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Carceri: Radicali Italiani chiede a de Magistris il garante dei detenuti per la città di Napoli
di Fabrizio Ferrante

La campagna elettorale è in corso e nell’ambito dei tavoli indetti da +Europa con Emma Bonino a Napoli, va avanti anche l’iniziativa politica di Radicali Italiani sul fronte giustizia. A Poggioreale è partita questa mattina una raccolta firme in calce a una proposta sul punto di approdare sulla scrivania del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Si tratta dell’istituzione del garante dei detenuti per la città metropolitana di Napoli, chiesta da Radicali Italiani, segnatamente dal dirigente nazionale Raffaele Minieri.

Nella lettera che sarà indirizzata al primo cittadino del capoluogo campano, corredata da tutte le firme che i radicali riusciranno a raccogliere a sostegno della proposta, si fa riferimento alla presenza di quattro strutture penitenziarie (Poggioreale, Secondigliano, Pozzuoli, Nisida e forse un giorno Nola ) sparse sul territorio della Città Metropolitana.

“Tali strutture – si legge nel documento indirizzato al sindaco – sia per le caratteristiche del territorio sia per il patologico e costante sovraffollamento carcerario ospitano, secondo le statistiche del Ministero della Giustizia, complessivamente oltre 3.500 detenuti”. Di questi oltre 2.200 sono rinchiusi a Poggioreale in circa 1.600 posti disponibili ma la ratio della proposta risiede nel fatto che il solo garante regionale non è ritenuto sufficiente per monitorare le tante complessità presenti nelle carceri napoletane.

Città Metropolitana chiamata in causa direttamente nella lettera al sindaco – già in distribuzione a chi sottoscrive l’appello ai tavoli – in relazione agli oneri e ai doveri nei confronti dei parenti dei cittadini detenuti. A proposito di questi ultimi, nella proposta si ricordano i doveri della Città Metropolitana tenuta “a fornire una pluralità di servizi (dai trasporti all’accoglienza dei familiari) e ad essere gravata da plurimi oneri nei confronti di tali soggetti”. Dunque anche per tutelare al meglio i bisogni dei parenti, oltre che dei detenuti, si richiede una “figura autonoma di garanzia”.

Compiti del garante, si legge nella lettera a de Magistris, “promuovere l’esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita civile delle persone detenute, vigilando altresì sul rispetto dei loro diritti: lavoro, formazione, cultura, salute, affettività”. L’istituzione del garante dei detenuti per una singola città in aggiunta a quello regionale non sarebbe una novità assoluta, essendo già presenti figure di questo tipo a Cagliari e a Reggio Calabria. Realtà che, si legge nella proposta, “pur nella loro complessità si trovano in situazioni sicuramente non paragonabili a quelle di Napoli sia per estensione del proprio territorio sia per densità della popolazione residente”.

I tavoli dove si potrà firmare per dare maggiore forza alla proposta (che di per sé non necessita di firme per poter essere presentata) continueranno durante le prossime settimane con cadenza quasi quotidiana all’esterno del carcere di Poggioreale, come anche in altre zone della città nell’ambito delle iniziative di +Europa e Radicali Italiani. All’iniziativa ha aderito anche l’associazione degli ex detenuti organizzati di Napoli diretta da Pietro Ioia.

Napoli, 24 gennaio 2018