mer 22 NOVEMBRE 2017 ore 06.24
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Terroristi islamici con base in Italia

di Manlio Maglio

Sono state necessarie lunghe e complesse indagini ma poi la nostra intelligence è riuscita a scovare una potente organizzazione terroristica che poteva disporre di armi e denaro in abbondanza e che aveva programmato tutta una serie di attentati . Lo ha comunicato ufficialmente la Procura della Repubblica di Cagliari, nella persona del Procuratore Capo, dottor Mario Mura, che ha coordinato le minuziose indagini dalle quali è emerso  che la pericolosa organizzazione, collegata con Al Quaeda, aveva già programmato dettagliatamente una serie di attentati in Italia e stava studiando varie strategie per colpire anche il Vaticano.
Si trovava, quindi, in Sardegna la base terroristica internazionale  affiliata ad Al Qaeda; come dire: “ce l’avevamo in caso e fin’ora nessuno se ne era accorto”. Quando però la polizia ha dato il via agli arresti, 18 islamici sono caduti nella rete degli agenti che sono riusciti anche a scoprire il ruolo dei vari terroristi: alcuni appartenevano al gruppo che doveva proteggere Bin Laden “lo sceicco del terrore”, in Pakistan, mentre altri – sempre in Pakistan – venivano impegnati in gravissimi attentati terroristici come quello che causò la strage del mercato di Meene Bazar, dove morirono più di cento civili.
Questi attentati avevano lo scopo di seminare il terrore fra gli abitanti del Paese, scoraggiare l’impegno militare contro le forze talebane e successivamente  rovesciare l’attuale governo pakistano, attraverso un’insurrezione popolare, per sostituirlo con un altro governo filo islamico.
L’organizzazione cagliaritana si occupava tra l’altro di raccogliere denaro fra le numerose comunità islamiche presenti in Italia e, attraverso canali segreti, trasferire ingenti somme in Pakistan. Oltre a ciò, grazie alla possibilità di usufruire dell’asilo politico mediante documenti falsi e grazie ai vari contratti di lavoro offerti da imprenditori compiacenti, la suddetta organizzazione riusciva a favorire l’ingresso in Italia di pakistani e di afgani che, all’occorrenza, potevano essere smistati nei Paesi nordeuropei. A tutti questi “immigrati” venivano messi a disposizione alloggi, cellulari, sim protette, denaro e contatti importanti.
La polizia di Stato sta conducendo una serie di operazioni, in sette province italiane, col preciso intento di sgominare le organizzazioni terroristiche presenti sul nostro territorio. Ci auguriamo che vi riescano quanto prima.

Napoli, 29 aprile 2015