mar 25 SETTEMBRE 2018 ore 13.46
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In Campania cento Dirigenti Scolastici pensionandi si offrono di lavorare gratis per evitare le reggenze
Nel resto d’Italia corsa contro il tempo per nominare i neo-dirigenti

di Stefano Cavallini*

I numeri sono da vera emergenza: 1.296 sono oggi le scuole italiane senza titolare e affidate in reggenza, altre 764 faranno questa fine il 1°settembre quando i loro dirigenti scolastici andranno in pensione, a cui si aggiungono i 165 che non hanno ottenuto la proroga del mantenimento in servizio oltre i 65 anni per via del blocco della riforma della PA Madia-Renzi.
Ci sono poi 475 scuole considerate sottodimensionate e accorpate ad istituti autonomi. E in arrivo solo 630 assunzioni (forse!). Nelle regioni dove non ci sono più candidati la situazione è già critica.
Il Ministero dell’Istruzione ha chiesto al MEF l’autorizzazione ad assumere circa 630 dirigenti da attingere dalle graduatorie del concorso 2012. A questo punto sembra davvero molto difficile che a partire dal 1° settembre tutto possa funzionare regolarmente nelle 8mila scuole italiane. Quello che per ora è sicuro che in tutte le scuole sottodimensionate (poco meno di 500) saranno nominati dirigenti scolastici e DSGA reggenti. In ogni caso il visto del MEF consentirebbe l’immissione in ruolo di 630 neo-dirigenti al massimo e quindi altrettanti posti rimarrebbero comunque scoperti. Certamente il meccanismo della reggenza consente un discreto risparmio per le casse delle Stato, che però appare assai poco giustificato se si considera il grave disservizio legato alla mancanza di dirigenti stabili in tante scuole.
A rendere la situazione sulle dirigenze scolastiche scoperte ancora più caotica è stata anche la decisione di non pagare più le indennità di reggenza ai vicari, a seguito dell’approvazione della Legge 135/12. Con questa scelta, dettata solo da motivi di risparmio a danno dell’efficienza del servizio, si è così aumentato il numero di reggenze di plessi scolastici da parte dello stesso dirigente scolastico. Molti dei quali oggi già lavorano rincorrendo fino a sette sedi, distanti anche decine di chilometri l’una dall’altra. Nel contempo, si sono mortificate le professionalità di tanti vicari, tornati a fare i docenti o a collaborare solo attraverso l’incarico di ‘funzione strumentale’.
Particolare la situazione in Campania. Siccome cento scuole resteranno senza preside, alcuni dirigenti scolastici che hanno compiuto 65 anni di età, costretti al pensionamento per raggiunti limiti di età senza possibilità di deroga, si sono offerti di sostituire i mancati presidi fino allo sblocco e sarebbero disposti a farlo senza stipendio, in modo da evitare le reggenze che sarebbero indispensabili. Quindi non una proroga, ma un passaggio di consegne prolungato, per evitare lo sbando e soprattutto far risparmiare soldi alle casse dello Stato per pagare le reggenze.
Ricordiamo che purtroppo non ci potranno, probabilmente, essere assunzioni quest’anno dall’ultimo concorso a Dirigente Scolastico perché tale concorso a ds della Campania per 224 posti è stato bloccato dalla Procura di Torre Annunziata per presunti condizionamenti.
Piove sempre sul bagnato!

*Coordinatore Regionale Anief Campania

Napoli, 20 agosto 2014