Inter – Napoli 3-2: Non fartela raccontare. Giovanni Della Pietra. Nola
Inter – Napoli 3-2: Non fartela raccontare
di Giovanni Della Pietra
Nell’anticipo delle 18 del sabato sera della 3^ giornata di Serie A, il calendario propone uno dei grandi classici degli ultimi anni del nostro campionato: a San Siro, è Inter-Napoli. La sfida termina con uno spettacolare 3-2: la doppietta di Lautaro Martinez e la rete di Thuram ribaltano l’iniziale doppio vantaggio azzurro firmato da Politano e Højlund.
Highlights
Dopo appena due minuti, Meret è già chiamato ad una grande parata dal tiro dal limite di Diouf. Il Napoli risponde con l’inserimento di Anguissa sul cross di Alisson: Pepo Martinez è presente! Allo scadere del primo tempo, Dimarco centra la traversa da calcio di punizione.
La gara si sblocca al 49’: la pressione azzurra porta Politano a trovare il decisivo colpo di biliardo. Una disattenzione della retroguardia nerazzurra consente a Højlund di ricevere palla indisturbato al limite dell’area: il danese trova l’angolino vincente. Il Napoli raddoppia.
Passano solo pochi minuti e l’Inter accorcia le distanze. Azione nerazzurra codificata: Zielinski serve Dimarco sulla corsa, che premia il taglio di Lautaro. Thuram annusa il gol del pari, fermato solo dal palo. Poco dopo, il francese trova di testa il 2-2.
Minuto 89: De Bruyne crossa, Lucca colpisce al volo, Anguissa devia il pallone. La palla finisce fuori di un soffio. Capovolgimento di fronte: il traversone di Jones crea una mischia in area, Akanji tocca per Lautaro. È 3-2 Inter!
Il punto Della Pietra
Inter-Napoli, Stadio San Siro: 3-2, rete decisiva al 90’, 45 tiri totali, 15 nello specchio. Basterebbero questi numeri per raccontare una partita che, altrimenti, condensare in
poche parole sarebbe davvero complesso. Eppure il Napoli era avanti 0-2. La forza impetuosa dell’offensiva interista e un pizzico di sfortuna hanno ribaltato lo scenario. Un thriller di quelli che tengono con il fiato sospeso. Ma andiamo per gradi.
L’Inter si schiera con il canonico 3-5-2, con Zielinski in regia e Pio Esposito scelto per affiancare Lautaro in attacco. Il Napoli di Allegri va verso un 4-3-3 disegnato in grafica, con Spinazzola e Alisson di nuovo padroni della corsia mancina. Sciolto anche il dubbio della vigilia: Vergara sostituisce McTominay, alle prese con un problema cardiaco. A lui, gli auguri di pronta guarigione.
Il terreno verde, però, dice 5-4-1 con Politano a coprire l’ampiezza e Hojlund isolato in attacco. Il copione era prevedibile: l’Inter gestisce il possesso, il Napoli cerca di pungere in contropiede. Sembrerebbe il canovaccio perfetto per una gara bloccata. In realtà, lo 0-0 dell’intervallo è bugiardo: le occasioni arrivano da una parte e dall’altra. Paradossalmente, è proprio il Napoli ad avere la chance più nitida per passare in vantaggio, grazie all’inserimento di Anguissa, che però colpisce centralmente. Allo scadere, la traversa di Dimarco su punizione grida ancora vendetta.
La percezione lasciata in eredità dal primo tempo è che basti poco per stappare un match spumeggiante. Ecco, fatto!
Al 49’, l’Inter, soprattutto con Barella, protesta per un presunto tocco di mano di Lobotka in area. La squadra perde per qualche istante il focus e si disunisce. Il centrocampista pasticcia in impostazione e regala agli azzurri il vantaggio firmato da Politano.
Pochi minuti dopo, i partenopei fiutano l’odore della distrazione. Su un pallone che gli uomini di Chivu battezzano fuori, il Napoli ha tutto lo spazio per impostare una nuova offensiva. Højlund riceve al limite dell’area e trova l’angolino. Gli azzurri sono avanti 0-2.
Da meme si direbbe: “L’Inter ha vinto questa partita”. L’avanzata dell’Inter diventa sempre più pressante e la rete di Lautaro Martinez conferisce quel pizzico di fiducia che serviva. Chivu inserisce tutto l’arsenale offensivo a sua disposizione in un quasi improbabile 3-4-3. Improbabile, se non hai la rosa dell’Inter! Su uno dei tanti cross gettati nella mischia, Thuram stacca sul neoacquisto Badiashile: fa 2-2.
È Serie A, è la terza giornata, è 2-2. Tutto farebbe pensare che le squadre possano accontentarsi di un punto. Non stasera. Non a San Siro. Non in questa pazza, strana partita.
Minuto 90. Ennesima palla in area della difesa nerazzurra. La palla passa tra le gambe di Lucca. Riesce a conquistarla, ma aspetta un secondo di troppo prima di spazzare via: Akanji la pizzica. Diventa buona per Lautaro. Chiudi gli occhi, in un respiro più profondo. Li riapri. Il capitano nerazzurro è in piedi, ad un palmo dai tifosi: è 3-2!
Il Napoli è un cantiere aperto: lascia intravedere ottime idee, ma anche problemi strutturali nella gestione della seconda parte di gara. L’Inter, checché se ne dica nello stantio gioco delle parti, è la principale favorita per conquistare il Tricolore. Per il resto, è una partita fuori da ogni schema: l’unico errore è stato… non guardarla!
Pagelle
Lautaro Martinez 7: Sempre sul filo: della marcatura, del fuorigioco e anche del cartellino rosso. Da leader, dà la scossa emotiva e di gioco alla squadra: trova il gol che riaccende la speranza. Prende giallo per proteste, cerca un improbabile colpo su Rafa Marin a sfera lontana e trova la rete decisiva nel recupero. Insomma, parkour.
Anguissa 6.5: ara diligente del centrocampista camerunense. Fondamentale in fase di non possesso, poco cinico in fase offensiva. Ha almeno un paio di buone occasioni sui piedi, ma gli manca la necessaria cattiveria per concretizzarle. Nella ripresa è l’unico centrocampista azzurro capace di dare sostanza e fisicità alla mediana. Che faccia bene o che faccia male, il Napoli non può fare a meno di lui. Insostituibile.
Arbitro
Sozza 7: Il milanese, arbitro sgradito all’Inter, ad arbitrare Inter-Napoli: ci sono tutti gli ingredienti per creare qualcosa di esplosivo. Conduce una partita di grande spessore, mantenendo alta la linea del fallo secondo la nuova direttiva Orsato e conservando autorevolezza in campo. Risolve coerentemente gli episodi spinosi della gara: non sono stati pochi. Contatto tra Rrahmani e Pio Esposito: linea alta, niente rigore. Tocco di mano di Lobotka: impensabile fischiare penalty per un tocco casuale nel cercare di spostarsi intorno all’avversario. Lautaro su Rafa Marin: a mio avviso, il capitano nerazzurro cerca un corpo a corpo che non trova, rendendo la dinamica più pericolosa. Nell’episodio Santos-Zielisnki, il polacco controlla in area con l’intervento del brasiliano che colpisce il pallone: la direzione della sfera aiuta a leggere la dinamica.
Nola, 7 settembre 2026





