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Yoko Ono, donna, artista e attivista
di Emanuela Cristo

Quando parliamo di Yoko Ono, parliamo inevitabilmente di John Lennon e della loro storia d’amore. Da più di cinquant’anni, la donna è ritenuta, al pari di una strega, la principale responsabile della fine dell’incantesimo Beatles. Su di lei si sono accaniti in moltissimi, accusandola di essere soprattutto una parassita che ha approfittato dell’enorme popolarità di suo marito e che ha continuato a campare sfruttando la sua immagine iconica fino ai giorni nostri. Quello che si dimentica spesso è che la Ono era un’artista già prima di conoscere Lennon e che fu proprio ad una sua esposizione che i due si conobbero.

Si potrebbe sicuramente intraprendere un discorso molto ampio sul rapporto che noi persone comuni instauriamo con i nostri “idoli”. Sulla percezione di “tradimento” che sperimentiamo nel momento in cui questi stessi idoli intraprendono una strada che li porta a staccarsi dall’immagine cristallizzata che noi abbiamo di loro e che vorremmo non mutasse mai e della conseguente ricerca di un “colpevole” su cui scaricare la nostra frustrazione. Mi limiterò a dire che questo processo è più frequente di quanto si pensi e il trattamento riservato alla Ono ne è uno degli esempi più lampanti. Yoko Ono è sicuramente una figura complessa dalle mille sfaccettature.

L’infanzia in Giappone e l’avanguardia in America

Negli anni ’60 la giovane Yoko Ono era già protagonista della scena avanguardista, essendo una dei primi membri del gruppo Fluxus. Si trattava di una libera associazione di artisti, compositori e designer che mescolavano le varie forme d’arte prediligendo le performance.

L’ambiente familiare dal quale proveniva aveva sicuramente favorito la sua indole artistica. Yoko era nata in Giappone nel ’33 da padre banchiere e madre pianista classica. La Seconda guerra mondiale però ridusse in povertà la famiglia che fu costretta a trasferirsi in campagna, dove Yoko e i fratelli subirono molte vessazioni da parte dei coetanei a causa delle loro origini aristocratiche. Dopo la guerra si trasferirono negli Stati Uniti dove la ragazza poté frequentare amicizie e compagnie prevalentemente composte da artisti e personalità eccentriche, con un forte ideale di libertà.

Fu già in quegli anni che nacque il suo interesse per la musica, ma ancora principalmente si dedicava alla pittura e all’arte concettuale. La sua arte di allora fu spesso stroncata per poi essere rivalutata negli anni successivi.es in Rock.

Yoko Ono e John Lennon

Nel novembre del ’66 incontrò per la prima volta John Lennon, ad una sua esibizione all’Indaca Gallery di Londra. Lennon rimase divertito ed incuriosito dall’originalità dell’arte della Ono e iniziarono a frequentarsi. Persero tre bambini per aborti spontanei (c’è chi ne attribuisce la causa all’utilizzo di stupefacenti che i due facevano in quegli anni). Intorno al ’73 attraversarono un grosso periodo di crisi e di separazione. La Ono era concentrata nella ricerca della figlia avuta dal precedente marito, il quale l’aveva rapita e portata via. Ma il loro amore sopravvisse e tornarono insieme. Nel ’75 nacque Sean Ono Lennon. Per i successivi cinque anni l’ormai ex beatle si ritirò dalle scene per dedicarsi alla famiglia. Nell’80 pubblicò, insieme alla Ono, Double Fantasy, quello che rimase poi il suo ultimo album. Tre settimane dopo fu assassinato.

Per quanto Yoko possa essere un facile capro espiatorio a cui attribuire la fine dei Beatles, è ormai assunto abbastanza condiviso che le tensioni fra i membri del gruppo erano già arrivate al limite e che l’epilogo sarebbe, in un modo o nell’altro, comunque giunto. È vero anche che a partire dal ’68 circa, Lennon aveva iniziato, parallelamente all’attività con la band, a seguire dei progetti un po’ più sperimentali insieme alla moglie. Ma questo, più che dare ragione ai detrattori della Ono, testimonia molto probabilmente l’evoluzione del Lennon musicista che iniziava ad interessarsi ad orizzonti musicali più ampi e in qualche modo più innovativi.

L’esperimento Double Fantasy mostra come i brani della Ono fossero maggiormente proiettati ad uno stile avanguardistico, mentre quelli di Lennon rientrassero più negli standard musicali di quegli anni. Ma è un lavoro comunque figlio dell’evoluzione dello stile di John post beatle e di sicuro contiene i germogli di ciò che sarebbe stato il suo percorso da lì in avanti se non fosse stato bruscamente interrotto. Lennon si spese anche molto per dare una spinta notevole alla carriera della consorte nell’ambito new wave. Il giorno in cui fu assassinato stava lavorando a Walking On Thin Ice, primo futuro successo di Yoko.

La continua sperimentazione e l’attivismo

In seguito alla morte del marito, Yoko ha continuato a seguire percorsi artistici sempre avanguardistici e originali, frequentando in maniera trasversale i vari ambiti d’espressione. Al di là del giudizio personale sulla sua produzione (a qualcuno le sue performance di sei minuti di urla ininterrotte potranno comprensibilmente non dire alcunché), ciò che le va di certo riconosciuto sono la continua ricerca e l’incessante sperimentazione. Sono di certo molti gli artisti che hanno intrapreso la strada new wave (ma anche la disco music) pagando dazio all’esperienza della Ono. La mia personale opinione è che avrebbe tranquillamente potuto risparmiare Imagine dal massacro nel 2018… francamente nessuno ne sentiva il bisogno, ma non tutte le ciambelle escono col buco.

La ricerca artistica della Ono ha da sempre, inoltre, fatto da cassa di risonanza alle cause umanitarie alla quale la donna si è dedicata per l’intera vita e che l’hanno vista coinvolta con sempre maggiore attivismo dal periodo della sua storia d’amore con Lennon. La coppia, negli anni ’70, è stata spesso protagonista di iniziative volte ad attirare l’attenzione su tematiche sociali e politiche. Iconici sono diventati i loro Bed-In pacifisti in aperta protesta contro la guerra in Vietnam. Proprio durante uno di essi i due registrarono Give Peace a Chance, brano che divenne inno pacifista per eccellenza. Hanno entrambi sempre sostenuto anche la causa femminista.

Dopo la morte del marito, Yoko Ono ha continuato a sostenere le cause femministe, per i diritti civili a favore della comunità omosessuale e nel 2002 ha istituito un proprio Premio per la Pace del valore di 50.000 dollari in favore di artisti che vivono in zone di guerra.

Napoli, 20 gennaio 2023