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I visionari che hanno disegnato il futuro della mia casa Europa

di Martina Tafuro

 Su scala mondiale l’Ue si può considerare il più grande successo del Novecento: 70 anni di pace in Europa non si registravano dai tempi dell’Impero Romano. Un continente raso al suolo dalla Seconda guerra mondiale dal 1957 ha visto crescere il proprio benessere in modo straordinario: prima nei sei Paesi della Comunità economica europea (Cee) e poi in quelli che man mano chiedevano di aderirvi. In Italia, per esempio, dagli anni Cinquanta al 2010 il reddito pro capite è quintuplicato…. Antonio Padoa-Schioppa

L’Unione Europea, in cui viviamo oggi, è stata ispirata da leader visionari, che hanno fatto della loro vita la cifra indissolubile per offrirci il privilegio di vivere in pace.

Erano combattenti della resistenza, avvocati o parlamentari, insomma un gruppo eterogeneo di persone mosse dagli stessi ideali: la pace, l’unità e la prosperità in Europa.

(vedi: Elezioni europee 2019 – Istruzioni per l’uso).

Konrad Adenauer
Il primo Cancelliere della Repubblica federale di Germania, che rimase alla guida del neonato Stato dal 1949 al 1963, cambiò il volto della Germania postbellica e della storia europea più di chiunque altro.

Un caposaldo della politica estera di Adenauer è rappresentato dalla riconciliazione con la Francia. Insieme al Presidente francese Charles de Gaulle produsse una svolta storica: nel 1963 Germania e Francia, un tempo nemici per antonomasia, firmarono un trattato di amicizia che divenne una delle pietre miliari sulla via dell’integrazione europea.

Joseph Bech
Joseph Bech è stato il politico lussemburghese che contribuì alla costituzione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio nei primi anni ’50 e fu uno dei principali architetti dell’integrazione europea negli ultimi anni ‘50.

Fu un memorandum congiunto degli Stati del Benelux a portare alla convocazione della Conferenza di Messina del giugno 1955 che aprì poi la strada alla costituzione della Comunità economica europea.

Johan Willem Beyen
Il banchiere internazionale, uomo d’affari e politico Johan Willem Beyen fu un politico olandese che, con il suo Piano Beyen, infuse nuova vita al processo di integrazione europea alla metà degli anni ‘50.

Beyen è uno dei componenti meno noti del gruppo dei Padri Fondatori dell’UE ma tra le persone che lo conobbero godeva di una certa ammirazione per il suo fascino, l’orientamento internazionale e la sua capacità nelle relazioni sociali.

Winston Churchill
Winston Churchill, ex ufficiale dell’esercito, corrispondente di guerra e Primo ministro britannico (1940-45 e 1951-55), è stato uno dei primi ad invocare la creazione degli Stati Uniti d’Europa. A seguito della Seconda Guerra Mondiale si convinse che solo un’Europa unita potesse garantire la pace. Era sua intenzione debellare una volta per tutte i germi del nazionalismo e bellicismo europeo.

Alcide De Gasperi
Dal 1945 al 1953, in qualità di Presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri italiano, Alcide De Gasperi preparò la strada per il futuro del proprio paese negli anni del dopoguerra.

Innumerevoli volte promosse iniziative indirizzate alla fusione dell’Europa occidentale, lavorando alla realizzazione del Piano Marshall e creando stretti legami economici con altri Stati europei, in particolare la Francia.

Nicole Fontaine
La seconda presidente donna del Parlamento europeo fu una politica autorevole e una sostenitrice devota dell’Europa, che supervisionò l’adozione dell’euro. Nicole Fontaine, che fu presidente dal 1999 al 2002, avviò un processo di riforma dei metodi di lavoro del Parlamento europeo per avvicinare l’istituzione ai cittadini.

Nell’ottobre 1999, durante il suo discorso di insediamento al Consiglio europeo di Tampere, in Finlandia, sottolineò l’importanza di tenere conto delle preoccupazioni quotidiane della popolazione. Sostenne la necessità di un “approccio ambizioso volto a fornire all’Unione una carta dei diritti fondamentali”. Nel dicembre 2000 firmò a nome del Parlamento europeo la Carta dei diritti fondamentali. Educatrice e politica, Fontaine fu docente presso l’ESCP Europe, la più antica Business School al mondo, e titolare della cattedra Jean Monnet all’Università di Nizza Sophia Antipolis.

Walter Hallstein
Walter Hallstein è stato il primo Presidente della Commissione europea dal 1958 al 1967, europeista convinto e fautore dell’integrazione europea.

In qualità di Presidente della Commissione europea, si impegnò a favore di una rapida realizzazione del mercato comune. Il suo forte entusiasmo e le sue capacità persuasive promossero la causa dell’integrazione anche oltre il periodo della sua presidenza. Durante il suo mandato l’integrazione fece significativi passi in avanti.

