mar 21 MAGGIO 2024 ore 14.08
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Risvegli
di Giovanni Della Pietra

 

Il Napoli rimonta il Verona

 

5.3Allo Stadio Diego Armando Maradona, il Napoli guidato da Walter Mazzarri ospita un coriaceo Hellas Verona, allenato da Marco Baroni, rivoluzionato dal mercato e alla ricerca di punti preziosi per la salvezza. Una buona partita, con molte azioni da rete, termina con il gol decisivo del 2-1 per i partenopei all’87° minuto. Il Napoli ritrova la vittoria dopo essersi arenato all’Olimpico di Roma nello 0-0 con la Lazio; gli scaligeri non riescono ad uscire dalle sabbie mobili, subendo la tredicesima sconfitta stagionale.

La partita
Il Napoli giunge alla sfida del Diego Armando Maradona registrando un trend casalingo molto negativo, con il 15° rendimento interno casalingo, ma avendo ritrovato il feeling con la sua gente dopo la vittoria nel derby contro la Salernitana. Il ruolino di marcia dei partenopei non è assolutamente invidiabile: 1 sola vittoria nelle ultime 5 partite di Serie A e soprattutto ben 7 partite senza trovare la rete nelle ultime 10. Trova di fronte un Verona ancorato alla zona pericolosa della classifica, con il 18° piazzamento attuale, ma a pari punti con il 17° posto momentaneamente occupato dal Cagliari e che significherebbe salvezza. Gli scaligeri hanno ottenuto 4 punti nelle ultime 5 partite (vittoria contro l’Empoli e il pareggio nella sfida con il Frosinone) e hanno fatto registrare 3 sconfitte nelle ultime tre trasferte nei campi ostici di Firenze, Milano sponda neroazzurra e Roma. I precedenti sorridono nettamente agli azzurri, vittoriosi per ben 9 volte contro il Verona, con 3 pareggi ed una sola sconfitta, per 3-1 al Bentegodi.

All’andata si impose il Napoli allora di Rudi Garcia per 1-3, mentre il risultato più prossimo al Maradona è lo 0-0 del 15 aprile 2023, tra un Napoli che passeggiava sul campionato e si permetteva di rimaneggiare la squadra in attesa della 4.3grande sfida Champions contro il Milan e un Verona che mantenne la permanenza in Serie A solo ai play out contro lo Spezia. Doloroso, invece, per i tifosi azzurri il precedente del maggio 2021, quando il pareggio con i gialloblù costò al Napoli la partecipazione alla successiva Champions League.
Sotto la lente di ingrandimento finisce anche Khvicha Kvaratskhelia, che nel Verona trova la sua vittima preferita, 3 reti in 3 partite.
Rispetto alla formazione che ha fermato la Lazio sullo 0-0, il Napoli ritrova pedine importanti, tra cui Frank Zambo Anguissa, reduce dalla Coppa d’Africa e Khvicha Kvaratskhelia, il quale ha scontato la sua giornata di squalifica rimediata in Supercoppa come Simeone e Cajuste. Mancano all’appello ancora il lungodegente Matias Oliveira, il portiere titolare Alex Meret, Natan, Diego Demme, ormai fuori dalla lista dei 25, Victor Osimhen, impegnato nella massima competizione africana, e Piotr Zielinski, alle prese con un affaticamento muscolare e tante voci di mercato. Con il reintegro di questi giocatori, il Napoli ritrova il suo beneamato 4-3-3: con Cajuste a sostituire l’infortunato Zielisnki e il tridente Politano – Simeone – Kvaratskhelia.

A Marco Baroni, invece, l’arduo compito di trovare una quadra alla rivoluzione di mercato in casa Verona: il tecnico scaligero ripropone la stessa formazione della partita contro il Frosinone, con il solo Coppola al posto di Magnani, ma con una disposizione diversa, 4-4-2 con Folorunsho a coprire la fascia destra tra Mario Rui e Kvara.

