ven 26 FEBBRAIO 2021 ore 07.47
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All’origine del nostro caos politico
di Carlo Gimmelli

Parafrasando il nostro conterraneo Antonio Lubrano, la domanda nasce spontanea: ma chi è Matteo Renzi, l’ex concorrente della Ruota della fortuna di Mike Bongiorno?

Un abile pokerista di provincia, rottamatore dei nemici e imbalsamatore dei potenti o un politico di razza vittima dall’ego fuori norma e capace di dissipare in pochi anni un consenso forse troppo precoce e smisurato che lo ha fatto sbarellare? Forse entrambe le cose o nessuna delle due: di certo da golden boy della politica politicante, predestinato ad essere il successore, dalla faccia presentabile da boy scout, di mister B. è passato in pochi anni, in politica una eternità, al poco invidiabile primato di essere il politico meno amato
fuori dal proprio cerchio magico.

Eppure, neanche a dirlo, lui che non perdeva occasione per irridere le bocciofile autodefinitesi partiti, salvo poi servirsene e disfarsene per puntellare la propria maggioranza, è riuscito con il suo miniclub a scalzare il Professore foggiano, almeno sulla carta il politico più amato.

Sempre sul filo, sempre un equilibrista impacciato sul punto di sfracellarsi al suolo ma che, ammaccato e indebolito, riesce ad arrivare al traguardo! Anche stavolta, in piena pandemia, ha lanciato i dadi, si è preso gli insulti della cosiddetta opinione pubblica, ma è riuscito a mettere a nudo una crisi di sistema che non ha voluto e saputo creare gli anticorpi per difendersi da quelli come lui.

Ha portato il pallone agli amici poveri, non lo hanno fatto giocare e se lo è riportato: non gioco io, non gioca nessuno. Applausi!

Con gli stessi maledetti dadi ha messo in crisi i suoi rivali di sempre, i Pentastellati, prima facendogli turare il naso nell’alleanza con “il partito di Bibbiano”, poi tirando fuori dal cilindro il nuovo “Messia politico”, quel professor Draghi che la base grillina vede come Superman la criptonite e gettando le basi per una improvvida ma concreta ipotesi scissione. E’ riuscito a far invecchiare precocemente il suo nemico giurato Grillo che nel 2013 lo sbeffeggiò pubblicamente in una memorabile diretta streaming a Montecitorio,
fino a qual momento inviolato santuario della politica, sembrava l’inizio di una nuova era e, in parte lo è stata, poi la stanza dei bottoni ha ingolosito i nuovi Robespierre, ma questa è un’altra storia!

C’è chi sostiene che sia l’unico vero politico rimasto su un palcoscenico di parvenu e improvvisati, uno che mentre ti offre il caffè ha già il pugnale nascosto dietro la schiena, un residuo vagante della vecchia e nuova DC, uno che, in fondo, se il paese va a rotoli lo considera una fortuna politica per azzerare, rimischiare il mazzo e ripartire e poi… poi pazienza se ci sarà qualche decina di migliaia di aziende che, in questa passata di poker, chiuderanno o qualche poveraccio che deciderà di tirare le cuoia.

E’ la politica bellezza!!

Napoli, 7 febbraio 2021