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Non c’è tempo da perdere
di Maria Teresa Luongo

Non c’è più tempo!; Quanto tempo è passato!; C’è un tempo per vivere e un tempo per morire, un tempo per amare e un tempo per odiare…(Qoelet);..Or non è più quel tempo e quell’età (Carducci) etc.: sono sterminati i motti, i proverbi, i trattati filosofici, storici, teologici che hanno per oggetto
questo Dominus dell’esistenza umana.

La fisica Galileiana crolla se studiamo i fenomeni che avvengono a velocità prossime a quella della luce per i quali, semplificando, si può dire che avvengano in un tempo nullo .

E se tentiamo strade più facili di quelle scientifiche ci possiamo imbattere in scritture “estreme” (F. Rella Proust e Kafka-Feltrinelli 2005) come “A la recherche du temps perdu” di Marcel Proust col risultato di trovarci, dopo la lettura dei sei ponderosi romanzi, distrutti e con la malinconica sensazione di aver solo perso tempo e senza nemmeno la consolazione che l’Autore trova (forse) nel suo ultimo “Il tempo ritrovato”.

Siamo di passaggio in questa vita e il tempo perduto non tornerà. Ma quale è la parte che è stata perduta? I giorni e le ore delle passeggiate col primo primo amore?

Gli anni, i mesi, i giorni, le ore, impiegati per realizzare i nostri fini qualunque essi fossero?

Militia est vita hominis super terram dice il celebre versetto di Giobbe ripreso anche da Seneca.

E’ questa militia il significato dell’esistenza: una lotta per l’etica della politica (Il bene della collettività), una lotta aiutare i più deboli; una lotta, a volte solitaria, per smascherare gli impostori e i luoghi comuni, una lotta coraggiosa per il bene comune.

E questo “tempo” che ci domina e definisce i passi della nostra vita?

Rimane un mistero ma possiamo almeno dire qual è quello perduto: è quello passato senza lottare, senza militia .

Napoli, 30 giugno 2018

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