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Terza guerra mondiale?
di Manlio Maglio

“Siamo in una terza guerra mondiale , a pezzi” . Lo ha affermato Papa Francesco nel corso di una conferenza stampa con i giornalisti accreditati che lo hanno accompagnato nel volo dalla Corea. A questa dichiarazione del papa fa eco un messaggio da Medjugorje. La Regina della pace ammonisce: “Satana desidera distruggere il mio piano e rubarvi la pace”.
“Chi ha occhi per vedere, veda; chi ha orecchi per udire, ascolti”. Non possiamo vivere da insensati, ignorando “i segni dei tempi”.
Nessuno può negare che i segni di questi tempi sono oltremodo preoccupanti: Grave crisi del lavoro, grave crisi della famiglia, forte diffusione delle mafie, della violenza, della droga. E che dire delle sanguinose persecuzioni contro i cristiani e della situazione politica mondiale?
Secondo quanto ci relaziona l’organizzazione “Unimondo”: “Oggi si contano nel mondo almeno 25 conflitti armati, la maggior parte dei quali concentrati in Asia e in Africa e su cui si hanno così scarse informazioni da parte dei media, che ormai vengono definite Guerre dimenticate…(dall’Occidente)”. A queste devono aggiungersi quelle altre in cui, pur non facendosi uso di armi pesanti, è presente una forte condizione di odio e di contrasto. La percezione è che quasi tutto il mondo sia direttamente o indirettamente implicato in un conflitto.
Su tutti questi conflitti, emergono: il cosiddetto “insanabile conflitto” tra Palestina (Hamas) e Israele, le forti tensioni fra le due Coree , ma quello che più preoccupa, è il conflitto armato in Ucraina (tra separatisti e filorussi sostenuti da Putin) e, in modo particolare, il grave fenomeno di Jahdismo, con il sorgere del sanguinosissimo neo califfato islamico.
Papa Francesco, novello Angelo della pace, si sta prodigando, senza risparmio di energie, per cercare di portare ovunque un messaggio di dialogo e di pace ma, egli stesso, ha dovuto riconoscere che “Siamo in una specie di terza guerra mondiale, a pezzi”. La Madonna è estremamente chiara quando dice: “Satana desidera distruggere il mio piano – che ho iniziato qui – e rubarvi la pace”.
A questo punto, non possiamo, e non dobbiamo, assolutamente pensare che queste guerre riguardano altri ma non noi perché ci vuole meno di niente perché Qualche potente della terra decida di volersi ergere al di sopra degli altri e intraprenda un “discorso bellico” che coinvolga anche i più piccoli paesini.
Coloro “che sanno tutto di politica mondiale” affermano di essere fortemente preoccupati per l’escalation della guerra scatenata dall’autoproclamatosi “Califfo” Boko Haram che, avendo proclamato un califfato islamico (ISIS), sta seminando terrore e morte, coadiuvato, in questo, dal suo fido Abubakar Shekau che ha diffuso l’Islam in Nigeria ed ha affermato di essere in guerra con il cristianesimo.
Non è certo il caso di lasciarsi prendere dalla paura: oltretutto, non servirebbe a niente, ma invece è necessario che coloro che sono chiamati a governare il Paese si affrettino ad attivarsi presso l’ONU affinché siano prese le necessarie misure per arrestare la grave emergenza.

Napoli, 27 settembre 2014