1La prima frazione di gioco si apre con un Napoli arrembante che subito reclama per un calcio di rigore non fischiato: Kvaratskhelia punta Cabral che lo aggancia a forbice, ma tocca contestualmente la palla e induce l’arbitro a non dichiarare il penalty per gli azzurri. Il Napoli reagisce con il solito esterno georgiano che trova la conclusione in due frangenti: prima al 9’ servito da Lobotka, Kvara centra la porta, ma trova l’opposizione di Montipò; così come al 12’ il numero 77 azzurro colpisce al volo su una palla ribattuta fuori dall’area di rigore, ma Montipò si supera con una parata pazzesca. Il fuoco azzurro però viene gestito bene da un Verona che fa densità nella sua metà campo, costringendo il Napoli ad avere uno sterile possesso palla, che produce poco in termini di occasioni da rete. Tant’è vero che l’ultima occasione della prima frazione è targata Verona con Lazovic che, potendo servire al centro dell’area Folorunsho, preferisce tirare, ma non centra la porta.
Il primo tempo si conclude sul risultato di 0-0, con un Napoli che ottiene il 78% di possesso palla, ma al di là dei primi 12 minuti, crea poco.

La seconda parte di partita inizia con un Napoli timoroso ed il Verona prova a colpire prima con Coppola su una punizione di Suslov con la palla che esce di poco alla destra della porta azzurra e poi con Lazovic, che cerca un tiro dalla media distanza, trovando l’opposizione di Gollini. Il Napoli prova a mettere la testa fuori dalla pressione gialloblù con Lobotka, che al 54’, imbuca per Juan Jesus, che serve Simeone, il quale batte a rete, ma il portiere scaligero riesce in un’importante parata.
L’attacco dell’Hellas culmina nel gol dello 0-1: Suslov calcia una punizione verso il centro dell’area dove svetta Coppola, che indirizza verso l’angolino.

Il Napoli accusa il colpo e si getta a testa bassa all’attacco ricavando una doppia occasione da gol con i suoi subentrati: prima con Mazzocchi che colpisce centralmente dove trova Montipò, poi Lindstrom ribatte verso lo specchio della porta,10 ma trovo un nuovo intervento del portiere scaligero.
Al 78’ il Napoli acciuffa il pari con l’azione personale di Lindstrom in area di rigore, che riesce a servire Ngonge, il quale segna il gol dell’1-1, su cui è fondamentale una fortunosa deviazione di Dawidowicz.
Il Napoli alza la pressione e presidia la metà campo difensiva del Verona cercando di recuperare palla vicino alla porta: ci riesce Kvaratskhelia, serve poi Simeone, che però prima conclude colpendo il portiere avversario e poi ribadisce sopra la traversa. Allo stesso modo, Mazzocchi recupera palla all’87’, serve il numero 77 azzurro, che dipinge una traiettoria deliziosa che si insacca alle spalle di Montipò, per il gol decisivo del 2-1. Rischia il Napoli, su un inciampo di Di Lorenzo, che in area di rigore travolge l’attaccante gialloblù Swiderski. La dinamica mostra che l’inciampo del capitano azzurro è dovuto ad un tocco involontario di Serdar. L’immagine conclusiva della partita è di Kvaratskhelia che con il dito puntato all’orecchio corre sotto la curva invocando l’urlo della gente azzurra festante.

Il punto Della Pietra
Vittoria fondamentale degli azzurri, che riescono a dare nuova linfa alla rincorsa Champions. Oltre che il risultato, questa volta ci sono buone speranze per i primi 20’ minuti di gioco, in cui il Napoli ha espresso un buon gioco propositivo, ma fa paura il black out totale e l’involuzione di inizio ripresa in cui il Verona è riuscito a prendere il sopravvento di un Napoli che sembrava alle corde. Si rivedono tratti del Napoli spallettiano con Di Lorenzo che ritorna nel suo ruolo ibrido di terzino-centrocampista, ma rimane comunque l’attitudine di un Napoli Kvara-centrico, che nelle difficoltà si aggrappa al suo campione, contro il Verona in stato di grazia. Il Verona ha tenuto bene il campo, in cui nel primo tempo ha fatto densità limitando l’attacco azzurro, mentre nella seconda frazione è stato in grado di mettere in difficoltà il Napoli, andando anche in vantaggio.

