci che devi aprirmi?

Inizia a sorgere il sole, mentre mi allontano nella campagna mi godo il paesaggio fatto di rifiuti, erbacce e qualche solitaria carcassa di auto.

Un’ultima chicca, passata 1 ora dalla partenza, ti chiamo e ti chiedo del Cucuzza che ti ha accompagnato al treno.

Cito:”Quel truzzo, mi ha lasciata sul binario ed è andato via”.

Napoli, 30 ottobre 2019