Ursula Hirschmann
Nata a Berlino da una famiglia ebraica della classe media, nel 1932 Ursula Hirschmann si unì all’organizzazione giovanile del partito socialdemocratico che si opponeva all’avvento del nazismo. Dopo aver conosciuto e sposato il giovane filosofo e socialista italiano Eugenio Colorni mentre si trovava in esilio a Parigi a metà degli anni ‘30, Hirschmann fu parte attiva dell’opposizione antifascista clandestina nella terra natia del marito.

Quando Colorni fu arrestato e imprigionato nell’isola di Ventotene, decise di seguirlo. Qui incontrarono Ernesto Rossi e Altiero Spinelli che, nel 1941, collaborarono alla stesura del Manifesto di Ventotene “per un’Europa libera e unita”, generalmente considerato il punto di partenza del federalismo europeo. Il Manifesto era un modello per un’Unione europea democratica, la cui creazione sarebbe stata possibile dopo la guerra. Hirschmann lo portò di nascosto nell’Italia continentale e contribuì alla sua diffusione.

Nell’agosto 1943, a Milano, fece parte del gruppo di fondatori del Movimento Federalista Europeo insieme a Spinelli, fuggito da Ventotene. Nel 1975 Ursula Hirschmann fondò a Bruxelles l’associazione Femmes pour l’Europe.

Sicco Mansholt
Sicco Mansholt fu agricoltore, membro della resistenza olandese durante la Seconda Guerra Mondiale, politico nazionale e primo Commissario europeo per l’Agricoltura. Le idee di Mansholt posero le basi per la Politica agricola comune dell’Unione europea, una tra le più importanti politiche dai giorni della sua istituzione.

Testimone degli orrori della carestia che colpì i Paesi Bassi al termine della Seconda Guerra Mondiale, Mansholt era convinto che l’Europa dovesse divenire autosufficiente e che una riserva costante di cibo a prezzi accessibili dovesse essere garantita a tutti.

Jean Monnet
Il politico e consigliere economico francese Jean Monnet dedicò sé stesso alla causa dell’integrazione europea. Fu il maggior ispiratore del “Piano Schuman” che prevedeva l’unione dell’industria pesante europea.

Monnet era originario della regione francese del Cognac. Dopo avere abbandonato la scuola all’età di 16 anni viaggiò in tutto il mondo come commerciante di cognac e, in seguito, come banchiere. Durante entrambe le guerre mondiali ricoprì posizioni di spicco nel coordinamento della produzione industriale in Francia e nel Regno Unito.

Robert Schuman
Lo statista Robert Schuman, avvocato e ministro degli Esteri francese tra il 1948 e il 1952 è considerato uno dei padri fondatori dell’unità europea.

Insieme a Jean Monnet elaborò il Piano Schuman, noto a livello internazionale, che rese pubblico il 9 maggio 1950, la data che oggi segna la data di nascita dell’Unione europea. Propose il controllo congiunto della produzione del carbone e dell’acciaio, i principali materiali per l’industria bellica. L’idea di fondo era che, non avendo il controllo sulla produzione di carbone e ferro, nessun paese sarebbe stato in grado di combattere una guerra.

Paul-Henri Spa
Uno statista europeo – Il belga Paul-Henri’s Spaak si merita appieno questo appellativo vista la sua lunga carriera politica. Spaak è stata una figura chiave nella formulazione dei contenuti del Trattato di Roma. Alla Conferenza di Messina del 1955, i sei governi partecipanti lo chiamarono a presiedere il comitato di lavoro che preparò il Trattato.

Altiero Spinelli
Il politico italiano Altiero Spinelli fu uno dei Padri dell’Unione europea. Fu inoltre una delle figure chiave dietro la proposta del Parlamento europeo per un Trattato su un’Unione europea federale, il cosiddetto Piano Spinelli. Quest’ultimo venne adottato dal Parlamento nel 1984 con una maggioranza schiacciante e fu di grande ispirazione per il consolidamento dei Trattati dell’Unione europea negli anni ‘80 e ‘90.

Simone Veil
Giurista, politica e femminista, Simone Veil fu ministra della Sanità in Francia tra il 1974 e il 1979. In quell’anno divenne membro del Parlamento europeo e fu eletta sua presidente, rimanendo in carica fino al 1982. Fu dunque la prima presidente del Parlamento direttamente eletto e la prima donna ad aver ricoperto questo ruolo.

In Francia è riconosciuta in particolare per la legalizzazione dell’aborto e per aver migliorato la vita delle donne e le condizioni dei detenuti. È inoltre nota in tutta Europa per aver onorato e preservato la memoria del popolo ebraico sterminato nell’Olocausto durante la seconda guerra mondiale e per il suo impegno a favore dei valori e dell’unità d’Europa. Sopravvissuta lei stessa al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, è ammirata non solo per il coraggio politico ma anche per quello personale.

L’infanzia e le esperienze traumatiche vissute da Simone Veil durante la seconda guerra mondiale gettarono le basi del suo impegno a favore di un’Europa unita, una causa sostenuta per il resto della sua vita.

Napoli, 8 maggio 2019