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You Can Leave Your Hat On, uno striptease ironico e sensuale
di Emanuela Cristo

E’ una delle canzoni più famose al mondo, è diventato il “brano da striptease” per antonomasia e ne esistono numerose cover. Eppure, non tutti sanno che la versione originale non è quella cantata da Joe Cocker e inserita nella colonna sonora di 9 Settimane e ½. You Can Leave Your Hat On è un brano del cantautore losangelino Randy Newman.

Baby, take off your coat
Real slow
Take off your shoes
I’ll take off your shoes now
Take off your dress
Yes, yes, yes
You can leave your hat on

Randy Newman, cantautore dalla vena ironica

Randall Stuart Newman è un cantautore statunitense conosciuto per aver composto numerose colonne sonore (ha all’attivo venti nominations agli Oscar e due statuette vinte) ma soprattutto per il tono particolarmente satirico dei testi delle sue canzoni. Lui stesso definisce i narratori dei propri brani “narratori inaffidabili”. Questo perché il suo punto di vista, quello di Randy, nelle canzoni sparisce. È il protagonista del brano che parla e tutto è filtrato dalla sua personale lente. Per questo motivo è possibile cantare un pezzo nei panni di uno schiavista (Sail Away) o di un fanatico nazionalista americano (Political Science), o addirittura di Dio (God’s Song).

Questa particolare ironia è la nota caratteristica di Newman ed è presente anche in You Can Leave Your Hat On, brano scritto nel ’69 e inserito nel suo quarto album del 1972, Sail Away. Il disco affronta, con lo stesso tono apparentemente leggero e uno stile semplice e melodico, temi come il razzismo o la politica imperialista americana.

In You Can Leave Your Hat On il protagonista è un uomo che chiede alla propria partner di spogliarsi e muoversi per lui in maniera sensuale, concedendole, ironicamente, di tener su il cappello. Il pezzo ha un andamento blues, Newman ripete ipnoticamente gli stessi accordi al piano fino alla fine. Degni di menzione sono sicuramente anche l’inserimento della chitarra slide e i riff di Ry Cooder. Negli anni, il brano è stato rifatto da molti cantanti, ma la versione che ne ha consacrato il successo è stata senza dubbio quella cantata da Joe Cocker.


Randy Newman – You Can Leave Your Hat OnYou Can Leave Your Hat On nella storia del cinema e della musica

Nel 1986 You Can Leave Your Hat On trascinò al successo l’album Cocker del cantante inglese, oltre a consacrare come uno dei film maggiormente rappresentativi del decennio 9 Settimane e ½, di Adrian Lyne, che lanciò la carriera dei bellissimi protagonisti Mickey Rourke e Kim Basinger. La colonna sonora della pellicola raccoglieva, in effetti, grossi nomi: da Brian Ferry agli Eurythmics a John Taylor dei Duran Duran. Ma fu sicuramente il brano cantato da Joe Cocker che ne divenne il più rappresentativo, anche per il fatto che è sulle sue note che Kim Basinger si produsse in uno degli spogliarelli più celebri del cinema, in un gioco d’ombre attraverso una tendina, davanti agli occhi di un divertito Mickey Rourke.

Rispetto alla versione originale di Newman, quella di Cocker risulta più travolgente, anche grazie all’interpretazione soul del cantante e alla sua voce roca e graffiata. Un importante elemento di novità fu l’aggiunta di una sezione di fiati – sax, tromba e trombone – che contribuì alla complessiva carica emozionale ed erotica del brano.

Altro spogliarello, altra corsa: la cover di Tom Jones

Undici anni dopo il film di Lyne, un altro regista inserì nella colonna sonora del suo film You Can Leave Your Hat On. Parliamo di Peter Cattaneo e del suo The Full Monty che racconta con sapiente umorismo le peripezie di un gruppo di squattrinati uomini di Sheffield che per sbarcare il lunario, in un periodo di grande crisi economica, decide di darsi agli spogliarelli in serate per sole donne. Anche in questo caso la colonna sonora è di tutto rispetto: You Sexy Thing degli Hot Chocolate, Hot Stuff di Donna Summer, e ancora Wilson Pickett, Irene Cara e tanti altri.

Neanche a dirlo, il brano di Newman accompagna la scena dell’esilarante spogliarello finale del film, ma questa volta è cantato da Tom Jones. La versione di Jones è leggermente più ironica e meno sensuale di quella di Cocker, ma mantiene la presenza dei fiati.

Il destino di una canzone

Quando la scrissi avevo ventisei anni e per me non rappresentava altro che un divertente scherzo. Anni dopo iniziai invece a prenderla molto più seriamente”.

Randy Newman

Quando Newman presentò You Can Leave Your Hat On ai suoi discografici, questi ultimi si mostrarono restii a pubblicarla, giudicandola troppo “spinta”. Ma il parere dell’autore a riguardo è differente:

“Ho sempre pensato al protagonista di questa canzone come ad un compagno piuttosto debole, la cui donna potrebbe letteralmente spezzarlo in due, se solo volesse. In fondo lui non le sta chiedendo molto, solo un piccolo spogliarello privato. Joe Cocker e Tom Jones l’hanno resa una hit incidendone una versione molto più sensuale della mia.”

Che per Newman fosse poco più che un divertissement oppure no, quello che è certo è che ha consacrato una scena cult della cinematografia e soprattutto è diventato uno di quei brani iconici in grado di riportare subito alla mente determinate suggestioni. Basta ascoltarne le prime note per iniziare a mimare goliardicamente il gesto di togliersi gli indumenti. You Can Leave Your Hat On è ormai il brano da striptease per eccellenza.

Napoli, 17 maggio 2022