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Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia

Siamo immersi in una crisi nella quale pare manchi, nella politica, la capacità razionale dei soggetti di dominare la realtà, di costruire risoluzioni che rispondano ai bisogni reali delle popolazioni.

L’interesse comune richiede di fare ordine in una gerarchia di priorità. Ed è necessario esprimersi con parole significative e sagge.

Le parole della politica si manifestano nello scorrere di un fiume di comunicati stampa, di prese di posizione, di modi di dire che non hanno riferimento forte alla quotidianità della vita.

Assistiamo talvolta ad uno scambio di messaggi tra soggetti impegnati in sterili personali polemiche.  La politica, quindi, sembra esaurirsi in vuoti dibattiti nel segno della provvisorietà, dell’autoreferenzialità.

Eppure la politica, crediamo, sia la scienza dei bisogni del futuro.  Invece essa oggi è priva di un’idea, del progetto, della necessaria speranza.

Il negare la speranza equivale ad opporsi a possibili obiettivi comuni: quindi non si pensa al dialogo,al confronto, ad una visione possibilmente innovativa.

In tale condizione la pazienza di costruire la Città viene meno, anche perché siamo in presenza della crisi della democrazia sostanziale ridotta alla enfatizzazione del momento elettorale mentre decade dal punto di vista morale.

C’è chi teorizza machiavellicamente la sospensione della morale rispetto alla politica. È grave errore insistere in tal modo nella prassi.

La politica è scienza morale perché è scienza del rapporto tra gli uomini e tale rapporto suscita necessariamente gli interrogativi essenziali della morale.

Noi delle “Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia” non ci meravigliamo della regressione alla quale assistiamo alla vigilia delle elezioni politiche.

Siamo preoccupati insieme ad un gran numero di donne ed uomini. Abbiamo sempre lavorato , spesso inascoltati anche da quanti si agitano alla ricerca di
responsabilità diffuse assolvendo se stessi, su problematiche a servizio dei cittadini, non tradendo il ruolo che è proprio delle Assise e la nostra vocazione.

All’attenzione dell’intero Paese la mancata bonifica, il disastro ambientale, lo spreco dei fondi pubblici evidenziati dalla recente sentenza che riguarda Bagnoli, accolta anche con qualche spropositata reazione giuridicamente infondata.

Estremamente lungimirante e degna di apprezzamento e di adeguata valutazione storica l’opera dell’avvocato Gerardo Marotta e nostra , alla pari dell’azione intrapresa da due decenni almeno in difesa delle popolazioni colpite dal disastro ambientale , dalla criminale gestione dei rifiuti e dalla assenza di impegno sulla condizione del centro storico.

A cuore del Fondatore dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici fu la “tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…” come prescrive la nostra Costituzione.

Ricordiamo che il Presidente dell’Istituto Superiore di sanità ha dichiarato nel gennaio scorso che “la peggiore zona in cui nascere in Europa è l’area metropolitana di Napoli con un gap di otto anni in termini di aspettativa di vita rispetto ai Paesi UE”. Ebbene Marotta, che aveva denunciato con le Assise di palazzo Marigliano tale tragica realtà, fu snobbato e considerato un profeta di sventure dagli stessi che oggi tendono a nascondere questo tragico dato statistico che condanna a morte prematura i giovani della nostra terra.

In continuità con l’evidente disinteresse per la qualità della nostra vita valutiamo i criteri di scelta delle candidature per le prossime elezioni politiche. La mancanza di idee e proposte unitamente a promesse incredibili sono spiegabili e costituiscono al tempo stesso conseguenza e premessa di ulteriore insoddisfacente esercizio del potere da parte di chi sembra prendersi gioco dei cittadini.

Ad un anno dalla scomparsa di Gerardo Marotta ci sembra giusto riproporre alcune sue parole: “ le classi dirigenti di oggi non hanno in prevalenza amore per la vera cultura e per le grandi tradizioni culturali, non sono dotate di spirito filosofico che è quell’intuito che deve guidare l’uomo politico. ….Dobbiamo dire che il dopo-Croce è caratterizzato da una smobilitazione teorica, da un torpore etico e da una precipitosa sostituzione negli intellettuali e nei partiti politici degli affetti privati agli affetti pubblici”.

Ancora un grande compito da intraprendere e forse, paradossalmente, la nuova, essenziale riforma da mettere in campo è quella di realizzare il dettato dell’art.49 della Costituzione affinchè i cittadini possano “concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” e possano sperimentare la vera democrazia. Le nostre assemblee elettive devono praticare quella democrazia che rappresenta un processo valido di sviluppo e di crescita sociale che oggi la nostra storia reclama.

L’esercizio della democrazia partecipativa, e quindi l’esaltazione del ruolo della maggioranza e dell’opposizione possono farci uscire dalla distorsione nella quale siamo, che non considera le radici profonde delle problematiche presenti nella nostra storia e che chiama democrazia la contrapposizione tra singoli soggetti, come era costume tra i ‘dominus’ di un tempo, oggi in un tempo che rifiuta il potere come esercizio di ‘dominio’ in un Mezzogiorno d’Italia che attende giustizia, che ha diritto di vedere la nascita di una virtuosa classe dirigente.

Giuseppe Comella Presidente del Comitato Scientifico,

 Francesco de Notaris Coordinatore delle Assise,

 Francesco Iannello Segretario Generale delle Assise

Napoli, 8 Febbraio 2018

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