La classifica di giornata
Il Napoli abbandona la 9° posizione, agganciandola la Roma nelle posizioni che contano per l’Europa, sfruttando la sconfitta della Fiorentina al Via del Mare di Lecce. Vincono, per la lotta Champions, il Bologna, il Milan e l’Atalanta, che batte11 la Lazio nello scontro diretto. Si ferma anche il Toro che perde il treno Champions. Per la salvezza, il Verona sconfitto dal Napoli non riesce a recuperare punti sull’Udinese fermato dal Monza sul pari e sul Sassuolo e Frosinone, che incappano in una sconfitta, ma viene agganciato dall’Empoli che recupera un punto grazie al pareggio casalingo con il Genoa. Fanalino di coda resta la Salernitana. In vetta, l’Inter vince il Derby d’Italia contro la Juventus portando a 4 punti di vantaggio, con una partita in meno. Nel Monday Night la Roma recupera punti sulla zona Champions, battendo il Cagliari con un rotondo 4-0.

Pagelle
Napoli: Gollini 6; Di Lorenzo 6, Rrhamani 6, Juan Jesus 6.5, Mario Rui 5.5 (52’ Mazzocchi 6); Lobotka 6.5 (85’ Dendocker s.v.), Anguissa 6, Cajuste 5 (62’ Ngonge 6.5); Politano 5.5 (62’ Lindstrom 6.5), Kvaratskhelia 7.5, Simeone 6 (85’ Raspadori s.v.). All: Mazzarri 6

Hellas Verona: Montipò 7; Tchatchoua 5, Dawidowicz 6, Coppola 6 (85’ Magnani s.v.), Cabral 5.5; Folorunsho 6.5, Duda 6 (85’ Tavsan s.v.), Serdar 6, Lazovic 6 (81’ Vinagre s.v.); Suslov 6.5 (81’ Silva s.v.), Noslin 5 (60’ Swiderski 5.5). All: Baroni 6

I migliori
Kvaratskhelia 7.5: Un faro nel mare in tempesta. Inizia la partita con giocate da stropicciarsi gli occhi: tocco d’esterno a liberare Lobotka, palla illuminante per Anguissa. Aumentano i dribbling e i passaggi vincenti. Trascina la squadra nel momento di difficoltà, ma sente la flessione di tutta la squadra. Pennella un arco dal limite dell’area che termina alle spalle di Montipò. Kvaravaggio.
Lindstrom 6.5: E chi lo avrebbe mai detto! Cinque minuti di ordinaria (si spera…) follia: inizia a rilento sbagliando pressing e posizionamenti e viene richiamato più volte dai compagni. Si rialza e genera due occasioni da gol, tra cui quella che porta al gol del pareggio. Ha il merito di risvegliare il Maradona.
Montipò 7: Un numero impressionante di parate, tra cui alcune di pregevole fattura: vedi quella sul tiro al volo di Kvara. Mantiene a galla il Verona finchè può, ma Kvara dipinge un arcobaleno che finisce nell’angolo alto della porta da lui difesa, su cui non può nulla

 I peggiori
Tchatchoua 5: Colpa dell’uragano Kvaratskhelia, dovrebbe fermarlo, ma non lo prende mai.
Noslin 5: Non la tocca mai.
Politano 5.5: Parte fortissimo come tutto il Napoli, ma via via si spegne. È il migliore del Napoli in questa stagione, ci sta una leggera flessione.

Arbitro
Piccinini 5.5: Partita gestita sui binari di una gara tranquilla, fischia 25 falli e pochi gialli. Il tasto dolente sono gli episodi che avrebbero potuto cambiare il volto alla partita: al 6’, Cabral interviene su Kvaratskhelia, tocca sì il pallone, ma colpisce a forbice il georgiano. Al termine della partita, Swiderski viene travolto da Di Lorenzo, dopo un tocco di Serdar sul capitano azzurro. Proteste del Verona. Lascia correre, ma è una situazione di quelle in cui qualunque sia la scelta c’è qualcuno che viene danneggiato. 

 

Nola, 6 febbraio 2024

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