lun 19 NOVEMBRE 2018 ore 01.38
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Accordo UE sulla questione migranti.
Il Ministro degli interni Salvini: “per il momento abbiamo portato a casa settanta”. Il premier Conte soddisfatto “all’ottanta”.

di Maria Teresa Luongo

Habemus accordum. Il Consiglio europeo ha finalmente adottato conclusioni sulla spinosa questione delle migrazioni e subito i politici italiani si infervoriscono, chi di entusiastica soddisfazione (non proprio sensata) e chi di pedante recriminazione.

Un accordo in dodici punti che non è perfetto, ma la perfezione è un ideale a cui aspirare e oggettivamente difficile da raggiungere. Non è però neppure molto chiaro in termini di “obblighi”, ma il concetto di obbligo nel contesto internazionale non ha senso, nessuno Stato può essere costretto a far nulla. E non è risolutivo del problema migrazione che comunque non è un problema che può essere risolto così, con un accordo in dodici punti. E già tutto questo ci induce a smorzare questo entusiasmo e questa soddisfazione. Ma l’Italia si è fatta valere. Così dicono.

Nell’accordo si introduce il concetto di “piattaforme di sbarco regionali” che dovrebbero operare distinguendo le singole situazioni, nel pieno rispetto del diritto internazionale, in stretta cooperazione con paesi terzi interessati nonché l’UNHCR e l’OIM. Al punto 6 leggiamo che sul territorio dell’UE, coloro che sono salvati, in base al diritto internazionale, dovrebbero essere presi in carico sulla base di uno sforzo condiviso attraverso il trasferimento in centri controllati istituiti negli Stati membri, solo su base volontaria ( che significa? Se si fa riferimento alla volontarietà, l’evanescenza di questa collaborazione già così difficile diventa inevitabile. Enfatizzare la volontarietà della collaborazione in un contesto, quello del diritto internazionale, che già di per sé opera sulla base di una scelta volontaria degli Stati di adeguarsi a delle norme sovranazionali, senza che si possa in alcun modo pensare ad una vincolatività effettiva, non è il massimo) al fine di distinguere tra migranti irregolari, che saranno rimpatriati, e quelli che necessitano di protezione internazionale per i quali si applicherebbe il principio di solidarietà. Tutte le misure nel contesto di questi centri controllati, compresi il trasferimento e il reinsediamento, saranno su base volontaria.

Molto interessante l’ulteriore punto in cui ci si impegna ad evitare i “movimenti secondari” dei richiedenti asilo tra Stati membri. Gli Stati membri dovrebbero adottare tutte le misure legislative e amministrative interne necessarie per contrastare tali movimenti e cooperare strettamente tra loro a tal fine. Quindi cosa dobbiamo ricavare? Se “ci si impegna ad evitare” questi movimenti ulteriori all’interno degli Stati dell’UE implicitamente si sta dicendo che queste persone dovranno restare nello Stato di approdo? Chi arriva in Italia dovrà restare in Italia? Non sembra essere questo un risultato soddisfacente per il nostro Paese che, ovviamente, vorrebbe la libera circolazione.

Alla fine il premier Conte e il ministro degli interni Salvini hanno dichiarato di essere soddisfatti l’uno all’ottanta per cento, l’altro al settanta. Eppure il commento ironco del premier su quel dieci per cento di differenza la dice lunga. “Devo confessare, c’è una lieve differenza con Salvini, un lieve disaccordo, ci prendete qui in castagna. Lui, ho letto la dichiarazione al volo questa mattina e me l’aveva anche anticipato al telefono, lo valuta buono al settanta per cento. Io direi all’ottanta” dice Conte in conferenza stampa. I maligni potrebbero pensare che dopo quella telefonata il Presidente del Consiglio ci abbia riflettuto su e abbia ritenuto più saggio fare una valutazione non completamente coincidente con il suo vice per evitare di corroborare le tesi che lo vogliono un premier fantoccio, voce pubblica e facciata di un governo alla fine guidato da i Ministri Di Maio- Salvini. Allora aggiungiamoci questo dieci per cento di soddisfazione che male non fa.

Corrispondenza d’amorosi sensi? Empatia all’ennesima potenza? Due corpi, un unico pensiero? No, perché c’è quel 10% che pesa. Come una piuma.

Napoli, 30 giugno 2018